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Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni). Iniziativa popolare

22.054 · Oggetto del Consiglio federale · 2022-06-22

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 22 giugno 2022 concernente l’iniziativa popolare «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni)»

Ausgangslage

Il 16 luglio 2021 i giovani PLR hanno depositato con 107 049 firme valide l’iniziativa popolare «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni)».

L’iniziativa chiede, in una prima tappa, che l’età di pensionamento sia innalzata a 66 anni per gli uomini e per le donne. Dopo di che, l'iniziativa chiede che l’età di pensionamento venga legata alla speranza di vita media della popolazione svizzera residente dell’età di 65 anni. L’adeguamento avverrebbe ogni anno a scatti di due mesi al massimo e dovrebbe essere comunicato agli interessati cinque anni prima che essi raggiungano l’età di pensionamento.

Il Consiglio federale ritiene che un tale automatismo non terrebbe sufficientemente conto della situazione effettiva del mercato del lavoro ‑ in particolare per quanto riguarda i lavoratori anziani ‑ e nemmeno della situazione sociale. Inoltre, il semplice innalzamento dell’età di pensionamento non basterebbe per far fronte alla sfida demografica dell’AVS, ma occorrerebbero altre misure, tra cui un finanziamento aggiuntivo. Infine, l’introduzione di un tale automatismo non sarebbe compatibile con il sistema politico svizzero. Sancire l’età di pensionamento nella Costituzione federale priverebbe il Consiglio federale, il Parlamento e il Popolo del margine di manovra necessario per poter prendere in considerazione altri criteri.

Il Consiglio federale propone pertanto al Parlamento di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa sulle pensioni.

(Fonte: comunicato stampa del Consiglio federale del 22 giugno 2022)

Verhandlungen

In seno al Consiglio degli Stati Pirmin Bischof (M-E, SO) ha proposto, a nome della Commissione incaricata dell’esame preliminare, di raccomandare il rigetto dell’iniziativa. Dopo che un’esigua maggioranza ha accettato la riforma dell’AVS 21 che prevede l’innalzamento dell’età di pensionamento per le donne e poiché la riforma della previdenza professionale non è ancora stata completata, non sembra essere il momento opportuno per aumentare ulteriormente l’età di pensionamento. La Commissione ha inoltre sottolineato quanto sia profondamente sbagliato sancire nella Costituzione federale un automatismo per calcolare l’età di pensionamento nonché la stessa età di pensionamento. I sostenitori dell’iniziativa hanno replicato evidenziando la necessità di riformare l’AVS per frenare l’aumento eccessivo dell’indebitamento. L’iniziativa popolare affronta tale problema. In caso di accettazione, le uscite dell’AVS nel 2030 diminuirebbero di 2,1 miliardi all’anno, ha affermato Thomas Hefti (RL, GL). Hans Stöckli (S, BE) ha da parte sua criticato il fatto che l’iniziativa intenda fare riferimento a un valore medio per determinare la speranza di vita e dunque l’età di pensionamento. Tuttavia, la speranza di vita media varia notevolmente a seconda della professione esercitata e della regione. L’iniziativa non propone dunque una soluzione equa. Analogamente ad altri relatori, anche Erich Ettlin (M-E, OW) ha ricordato che il Consiglio federale è già stato incaricato di fare il punto della situazione sull’AVS e di presentare proposte entro il 2026 (Mo. 21.3462 Mandato per la prossima riforma dell’AVS e Po. 22.4430 «AVS. Calcolare la durata del lavoro sull’arco della vita»). Non sarebbe pertanto necessario presentare un controprogetto all’iniziativa.

Seguendo la sua Commissione, il Consiglio degli Stati ha deciso con 30 voti contro 11 (dalle file del PLR) di raccomandare il rigetto dell’iniziativa.

Analogamente al Consiglio degli Stati, la Commissione incaricata dell’esame preliminare del Consiglio nazionale ha proposto di raccomandare il rigetto dell’iniziativa. La relatrice commissionale Barbara Gysi (S, SG) ha spiegato che la Commissione non ritiene opportuno innalzare nuovamente l’età di pensionamento così poco tempo dopo il voto sulla riforma dell’AVS 21. Un innalzamento dell’età di pensionamento non sarebbe inoltre realistico dato che il mercato del lavoro denota una scarsa disponibilità a integrare lavoratori anziani malgrado la carenza di manodopera qualificata.

Nel dibattito durato diverse ore soltanto i rappresentanti del Gruppo liberale hanno sostenuto l’iniziativa popolare. Regine Sauter (RL, ZH) ha sottolineato l’importanza di salvaguardare gli interessi della prossima generazione. Beat Walti (RL, ZH) ha inoltre ribadito che nessun altro problema è relegato in secondo piano dai politici come nel caso dell’invecchiamento demografico. Andri Silberschmidt (RL, ZH) ha affermato che, secondo le previsioni attuali, l’AVS potrebbe esaurire il proprio capitale nel giro di 19 anni e non sarebbe più in grado di finanziare le proprie prestazioni.

Dall’altro lato, numerosi relatori hanno criticato l’iniziativa ritenendola socialmente iniqua. Già oggi le persone con un buon salario possono permettersi di andare in pensione anticipata, ha affermato Jon Pult (S, GR). L’innalzamento dell’età di pensionamento colpirebbe le persone che esercitano lavori fisicamente pesanti e che avrebbero dunque anche una speranza di vita più bassa. Thomas Bläsi (V, GE) ha rimarcato che in tempi in cui sono messi a disposizione miliardi per il salvataggio di una grande banca, aumentare l’età di pensionamento a 66, 67 o 68 anni sarebbe una misura difficile da far accettare dalla popolazione.

Flavia Wasserfallen (S, BE) ha avvertito che se l’iniziativa fosse accettata, i costi verrebbero semplicemente spostati su altre opere sociali, come l’assicurazione contro la disoccupazione e l’aiuto sociale. Ciò peggiorerebbe ulteriormente la situazione dei lavoratori più anziani.

È stata inoltre discussa la proposta della minoranza della Commissione di rinviare l’affare alla Commissione incaricandola di elaborare un controprogetto indiretto all’iniziativa che preveda un freno all’indebitamento dell’AVS. Melanie Mettler (GL, BE) ha sostenuto che ciò darebbe alla Commissione la possibilità di trovare una soluzione migliore per il finanziamento delle rendite dei baby boomer perché nella situazione attuale il patto generazionale è sbilanciato. Oltre al PLR, anche l’UDC e i Verdi liberali sarebbero a favore del rinvio dell’iniziativa alla Commissione (93 voti contro 92 e un’astensione).

Dopo la riunione della Commissione, l’affare è stato rimesso all’ordine del giorno in Consiglio nazionale già dopo una settimana. La relatrice commissionale Barbara Gysi (S, SG) ha riferito che la Commissione ha discusso diverse proposte di controprogetto, tra cui un modello di durata del lavoro calcolata sull’arco della vita. La Commissione ha, tuttavia, respinto tutte le proposte a causa dei tempi troppo stretti e della complessità della materia. Regine Sauter (RL, ZH) ha criticato tale approccio ritenendolo un venir meno ai propri doveri professionali e ha concluso constatando che evidentemente la maggioranza della Commissione non ritiene di doversi occupare della proposta presentata dalla propria Camera la settimana precedente. In qualità di rappresentante di una minoranza della Commissione, ha nuovamente presentato una proposta di rinvio dell’oggetto in cui incarica di elaborare un controprogetto indiretto all’iniziativa basato sul modello di durata del lavoro calcolato sull’arco della vita. Christian Lohr (M-E, TG) ha messo in guardia da una soluzione affrettata che non porterebbe alcun risultato. Ha ricordato che il Consiglio federale sta già esaminando il modello di durata del lavoro calcolato sull’arco della vita proposto dal postulato Humbel (22.4430) trasmesso al Parlamento. Secondo Katharina Prelicz-Huber (G, ZH) non è necessario un nuovo modello con la durata del lavoro calcolata sull’arco della vita. L’attuale AVS è strutturata secondo un modello molto equilibrato ed equo che riconosce anche gli accrediti per compiti assistenziali ed educativi. L’AVS è un’assicurazione nazionale in cui tutti versano contributi, anche durante un periodo di inattività.

Il Consiglio nazionale ha respinto la proposta di rinvio con 140 voti contro 42 e 7 astensioni. Il Gruppo liberale radicale e 14 membri del Gruppo UDC hanno votato a favore.

Il Consiglio nazionale ha inoltre raccomandato di respingere l’iniziativa popolare nella votazione sul complesso con 133 voti contro 40 e 16 astensioni.

Il decreto federale concernente l’iniziativa popolare «Per una previdenza vecchiaia sicura e sostenibile (Iniziativa sulle pensioni)», che ne raccomanda il rifiuto, è stato adottato nella votazione finale con 32 voti contro 11 e un’astensione dal Consiglio degli Stati e con 143 voti contro 40 e 11 astensioni dal Consiglio nazionale.

L'iniziativa popolare è stata respinta nella votazione popolare del 3 marzo 2024 dal 74,7 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (20 Cantoni che dispongono di un voto e 6 Cantoni che dispongono di un mezzo voto).