22.058 · Oggetto del Consiglio federale · 2022-08-24
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 24 agosto 2022 concernente la legge federale sulla parte generale della riscossione die tributi e sul controllo del traffico transfrontaliero di merci e persone da parte dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini nonché la nuova legge sui tributi doganali (revisione totale della legge sulle dogane)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 30.08.2022
Il Consiglio federale licenzia il messaggio sulla revisione totale della legge sulle dogane
Nella sua seduta del 24 agosto 2022 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio sulla revisione totale della legge sulle dogane e sulla creazione di una nuova legge quadro. Con l'adeguamento delle basi legali si intende armonizzare l'esecuzione dei compiti dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e, grazie alla completa digitalizzazione, aumentare l'efficienza dei processi al confine.
L'ultima revisione totale della legge sulle dogane è avvenuta il 18 marzo 2005. Da allora le condizioni quadro per l'adempimento del mandato legale dell'UDSC sono sostanzialmente cambiate: il traffico transfrontaliero di persone e merci è molto aumentato e i controlli relativi a diverse disposizioni miranti alla protezione dei cittadini, dell'economia e dello Stato hanno assunto maggiore importanza, non da ultimo a causa del crescente commercio online. Consumatori, viaggiatori, economia e politica si attendono processi e controlli al confine efficienti ed efficaci.
Nel 2017 il Consiglio federale ha posto le basi per l'attuazione del programma di trasformazione e digitalizzazione DaziT, con il quale entro fine 2026 vengono semplificati, armonizzati e digitalizzati tutti i processi di controllo e di riscossione dei tributi. Nel 2019 il Consiglio federale ha approvato anche l'ulteriore sviluppo organizzativo dell'UDSC, incentrato sul profilo professionale unitario di specialista dogana e sicurezza dei confini. Grazie allo sgravio amministrativo ottenuto con DaziT e al nuovo profilo professionale, l'UDSC è in grado di reagire in maniera più flessibile ai cambiamenti della situazione. La pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina hanno mostrato chiaramente che dal punto di vista strategico è stata intrapresa la buona strada. Il previsto adeguamento delle basi legali è necessario per sfruttare appieno i vantaggi offerti dal programma di digitalizzazione.
Il Consiglio federale sottopone al Parlamento il disegno della legge federale sulla parte generale della riscossione dei tributi e sul controllo del traffico transfrontaliero di merci e persone da parte dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (legge sui compiti d'esecuzione dell'UDSC, LE-UDSC) nonché della legge federale sull'obbligo doganale e sulla determinazione dei tributi doganali (legge sui tributi doganali, LTDo). Il progetto consiste nella revisione totale dell'attuale legge sulle dogane e della sua riduzione a un puro atto normativo di natura fiscale nonché nella creazione di una legge quadro che illustra ciò che deve essere armonizzato nel settore di compiti dell'UDSC. L'importo e il calcolo dei tributi non sono toccati dal progetto e rimangono invariati.
Effetti positivi per l'economia
La nuova legge quadro crea le basi per la digitalizzazione delle procedure e delle prestazioni dell'UDSC. Lo scopo è quello di uniformare e semplificare tutte le procedure relative ai tributi condotte dall'UDSC. In concreto, ciò significa che le formalità devono poter essere svolte in modo elettronico, indipendentemente da luogo e orario. Per esempio, deve essere possibile presentare una dichiarazione delle merci, con i documenti di scorta e le autorizzazioni, in maniera interamente digitale e senza discontinuità dei sistemi. Inoltre, la dichiarazione delle merci non deve più essere trasmessa a un determinato ufficio doganale, ciò che permette di scegliere liberamente il luogo del passaggio del confine. Dato che la dichiarazione e la tassa sul traffico pesante possono essere sbrigate già in precedenza in modo digitale, non è più necessario fermarsi al confine per le questioni amministrative e il passaggio del confine è così accelerato. I controlli continuano a essere basati sui rischi.
Nel complesso l'efficienza dei processi al confine è aumentata, sia a favore dell'economia che beneficia di uno sgravio amministrativo e finanziario sia dell'UDSC che ottiene risparmi amministrativi.
Armonizzazione dei compiti d'esecuzione
Oltre alle procedure relative ai tributi, nella legge quadro è uniformata e semplificata anche una parte dell'esecuzione dei compiti di natura non fiscale, tra i quali rientrano, per esempio, i controlli di materiale bellico, armi ed esplosivi così come i controlli effettuati per conto delle autorità competenti in materia di medicamenti e dispositivi medici, proprietà intellettuale, beni culturali o conservazione delle specie. Questi controlli avvengono in funzione dei rischi e con il supporto di mezzi ausiliari tecnici, come gli scanner per autocarri. Grazie all'adempimento dei suoi compiti, l'UDSC contribuisce alla salvaguardia della sicurezza interna del Paese e alla protezione della popolazione.
La legge quadro riassume i principi relativi ai controlli e alle competenze nonché al trattamento dei dati e al perseguimento penale da parte dell'UDSC. Per quanto riguarda il trattamento dei dati, si tratta soprattutto di svolgere controlli mirati di merci, persone e mezzi di trasporto sulla base delle analisi dei rischi. Le disposizioni in materia di trattamento dei dati sono state rielaborate conformemente ai requisiti posti dalla rivista legge sulla protezione dei dati.
Il Consiglio federale ritiene che il previsto adeguamento delle basi legali permetta all'UDSC di disporre della flessibilità nell'impiego delle risorse che è necessaria per potere adempiere il proprio mandato legale anche in caso di cambiamenti nelle condizioni quadro.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 08.06.2023
Legge dogane non va rinviata al governo
Contro la raccomandazione della sua commissione, oggi il Consiglio nazionale ha stabilito per 100 voti a 78 che la Legge sulle dogane, completamente rivista, va esaminata dal parlamento e non semplicemente rinviata al Consiglio federale.
In aula, al momento della decisione sopraggiunta dopo un dibattito appassionato, hanno quindi prevalso i voti di UDC, PS e PLR, contrari a uno stop che avrebbe richiesto ancora lunghi lavori e prorogato un dossier che va invece affrontato subito, nonostante al sua mole e complessità.
La nuova legge mira a semplificare le procedure e le tariffe, nonché ad implementare il processo di digitalizzazione già in corso. Altri elementi della normativa riguardano l'organizzazione delle dogane e i suoi futuri poteri. Secondo la commissione preparatoria, che propugnava il rinvio, la fusione fra dogane e guardie di confine, l'ingerenza nella sovranità delle varie polizie cantonali e la protezione dei dati hanno suscitato critiche e sono tutti aspetti problematici che richiedono riflessioni più approfondite.
A nome della commissione, Markus Ritter (Centro/SG) ha parlato di un progetto mastodontico che comporta la modifica di ben 57 leggi. "Non abbiamo mai dovuto occuparci di un progetto di legge di questa portata prima d'ora", ha spiegato. Una discussione approfondita non è stata possibile a causa di numerosi punti aperti che devono ancora essere esaminati, ha aggiunto Ritter.
Il Centro, i Verdi e I Verdi liberali hanno perorato il rinvio. "Questo progetto è un pasticciato", ha dichiarato in aula Franziska Ryser (Verdi/SG). La bocciatura, a suo avviso, darebbe alla "ministra" delle Finanze Karin Keller-Sutter l'opportunità di correggere gli errori del suo predecessore Ueli Maurer. Frattanto, si è registrato almeno un piccolo passo avanti: il tanto contestato Christian Bock, ex capo dell'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza delle frontiere, ha lasciato il suo posto.
"È invece giunto il momento di semplificare", ha risposto ai critici Daniela Schneeberger (PLR/BL). "Con un rinvio perdiamo solo tempo e denaro". Prisca Birrer-Heimo (PS/LU) ha aggiunto che gli aspetti critici del dossier sono stati nel frattempo chiariti grazie a un gruppo di lavoro istituito dal Consiglio federale. Anche le associazioni del personale hanno potuto constatare passi avanti. Insomma, nonostante "il molto lavoro che ci attende, la sfida è fattibile".
Nel suo intervento, Karin Keller-Sutter ha affermato che il disegno di legge rivisto chiesto dalla commissione preparatoria richiederà del tempo e che, prima di giungere sui banchi del parlamento, dovrà essere fatta una nuova consultazione. Insomma, un nuovo progetto non fattibile da un giorno all'altro, ha spiegato Keller-Sutter: ci vorranno almeno 2-3 anni prima di poterne parlare di nuovo.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 06.03.2024
Agevolazioni in vista per le imprese nella legge sulle dogane
Il Consiglio nazionale vuole ridurre la burocrazia per le imprese. La Camera del popolo ha infatti deciso di introdurre delle agevolazioni amministrative nell'ambito della ponderosa revisione totale della legge sulle dogane. Al voto sul complesso, il plenum ha accolto la mastodontica riforma (500 pagine) con 120 voti contro 62 e 8 astenuti. Il dossier passa ora agli Stati.
Dopo un anno di lavoro e di polemiche, la revisione del sistema doganale è arrivata oggi sui banchi del Nazionale. Il progetto è di natura tecnica e riguarda questioni come la digitalizzazione delle dogane (già in corso con il programma DaziT), il profilo professionale dei funzionari doganali e il trattamento dei dati personali sensibili (quali le opinioni religiose, politiche o ideologiche nonché informazioni sulla salute ai fini del perseguimento penale).
La destra ha voluto aggiungere una serie di semplificazioni amministrative e procedure doganali più flessibili. "Attualmente c'è troppa burocrazia e le procedure sono troppo lente per le imprese", ha sostenuto Markus Ritter (Centro/SG) a nome della commissione. La maggioranza commissionale ha quindi aggiunto una serie di punti al progetto originale, contro il parere del Consiglio federale.
"Sussidio mascherato"
Secondo il campo borghese, l'industria agroalimentare, ad esempio, deve essere sostenuta se vuole rimanere competitiva a livello internazionale. I proventi della vendita all'asta dei contingenti tariffari saranno d'ora in poi trattati come dazi all'importazione. Ciò consentirà alle aziende di essere rimborsate quando le merci vengono riesportate.
La sinistra ha criticato questa soluzione definendola un "sussidio mascherato", in particolare per l'industria della carne. Nel peggiore dei casi, le perdite per le casse della Confederazione ammonteranno a 200 milioni di franchi all'anno, ha deplorato Cédric Wermuth (PS/AG).
Di tutt'altro avviso Markus Ritter (Centro/SG) che, a nome della commissione, ha definito questa cifra "inesatta". Si tratta, a suo dire, di entrate derivanti dall'importazione di carne, la maggior parte delle quali non viene riesportata.
Semplificazioni
Il Consiglio nazionale ha anche deciso di rinunciare alla dichiarazione doganale di alcune merci se non sono soggette a dazi. Quest'obbligo non è necessario per le merci che non sono critiche, ha sottolineato Olivier Feller (PLR/VD), pure a nome della commissione. Si tratta di una semplificazione amministrativa.
Al contrario, si tratta di una revisione completa dei dazi doganali, ha deplorato Sophie Michaud-Gigon (Verdi/VD). Anche in questo caso, la consigliera federale Karin Keller-Sutter si è opposta invano: il programma DaziT mira a digitalizzare le procedure. Ma se non registriamo tutti i dati che passano per la dogana, l'analisi dei rischi dovrà essere fatta manualmente, rallentando l'intero processo, e questo è controproducente, ha precisato inutilmente.
Metalli preziosi e frontiere
Dal canto suo, la sinistra avrebbe voluto approfittare della revisione totale per introdurre una maggiore trasparenza nelle importazioni di metalli preziosi. Ma non ci è riuscita.
A sua volta, l'UDC voleva cogliere l'occasione per rafforzare i controlli alle frontiere. La Svizzera deve effettuare controlli sistematici ai confini nazionali. Questo è il cuore della legge, ha dichiarato invano Thomas Aeschi (UDC/ZG).
La maggioranza del Nazionale vi si è opposta. Il relatore commissionale Olivier Feller ha affermato che è importante evitare qualsiasi confusione sulla ripartizione dei compiti tra l'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (UDSC) e i Cantoni quando si tratta di controlli sulle persone.
Turismo degli acquisti
Il Consiglio nazionale non ha voluto neppure inserire nella revisione della legge alcuna misura contro il turismo degli acquisti: con 123 voti contro 59 e 4 astenuti, ha respinto una proposta secondo la quale il limite di esenzione dall'imposta sul valore aggiunto (IVA), attualmente di 300 franchi, per le merci comprate oltre confine dovrebbe essere applicato solo in misura limitata.
La proposta della minoranza della Commissione dell'economia e dei tributi dalla Camera del popolo chiedeva che il limite di esenzione si applicasse solo se qualcuno non avesse ricevuto il rimborso dell'IVA dopo un acquisto all'estero.
Tale proposta creerebbe una situazione del tutto insensata, ha rilevato Beat Walti (PLR/ZH). Si dovrebbe pagare il dazio anche sulla pasta o sui regali acquistati a Milano, perché non ci sarebbe più alcun limite di esenzione.
Guardie confine potranno prelevare campioni DNA
Le guardie di confine potranno invece prelevare un campione di DNA durante i controlli di identità. Il plenum ha infatti adottato una proposta in tal senso del consigliere nazionale Mauro Tuena (UDC/ZH) con 119 voti favorevoli, 70 contrari e 2 astensioni. La sinistra ha tentato invano di opporsi a quella che ha definito una "massiccia espansione dei poteri".
Secondo la proposta, in futuro l'UDSC dovrà essere in grado di prelevare un campione non invasivo da una persona e ordinare la creazione di un profilo del DNA per combattere la criminalità transfrontaliera.
Il plenum ha anche deciso di consentire ai funzionari doganali di portare armi qualora potessero essere esposti a particolari minacce. Su questo punto ha seguito una proposta del Consiglio federale.
Mastodontica riforma
Il progetto di revisione totale, che interessa 57 leggi diverse, aveva già suscitato un certo scalpore. È stato criticato in diverse occasioni, sia dalle commissioni parlamentari che da alcuni funzionari doganali e non è detto che alla fine il progetto trovi una maggioranza nelle due Camere.
Anche i Cantoni hanno espresso la loro insoddisfazione per gli aspetti relativi alla condivisione delle responsabilità con l'UDSC, in particolare per quanto riguarda i controlli sulle persone. È stato necessario istituire un gruppo di lavoro ad hoc per trovare soluzioni.
Nel giugno dello scorso anno, la Camera del popolo aveva accettato di entrare nel merito sulla riforma proposta dal Governo, nonostante il parere contrario della commissione preparatoria. Quest'ultima avrebbe voluto rimandare il pacchetto al mittente perché lo considerava incompiuto, ma il PS, l'UDC e il PLR avevano fatto pendere l'ago della bilancia in favore di una riforma totale.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2024
Il Consiglio degli Stati e entrato in materia sulla ponderosa revisione totale della legge sulle dogane. Per mancanza di tempo, la discussione sui singoli articoli è stata spostata a martedì, 17 dicembre. Il progetto è di natura tecnica e riguarda questioni come la digitalizzazione delle dogane (già in corso con il programma DaziT), il profilo professionale dei funzionari doganali e il trattamento dei dati personali sensibili (quali le opinioni religiose, politiche o ideologiche nonché informazioni sulla salute ai fini del perseguimento penale).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.12.2024
Sì a revisione legge dogane
Il parlamento è sostanzialmente favorevole alla revisione della legge sulle dogane che regola, tra l'altro, il porto dell'arma di servizio dei dipendenti attivi in seno all'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (UDSC). Il dossier ritorna alla camera del popolo per le divergenze.
Dopo un lungo dibattito, il Consiglio degli Stati ha infine approvato la legge quasi all'unanimità (4 astensioni).
"È necessaria una revisione sostanziale delle norme legali sulle dogane", ha dichiarato Thierry Burkart (PLR/AG) a nome della commissione preparatoria all'inizio dei dibattiti. La fusione tra la dogana e il controllo delle frontiere necessita di un nuovo quadro giuridico, ha sottolineato il "senatore" argoviese.
C'è anche il desiderio di semplificare le procedure doganali. Ad esempio, è stato deciso che i dipendenti dell'UDSC potranno portare armi durante le ispezioni. Il prerequisito è che sussista una minaccia e che abbiano completato una formazione adeguata.
Nel corso dell'esame di questo corposo dossier (quasi 500 pagine), i "senatori" hanno ritoccato qua e là il progetto di legge. Le divergenze col Nazionale riguardano, ad esempio, le società di import-export. Quest'ultime, stando ai "senatori", non dovrebbero poter delegare lo sdoganamento dei pacchi ai clienti.
"Se ciò fosse permesso - ha sostenuto Burkart - ciò potrebbe comportare ritardi nelle consegne, problemi logistici e un aumento della burocrazia". Una riflessione condivisa anche dalla "ministra" delle einanze, Karin Keller-Sutter. La Posta o altre società di recapito dovrebbero sempre verificare in anticipo se il consumatore si occupa personalmente dello sdoganamento. Nel frattempo, i pacchi dovrebbero rimanere in magazzino, ha spiegato la consigliera federale sangallese.
Al pari della Camera del popolo, anche quella dei Cantoni ha voluto fare un gesto a favore del settore agroalimentare. Con 22 voti a 17 ha stabilito che i proventi generati dalla vendita all'asta dei contingenti tariffari dovrebbero essere considerati come un dazio all'importazione. Ciò consentirà alle aziende di essere rimborsate quando le merci vengono riesportate, in particolare quelle del settore della carne.
Infine, nel contesto dei controlli di frontiera, e in sintonia con quanto stabilito dal Nazionale, i "senatori" hanno deciso che i doganieri potranno prelevare e confrontare i profili di DNA al di fuori di un procedimento penale.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 05.03.2025
Il Consiglio nazionale ha deciso, affrontando a livello di divergenze la Legge sulle dogane, che tutte le merci importate in Svizzera dovranno in futuro essere dichiarate senza eccezioni.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.06.2025
Il Consiglio degli Stati ha mantenuto un'ultima divergenza col Nazionale in relazione alla legge sulle dogane e, in particolare, in relazione alle ripercussioni sull'importazione di bevande alcoliche.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 04.06.2025
CN: sì a revisione totale legge dogane
Dopo quasi tre anni il Parlamento ha portato a termine la revisione totale della Legge sulle dogane. Oggi il Consiglio nazionale si è allineato agli Stati su un ultimo aspetto tecnico di questo imponente progetto, che mira, tra l'altro, a ridurre la burocrazia per le imprese di import-export. Il dossier è quindi pronto per le votazioni finali
Stamane è stata appianata l'ultima divergenza che ancora opponeva le due Camere nella legge sulle bevande distillate. Alla fine è stato deciso che non ci saranno cambiamenti nella pratica dell'imposizione delle bevande alcoliche all'importazione.
La revisione legislativa, altamente tecnica e che interessa un gran numero di leggi, comprende la digitalizzazione dei processi doganali (programma DaziT), il profilo professionale delle guardie di confine e il trattamento dei dati personali sensibili.
Il Consiglio nazionale ha aggiunto una serie di semplificazioni amministrative e procedure doganali più flessibili per le imprese. Avrebbe inoltre voluto che le aziende di import-export potessero delegare lo sdoganamento dei pacchi ai clienti. Ma il Consiglio degli Stati si è rifiutato di compiere questo passo, temendo un aumento della burocrazia, delle incertezze legali e degli svantaggi per i consumatori.
Il Nazionale avrebbe voluto anche rinunciare puramente e semplicemente alla dichiarazione di alcune merci se queste non sono soggette a dazi doganali. Ma il Consiglio degli Stati non ne ha voluto sapere nemmeno su questo punto.
Sostegno al settore agroalimentare
I settori dell'esportazione e dell'importazione potranno comunque utilizzare una dichiarazione agevolata per le spedizioni di merci non critiche. Solo la sinistra vi si è opposta.
Al pari del Consiglio nazionale, anche gli Stati hanno accettato un sostegno tecnico per il settore agroalimentare. D'ora in poi, i proventi della vendita all'asta dei contingenti doganali dovranno essere trattati come un dazio all'importazione. Ciò consentirà alle aziende di essere rimborsate quando le merci vengono riesportate, in particolare quelle del settore della carne.
Anche in questo caso, la sinistra ha criticato quello che ha definito un regalo alle aziende. Pure il Consiglio federale si è opposto invano, temendo una potenziale perdita di entrate per le casse federali di 200 milioni di franchi all'anno.
Infine, nell'ambito dei controlli alle frontiere, il Consiglio nazionale ha aggiunto un punto sull'uso dei profili del DNA, come proposto dall'UDC. I doganieri potranno prelevare e confrontare i profili al di fuori di un procedimento penale, ciò che ha suscitato il disappunto dei socialisti e degli ecologisti. Nel complesso, la riforma chiarisce i compiti e le mansioni delle guardie di confine a diversi livelli.
Una riforma controversa
La revisione totale non è stata una passeggiata. Il programma DaziT era già stato lanciato nel 2017: a detta del personale doganale non si è tenuto sufficientemente conto del punto di vista dei dipendenti. Tale critiche sono state poi riprese da diverse commissioni parlamentari.
Anche i Cantoni sono stati a lungo scettici, temendo di perdere alcune delle loro prerogative a favore dell'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (USDC). La "ministra" delle Finanze Karin Keller-Sutter ha dovuto istituire un gruppo di lavoro per placare le contestazioni.