21.477 · Iniziativa parlamentare · 2021-06-21
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Ausgangslage
Comunicato stampa della commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia Consiglio nazionale del 25.08.2021
La CAPTE-N vuole prorogare senza interruzioni alcuni importanti strumenti di protezione del clima. Gli impegni di riduzione delle imprese e l'obbligo di compensazione da parte degli importatori di carburanti devono essere mantenuti. Per questo motivo la Commissione prevede una soluzione transitoria sino alla fine del 2024 per gli strumenti in scadenza della legge sul CO2.
Con 18 voti contro 7 la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha adottato un progetto di legge che proroga le misure temporanee dell'attuale legge sul CO2 sino alla fine del 2024 (21.477). Senza questa soluzione transitoria, a partire dal 2022 l'obbligo di compensazione delle emissioni di CO2 per gli importatori di carburanti verrebbe meno. Inoltre, le imprese di taluni settori dell'economia non potrebbero più essere esentate dalla tassa sul CO2 se in cambio riducono le loro emissioni.
Possibilità di eseguire misure anche all'estero
La proroga dell'obiettivo di riduzione che scade alla fine del 2021, elemento centrale del progetto, rappresenta un cardine per i principali strumenti di protezione del clima. La CAPTE-N ha deciso che, entro la fine del 2024, la Svizzera deve ridurre le sue emissioni di gas a effetto serra di un ulteriore 1,5 per cento all'anno rispetto al 1990. La Commissione sottolinea che tre quarti delle riduzioni devono essere realizzate in Svizzera. Ritiene opportuno che anche le misure attuate all'estero possano essere computate per raggiungere l'obiettivo di riduzione entro il 2024. Secondo la Commissione l'obiettivo stabilito è realistico: può essere raggiunto con le misure esistenti, a condizione che gli strumenti di durata limitata siano mantenuti.
Obbligo di compensazione delle emissioni di CO2 per gli importatori di carburanti
La proroga dell'obiettivo di riduzione permette di mantenere le misure di compensazione delle emissioni di CO2 per i carburanti fossili. La Commissione propone inoltre senza voti contrari che il Consiglio federale possa fissare in futuro l'aliquota di compensazione anche in base all'evoluzione delle emissioni di CO2 nel settore dei trasporti. In tal modo vuole garantire una maggiore sicurezza degli investimenti perché gli importatori di combustibili saranno incentivati ad avviare già oggi nuovi progetti e programmi per il periodo dopo il 2024. La prescrizione legale secondo cui il supplemento sul litro di carburante necessario per finanziare le misure di compensazione non può superare i cinque centesimi continuerà a essere applicata. Una minoranza vuole limitare il supplemento a 1,5 centesimi.
Restituzione della tassa sul CO2 per le imprese
Senza voti contrari, la Commissione è favorevole al mantenimento degli impegni di riduzione delle imprese di alcuni settori economici sino alla fine del 2024. Se le imprese riducono le loro emissioni di un ulteriore due per cento all'anno, ottengono la restituzione della tassa sul CO2. Una minoranza chiede un aumento della tassa sul CO2 fino a un massimo di 145 franchi per tonnellata di CO2 nel caso in cui gli obiettivi intermedi per i combustibili fossili non fossero raggiunti. Altre minoranze chiedono che vari elementi della revisione totale della legge sul CO2 respinta in votazione popolare siano inclusi nel progetto: una tassa per gli aerei commerciali e privati e una verifica da parte della FINMA e della BNS dei rischi finanziari legati al clima.La Commissione limita la validità del suo snello progetto di legge a tre anni. Nel 2025 dovrebbe poi entrare in vigore una legge successiva più completa, che determinerà la politica climatica svizzera a lungo termine. Il Consiglio nazionale si occuperà ora del progetto della CAPTE-N con l'obiettivo di adottare la legge nella sessione invernale.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 17.09.2021
Il Consiglio federale è favorevole alla proroga fino a fine 2024 degli strumenti dell'attuale legge sul CO2, la cui scadenza era prevista a fine 2021. Lo ha comunicato nella sua presa di posizione del 17 settembre 2021 relativa al rapporto della CAPTE-N concernente l'iniziativa parlamentare 21.477 "Prorogare l'obiettivo di riduzione dell'attuale legge sul CO2". Con la proposta di modifica della legge sul CO2 si intende mantenere l'obiettivo climatico della Svizzera fino al 2024. Inoltre si vuole offrire alle aziende svizzere la possibilità di mantenere l'esenzione dalla tassa sul CO2. Al contempo verrebbe prorogato l'obbligo di compensazione relativo alle emissioni di CO2, che vige per gli importatori di carburanti e che prevede l'attuazione, in Svizzera e ora anche all'estero, di progetti di protezione del clima.
Diverse misure dell'attuale legge sul CO2 sono a tempo determinato e giungono a scadenza a fine 2021. L'adozione della legge sul CO2 riveduta avrebbe consentito di prorogarle. Tuttavia, poiché il relativo progetto di legge è stato respinto in votazione popolare il 13 giugno 2021, queste misure decadranno.
A partire dal 2022, la Svizzera sarebbe così priva dell'obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra stabilito dalla legge. Gli importatori di combustibili fossili come la benzina e il diesel non sarebbero quindi più tenuti a investire in progetti di compensazione delle emissioni volti a proteggere il clima. Per le aziende svizzere verrebbe infine a decadere l'esenzione dalla tassa sul CO2 di cui beneficerebbero se fossero soggette all'impegno di riduzione delle emissioni.
Nell'intento di prevenire questo scenario, l'iniziativa parlamentare 21.477 della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) propone di prorogare l'obiettivo di riduzione fino al 2024 come pure gli strumenti non contestati della legge sul CO2.
Il Consiglio federale sostiene la modifica della legge sul CO2 proposta dalla CAPTE-N. Tuttavia, la riduzione delle emissioni dell'1,5 per cento l'anno rispetto al 1990 proposta nell'iniziativa sarà insufficiente per dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e raggiungere così l'obiettivo delle emissioni nette pari a zero entro il 2050. In questo contesto, il Consiglio federale ritiene quindi importante consentire la realizzazione all'estero di misure di protezione del clima già dal 2022 in poi.
Wortlaut
La legge federale del 23 dicembre 2011 sulla riduzione delle emissioni di CO2 deve essere modificata in modo tale che l'obiettivo di riduzione per le emissioni di gas serra in Svizzera venga mantenuto fino alla fine del 2024.
I provvedimenti previsti dal diritto vigente devono essere mantenuti. Occorre in particolare evitare che la restituzione della tassa sul CO2 ai gestori che si impegnano a ridurre le emissioni di gas serra decada a partire dal 1° gennaio 2022.
Begründung
Il Popolo svizzero ha respinto la revisione totale della legge sul CO2, che avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2022 in sostituzione dell'attuale legislazione. La legge sul CO2 del 23 dicembre 2011 rimane dunque in vigore, tuttavia la durata di validità di alcuni strumenti da essa previsti è ormai limitata. Fra questi strumenti figura l'impegno di riduzione, che permette alle aziende di determinati settori di essere esentate dalla tassa sul CO2. L'obbligo di compensazione cui sono soggetti gli importatori di carburanti fossili decadrà anch'esso, facendo sì che il finanziamento di numerosi progetti di protezione del clima, come gli impianti di produzione di biogas, non sarà più sufficiente.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 29.09.2021
Legge sul CO2, prorogate al 2024 le misure temporanee
In seguito al "no" alle urne alla nuova Legge sul CO2, alcuni importanti strumenti di protezione del clima in scadenza a fine anno, come la compensazione da parte degli importatori di carburanti, non potranno essere prolungati. Per evitare che ciò accada, il Consiglio nazionale ha approvato oggi - con 143 voti contro 53 - una revisione legislativa che proroga fino al 2024 queste misure, che non sono contestate.
Senza questa soluzione transitoria, a partire dal 2022 l'obbligo di compensazione delle emissioni a effetto serra per gli importatori di carburanti verrebbe meno. Inoltre, le imprese di taluni settori dell'economia non potrebbero più essere esentate dalla tassa sul CO2 se in cambio riducono le loro emissioni, ha spiegato il relatore commissionale Jacques Bourgeois (PLR/FR).
Il "no" alla Legge sul CO2 non è un "no" alla protezione del clima, ha sostenuto la consigliera federale Simonetta Sommaruga. Per questo motivo il Consiglio federale ha mantenuto gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ha aggiunto la ministra dell'ambiente giustificando la richiesta di rinnovare le misure in scadenza.
La proroga dell'obiettivo di riduzione permetterà dunque di mantenere le misure di compensazione delle emissioni di CO2 per i carburanti fossili. La prescrizione legale secondo cui il supplemento sul litro di carburante necessario per finanziare le misure di compensazione non possa superare i cinque centesimi continuerà a essere applicata. Una minoranza democentrista ha chiesto invano di limitare il supplemento a 1,5 centesimi.
Non si tratta di una tassa d'incitazione ma di un margine che il settore ha bisogno per soddisfare i suoi obblighi di compensazione delle emissioni, ha detto Gabriela Suter (PS/AG). Questi 5 centesimi già figurano nella legge attualmente in vigore, che a suo tempo non era stata attaccata da un referendum, non si capisce quindi bene perché l'UDC vuole ridurli, ha aggiunto la socialista. "È il settore che ne decide l'ammontare, non il Consiglio federale", ha poi precisato Bourgeois ricordando che il supplemento attualmente ammonta a 1,5 centesimi.
Elemento cardine del progetto è la proroga dell'obiettivo di riduzione delle emissioni che scade alla fine del 2021. Il Nazionale ha in particolare deciso, con 115 voti contro 78, che, entro la fine del 2024, la Svizzera deve diminuire le sue emissioni di gas a effetto serra di un ulteriore 1,5% all'anno rispetto al 1990. Tre quarti delle riduzioni devono essere realizzate in Svizzera.
Considerato che gli obiettivi attuali non sono raggiunti, una minoranza ha proposto di rinunciare agli obiettivi annuali per introdurre una riduzione globale del 21,5% rispetto al 1990 da raggiungere entro il 2024. In questo periodo transitorio, nell'attesa di una nuova legge, non disponiamo degli strumenti atti a diminuire maggiormente le emissioni, ha sostenuto, invano, Matthias Jauslin (PLR/AG).
La Camera ha anche deciso di mantenere gli impegni di riduzione delle imprese di alcuni settori economici sino alla fine del 2024. Se le imprese ridurranno ulteriormente le loro emissioni, otterranno la restituzione della tassa sul CO2.
Una minoranza di sinistra ha invano chiesto un aumento di tale balzello a un massimo di 145 franchi per tonnellata di CO2 nel caso in cui gli obiettivi intermedi per i combustibili fossili non fossero raggiunti. Con 128 voti contro 68 la maggioranza ha voluto mantenerne l'importo a 120 franchi.
La sinistra avrebbe anche voluto introdurre due altre misure che erano presenti nella Legge sul CO2 respinta in votazione: una tassa per gli aerei commerciali e privati e una verifica da parte della FINMA e della BNS dei rischi finanziari legati al clima.
"Con la pandemia si assistito a un vero e proprio boom dei voli privati", ha detto Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE) ricordando che Ginevra è il terzo aeroporto europeo per questo tipo di privati, davanti a Londra. Orbene, "chi utilizza questo mezzo di trasporto deve essere pronto a pagarne il prezzo ambientale", ha sostenuto la ginevrina.
Per quanto attiene all'aviazione, Pierre-André Page (UDC/FR) ha fatto notare come tale tassa non vada introdotta proprio perché figurava nella legge bocciata alle urne. Lo stesso Consiglio nazionale ha respinto la settimana scorsa diverse iniziative cantonali che chiedevano l'introduzione di una tassa sui biglietti aerei o di una imposta internazionale sul cherosene, ha aggiunto il friburghese.
Ciò non significa che l'aviazione non debba assumersi le sue responsabilità. La commissione ha del resto già deciso di depositare un postulato che chiede di illustrare come sia possibile ottenere un traffico aereo neutro in termini di emissioni di CO2 entro il 2050, ha ricordato Page. La voto la proposta è quindi stata bocciata con 128 voti contro 68.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.12.2021
CO2, prolungate alcune misure incontestate
Il "no" alle urne alla riveduta legge sul CO2 non deve impedire alla Svizzera di perseguire i propri obiettivi climatici. Dopo il Consiglio nazionale, oggi anche gli Stati hanno sostenuto - all'unanimità - la proroga di diverse misure non contestate fino alla fine del 2024.
Il progetto dovrebbe permettere alla Svizzera di avere ancora un obiettivo di riduzione dopo il 2022. La legge in vigore persegue una riduzione delle emissioni del 20% rispetto al 1990 entro il 2020, e un'ulteriore riduzione annuale dell'1,5% nel 2021. Quest'ultimo obiettivo deve continuare per gli anni dal 2022 al 2024. Almeno il 75% della riduzione deve essere raggiunto in Svizzera.
Senza questa soluzione transitoria, a partire dal 2022 l'obbligo di compensazione delle emissioni a effetto serra per gli importatori di carburanti verrebbe meno. Inoltre, le imprese di taluni settori dell'economia non potrebbero più essere esentate dalla tassa sul CO2 se in cambio riducono le loro emissioni.
La proroga dell'obiettivo di riduzione permetterà dunque di mantenere le misure di compensazione delle emissioni di CO2 per i carburanti fossili. La prescrizione legale secondo cui il supplemento sul litro di carburante necessario per finanziare le misure di compensazione non possa superare i cinque centesimi continuerà a essere applicata.
I "senatori" hanno rivisto il progetto adottato dal Nazionale solo su un punto. Non vogliono che si sancisca a livello di legge che nel settore delle convenzioni sugli obiettivi debbano essere prolungati i mandati di prestazione con le attuali agenzie. Tale disposizione è problematica dal punto di vista del diritto degli appalti pubblici.
Gli Stati, su proposta di Hans Wicki (PLR/NW), hanno poi deciso all'unanimità di prorogare gli sgravi fiscali anche per il gas naturale, quello liquido e i biocarburanti. "Senza questa l'estensione, i biocarburanti verrebbero nuovamente sostituiti da combustibili fossili", ha sostenuto il nidvaldese che ha ottenuto l'appoggio anche della consigliera federale Simonetta Sommaruga.
L'oggetto torna quindi alla Camera del popolo per l'esame di queste due divergenze. Da notare che una nuova legge sul CO2 dovrebbe essere presentata prossimamente. Il Consiglio federale mantiene i suoi obiettivi: la Svizzera deve dimezzare le emissioni entro il 2030 rispetto al 1990. Tuttavia, dovrebbe abbandonare le misure che hanno portato al fallimento della legge sul CO2 il 13 giugno scorso (come la tassa sui biglietti aerei o l'aumento della benzina).
Il progetto dovrebbe concentrarsi su misure che permettano alla popolazione di ridurre le emissioni di CO2 su base quotidiana e sostenere gli sforzi dei vari settori. Si baserà sulla legge esistente sul CO2 e dovrebbe concentrarsi sugli incentivi e sul sostegno finanziario.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 06.12.2021
CO2, "sì" a proroga alcune misure non contestate
Malgrado il "no" alle urne alla riveduta legge sul CO2, la Svizzera potrà continuare a perseguire i propri obiettivi climatici. Lo ha deciso il Consiglio nazionale, eliminando le divergenze che l'opponevano ancora agli Stati in merito al progetto che proroga diverse misure non contestate fino alla fine del 2024. La riforma è pronta per le votazioni finali.
Il dossier permetterà alla Svizzera di avere ancora un obiettivo di riduzione dopo il 2022. La legge in vigore persegue una riduzione delle emissioni del 20% rispetto al 1990 entro il 2020, e un'ulteriore riduzione annuale dell'1,5% nel 2021. Quest'ultimo obiettivo deve continuare per gli anni dal 2022 al 2024. Almeno il 75% della riduzione deve essere raggiunto in Svizzera.
Senza questa soluzione transitoria, a partire dal 2022 l'obbligo di compensazione delle emissioni a effetto serra per gli importatori di carburanti verrebbe meno. Inoltre, le imprese di taluni settori dell'economia non potrebbero più essere esentate dalla tassa sul CO2 se in cambio riducono le loro emissioni.
La proroga dell'obiettivo di riduzione permetterà dunque di mantenere le misure di compensazione delle emissioni di CO2 per i carburanti fossili. La prescrizione legale secondo cui il supplemento sul litro di carburante necessario per finanziare le misure di compensazione non possa superare i cinque centesimi continuerà a essere applicata.
Tutti questi punti erano già stati adottati dalle due Camere, le divergenze eliminate oggi riguardavano le convenzioni sugli obiettivi e la proposta, approvata dagli Stati su iniziativa del "senatore" Hans Wicki (PLR/NW), di prorogare gli sgravi fiscali anche per il gas naturale, quello liquido e i biocarburanti.