22.045 · Oggetto del Consiglio federale · 2022-05-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Fine delle discussioni della Commissione del Consiglio nazionale
Zusammenfassung
Convenzione n. 190 sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 18.05.2022
Il Consiglio federale si impegna per un mondo del lavoro libero da violenza e molestie
Il 18 maggio 2022 il Consiglio federale ha adottato un messaggio concernente la ratifica della Convenzione n. 190 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) del 2019 sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro. La Convenzione contiene la prima definizione di violenza e molestie nel mondo del lavoro riconosciuta a livello internazionale e crea le condizioni quadro per un impegno più coerente e solidale a favore del lavoro dignitoso su scala globale.
Con la ratifica della Convenzione, la Svizzera riafferma la necessità di rispettare, promuovere e attuare il diritto di tutti a un mondo del lavoro libero da violenza e molestie. La Convenzione prevede un divieto legale di questi fenomeni oltre che misure volte a prevenirli e misure di ricorso e risarcimento nonché di sostegno per le vittime.
La Convenzione n. 190 è stata adottata in occasione del centenario dell'OIL, unitamente alla Dichiarazione del centenario dell'OIL per il futuro del lavoro siglata nel 2019. I due strumenti costituiscono una tappa importante verso il rafforzamento del mandato e dell'azione dell'OIL in materia di promozione del lavoro dignitoso nel mondo intero. Il Consiglio federale ha sottoposto al Parlamento un rapporto sulla Dichiarazione del centenario.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 19.09.2022
Molestie sul lavoro, "no" a convenzione OIL
Il Consiglio degli Stati vuole maggiori chiarimenti prima di decidere se concedere l'adesione della Svizzera alla convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) contro la violenza e le molestie sul lavoro. Oggi, per 24 voti a 20, il plenum non ha voluto dare il proprio nullaosta. Il dossier va al Nazionale.
Il Consiglio federale chiede al parlamento di poter ratificare la Convenzione n. 190 del 2019 dell'OIL sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro. Si tratta della prima convenzione che contiene una definizione concordata a livello internazionale su questo tema, precisa il governo nel suo messaggio.
La Convenzione prevede un divieto legale di violenza e molestie sul posto di lavoro. Il documento menziona anche misure di prevenzione e, per le vittime, provvedimenti di sostegno e riparazione. Le parti sociali sostengono l'accordo, ha dichiarato a nome della commissione preparatoria, Carlo Sommaruga (PS/GE).
Una minoranza coagulatasi attorno a Philippe Bauer (PLR/NE) ha però espresso scetticismo al riguardo. Benché il governo scriva che, in base allo stato attuale delle cose, non sia necessario adeguare la legislazione svizzera in materia, ciò potrebbe cambiare in seguito visto l'ampio ventaglio di situazioni incluso nella convenzione. Dal canto suo, Beat Rieder (Centro/VS) ha aggiunto che la Convenzione è infarcita di termini giuridici vaghi. Per questo, ha sottolineato il "senatore" vallesano, il testo non va approvato al momento ma sottoposto a una consultazione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2022
Molestie sul lavoro, "sì" a convenzione OIL
Se la Svizzera non dovesse aderire alla convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) contro la violenza e le molestie sul lavoro farebbe una figuraccia, soprattutto perché Stato sede di questa organizzazione.
È tra l'altro con questa motivazione che il Consiglio nazionale ha deciso oggi per 124 voti a 49 (UDC) di dare il proprio nullaosta a un testo che, secondo la maggioranza, la Svizzera rispetta già a grandi linee.
Il dossier ritorna al Consiglio degli Stati. Quest'ultimo, in settembre, aveva deciso di bocciare il testo per 24 voti a 20, poiché timoroso che prevedesse nuovi obblighi per la Confederazione a causa della presunta vaghezza di alcune formulazione.
Oggi, nonostante l'opposizione dell'UDC, il plenum ha prima votato l'entrata nel merito e il testo finale, sostenendo che la Convenzione non prevede nuovi obblighi per la Svizzera in virtù della sua legislazione progressista a contrasto degli abusi sul posto di lavoro, specie nei confronti delle persone più vulnerabili. Sarebbe insomma una "vergogna" se la Svizzera non aderisse, si è sentito in aula.
Per il "ministro" Guy Parmelin la Svizzera non ci farebbe senz'altro una bella figura se dovesse rimanerne fuori, soprattutto quale paese ospite di questa organizzazione con sede a Ginevra. Il "ministro" dell'economia ha rammentato che la Svizzera non dovrà adeguare la propria legislazione e che i partner sociali sono unanimi nel sostenere gli scopi di questa Convenzione internazionale.
La Convenzione n. 190 del 2019 dell'OIL sull'eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro è il primo testo del genere che contiene una definizione concordata a livello internazionale su questo tema. La Convenzione prevede un divieto legale di violenza e molestie sul posto di lavoro. Il documento menziona anche misure di prevenzione e, per le vittime, provvedimenti di sostegno e riparazione.
I contrari hanno mostrato un certo scetticismo dal momento che, a loro avviso, la situazione potrebbe cambiare tenuto conto dell'ampio ventaglio di situazioni incluso nella Convenzione. Al voto, però, una chiara maggioranza ha preferito seguire il parere favorevole della propria commissione preparatoria e dell'esecutivo. Adesso spetterà ancora ai "senatori" esprimersi sul dossier.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 25.09.2023
Molestie sul lavoro, convenzione OIL va riesaminata
Pur di non darsi la "zappa sui piedi", rischiando di nuocere all'immagine internazionale della Svizzera, il Consiglio degli Stati ha deciso oggi (34 voti a 6) di rinviare al Consiglio federale la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul lavoro per ulteriori approfondimenti.
Prima di questo voto, contrariamente all'avviso della commissione preparatoria, il plenum è entrato nel merito del progetto per 27 voti a 13 e 3 astensioni.
Il 19 di settembre 2022, gli Stati avevano già respinto l'entrata in materia per 24 voti a 20. Il Consiglio nazionale, invece, il 12 dicembre scorso aveva approvato il progetto con 124 a favore e 49 contrari, tutti esponenti dell'UDC. A motivare il primo "niet" degli Stati e la raccomandazione negativa della commissione è il timore che una ratifica avrebbe avuto sul diritto del lavoro in Svizzera: si teme, infatti, che l'interpretazione della convenzione possa, in futuro, dare adito a richieste diverse e variate, rischiando di appesantire la legislazione elvetica in materia di lavoro.
Oggi in aula, il consigliere federale Guy Parmelin ha voluto rassicurare gli scettici: la legislazione svizzera rispetta in tutto e per tutto lo spirito della Convenzione. Una ratifica non impone nessun cambiamento alla nostra legislazione in materia di protezione dei lavoratori. Un eventuale modifica di questo testo negoziato a Ginevra - sede dell'OIL di cui la Svizzera è membro dal 1919, ha puntualizzato - ha spiegato il "ministro" dell'economia, non ci obbligherebbe ad adeguare automaticamente la nostra legislazione. Parmelin ha poi fatto notare che i partner sociali sono d'accordo con la ratifica.
L'esponente UDC in governo ha poi sostenuto che una mancata ratifica metterebbe la Svizzera in difficoltà, specie quando si tratterà di negoziare nuovi accordi di libero scambio. "Come potremmo chiedere ai nostri partner di rispettare i diritti umani o la sostenibilità se noi stessi abbiamo respinto la ratifica di questa convenzione?", si è chiesto il "ministro" vodese. "Sarebbe difficile spiegare questa particolarità elvetica ai nostri partner", ha aggiunto Parmelin, secondo cui un "no" andrebbe contro i nostri interessi.
Per Carlo Sommaruga (PS/GE), un altro rifiuto ad entrare nel merito, che porterebbe all'archiviazione pura e semplice del progetto, equivarrebbe a "tirarsi la zappa sui piedi". Sarebbe un duro colpo sia per l'immagine della Svizzera sia per la Ginevra internazionale che ospita l'OIL. Ben 32 paesi hanno finora ratificato la Convenzione, ha aggiunto Sommaruga, tra cui paesi a noi vicini, come l'Italia, la Germania, la Francia, il Belgio o la Gran Bretagna, "insomma tutti paesi che propugnano un'economia liberale". Secondo il "senatore" socialista, alla luce delle critiche alla Svizzera per la sua neutralità in questi tempi difficili, sarebbe più saggio evitare di gettare ulteriore benzina sul fuoco.
Gli appelli di Sommaruga e Parmelin hanno fine l'hanno spuntata nonostante lo scetticismo della destra. Prima del voto, Parmelin ha spiegato che un rinvio del dossier al Governo per ulteriori approfondimenti sarebbe sempre meglio che un rifiuto puro e semplice da parte del plenum. Un invito infine raccolto da una maggioranza dei "senatori", che avrà così il tempo necessario per riflettere sulle sue posizioni.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 12.12.2023
CF esamini convenzione OIL su molestie sul lavoro
Il Consiglio federale dovrà condurre un esame approfondito sulla Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul lavoro in vista della sua approvazione. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale sostenendo tacitamente la decisione degli Stati di rinviare il dossier all'esecutivo.
La Convenzione, promossa nel 2019 in occasione del centenario dell'OIL, contiene la prima definizione di violenza e molestie nel mondo del lavoro riconosciuta a livello internazionale. Il testo prevede un divieto legale di questi fenomeni oltre che misure volte a prevenirli e misure di ricorso e risarcimento nonché di sostegno per le vittime.
Per il consigliere federale Guy Parmelin la legislazione svizzera rispetta in tutto e per tutto lo spirito della Convenzione. Una ratifica non impone nessun cambiamento alla nostra legislazione in materia di protezione dei lavoratori. L'esponente UDC in Governo ha poi sostenuto che una mancata ratifica metterebbe la Svizzera in difficoltà, specie quando si tratterà di negoziare nuovi accordi di libero scambio.
Al voto l'UDC si è opposta temendo le conseguenze che una ratifica avrebbe avuto sul diritto del lavoro in Svizzera. Per i democentristi, l'interpretazione della Convenzione potrebbe, in futuro, dare adito a richieste diverse e variate, rischiando di appesantire la legislazione elvetica in materia di lavoro.
Informazioni
Simone Peter, segretaria della commissione,
058 322 97 47,
rk.caj@parl.admin.ch
Commissione degli affari giuridici (CAG)
Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 08.10.2024
La Commissione ha trattato il messaggio del Consiglio federale concernente l’approvazione della Convenzione n. 191 dell’Organizzazione internazionale del lavoro (24.047). Secondo il Consiglio federale, questa Convenzione rafforza la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e contribuisce alla strategia svizzera per lo sviluppo sostenibile nell’ambito dell’Agenda 2030. La sua ratifica non richiede una modifica di disposizioni vigenti del diritto svizzero. Con 12 voti contro 8 e 4 astensioni la Commissione ha deciso l’entrata in materia sul progetto, ma con 15 voti contro 8 e 1 astensione propone alla propria Camera il rinvio al Consiglio federale. La Commissione chiede al Consiglio federale di illustrare in un rapporto aggiuntivo quali disposizioni della Convenzione OIL n. 191 sono applicabili direttamente e quali indirettamente, nonché di indire in seguito una consultazione. Dopo la consultazione il progetto andrebbe nuovamente sottoposto al Parlamento unitamente al progetto di Convenzione OIL n. 190 (22.045), che era stato rinviato al Consiglio federale dalle Camere nel 2023. Una minoranza respinge il rinvio perché non ritiene necessari ulteriori chiarimenti né vede un nesso fra le due convenzioni n. 190 e 191. Un’ulteriore minoranza propone la non entrata in materia poiché teme che la Convenzione potrebbe comportare in futuro una perdita di flessibilità per il mercato svizzero del lavoro.
Informazioni
Katrin Marti, segretaria della commissione,
058 322 94 72,
wak.cer@parl.admin.ch