22.061 · Oggetto del Consiglio federale · 2022-09-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 16 settembre 2022 concernente la revisione della legge sul CO2 per il periodo successivo al 2024
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.09.2022
Politica climatica: il Consiglio federale approva il messaggio relativo alla revisione della legge sul CO2
L'obiettivo del Consiglio federale è quello di dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra come pure di raggiungere l'obiettivo climatico 2030. A tale scopo, il 16 settembre 2022 ha adottato il messaggio concernente la revisione della legge sul CO2 per il periodo dal 2025 al 2030. Il progetto tiene conto delle riserve espresse nell'ambito della revisione precedente e non prevede tasse nuove o più elevate. Per contro, punta a una promozione mirata volta a indirizzare gli investimenti verso soluzioni rispettose del clima. Il progetto propone in primo luogo misure che consentono alla popolazione di ridurre le emissioni di CO2. Al contempo, rafforza l'approvvigionamento energetico del Paese e riduce la dipendenza della Svizzera dal petrolio e dal gas naturale.
Con la revisione della legge sul CO2, il Consiglio federale vuole dimezzare entro il 2030 le emissioni di gas serra rispetto al 1990. Il progetto si riallaccia alla vigente legge sul CO2, prorogata dal Parlamento fino al 2024, e prevede le misure per il periodo dal 2025 al 2030. Tiene conto dei risultati della procedura di consultazione e della votazione popolare del giugno 2021. Inoltre, rinuncia a nuove tasse, ponendo invece l'accento su incentivi efficaci, integrati con promozioni e investimenti mirati.
Il presente progetto di revisione consente alla Confederazione di investire tra il 2025 e il 2030 complessivamente circa 4,1 miliardi di franchi nella protezione del clima. Gran parte degli investimenti, vale a dire circa 2,8 miliardi di franchi, è a disposizione per il l'adozione di misure di protezione del clima nel settore degli edifici. Inoltre è previsto di sostenere il potenziamento delle reti di teleriscaldamento. Nel settore dei trasporti, il progetto prevede lo stanziamento di circa 800 milioni di franchi destinati segnatamente al potenziamento delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, all'acquisto di bus a propulsione elettrica per i trasporti pubblici e alla promozione di collegamenti ferroviari internazionali. Il progetto pone in particolare l'accento sugli edifici e la mobilità, due settori centrali per la protezione del clima. Al contempo, rafforza l'approvvigionamento energetico del Paese, contribuendo alla riduzione del consumo di petrolio e di gas naturale come pure della dipendenza della Svizzera dalle forniture dall'estero in questo settore.
Edifici: fondi supplementari per la sostituzione degli impianti di riscaldamento
L'aliquota di 120 franchi per tonnellata di CO2 della tassa sul CO2 applicata ai combustibili fossili, quali l'olio da riscaldamento e il gas, rimane invariata. Circa la metà dei proventi può ora essere investita in misure di protezione del clima A tal fine, il vincolo di destinazione parziale viene aumentato per un periodo limitato fino al 2030. L'altra metà dei proventi sarà restituita alla popolazione e all'economia.Come finora, i fondi per le misure di protezione del clima confluiranno nel Programma Edifici, nel Fondo per le tecnologie e nella promozione dell'energia geotermica. Inoltre si prevede di sostenere la costruzione di impianti di biogas come pure la pianificazione energetica dei Comuni. Il Fondo per le tecnologie continuerà a fornire fideiussioni a imprese svizzere innovative nell'intento di aiutarle a ottenere capitale terzi e a coprire nuovi rischi nel potenziamento delle reti di teleriscaldamento.
Mobilità: veicoli più efficienti e promozione delle stazioni di ricarica
A seguito della revisione della legge sul CO2, gli importatori di autoveicoli devono importare veicoli più efficienti. I valori obiettivo del CO2 per i veicoli saranno ulteriormente abbassati, analogamente alle disposizioni dell'Unione europea. Agli importatori che non colgono gli obiettivi stabiliti è comminata una sanzione. Questo aspetto li incentiva a vendere veicoli rispettosi del clima. I valori obiettivo per il CO2 dovranno ora valere anche per gli autofurgoni.
L'assenza di stazioni di ricarica per veicoli a propulsione elettrica può costituire un freno alla diffusione dell'elettromobilità. Per tale motivo se ne prevede ora la promozione. Per quanto concerne i trasporti pubblici verrà abolito a partire dal 2026 il privilegio fiscale per gli autobus alimentati a diesel. Le maggiori entrate che ne deriveranno saranno così investite in autobus a propulsione elettrica o a idrogeno. Inoltre, la Confederazione promuoverà collegamenti ferroviari internazionali migliori, compresi i treni notturni.
Nel traffico merci gli autocarri a propulsione elettrica o a idrogeno rimarranno esentati dalla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) fino al 2030. In tal modo, i gestori di imprese di trasporto saranno incentivati a passare in misura più massiccia a veicoli alternativi rispettosi del clima.
Trasporto aereo: obbligo di compensazione e promozione di carburanti rinnovabili
Nel settore del trasporto aereo, la legge sul CO2 revisionata obbliga i fornitori di carburanti per l'aviazione ad aggiungere carburanti rinnovabili al cherosene rifornito in Svizzera, in linea con le disposizioni dell'Unione europea. Al contempo, la Confederazione può sostenere finanziariamente ditte innovative che realizzano impianti pilota per la produzione di carburanti sintetici rinnovabili destinati all'aviazione. Il Consiglio federale vuole così rafforzare la ricerca e l'innovazione in Svizzera.
Importatori di carburante: obbligo di compensazione e carburanti rinnovabili
Gli importatori di benzina e diesel devono continuare a compensare parte delle emissioni di CO2 generate da questi carburanti adottando misure climatiche, ora con una quota massima fino al 90 per cento. Gli importatori possono compensare le loro emissioni anche mediante l'adozione di progetti di protezione del clima realizzati all'estero. Con la stipulazione di diversi accordi bilaterali, la Svizzera ha creato le premesse a tal fine. Il supplemento massimo che gli importatori di carburante possono far pagare alla pompa rimane invariato a 5 centesimi per litro di benzina e diesel. Gli importatori devono ridurre direttamente le emissioni di CO2 dei combustibili del 5-10 per cento, mettendo sul mercato combustibili rinnovabili. Al contempo sono prorogate fino al 2030 le esenzioni dall'imposta sugli oli minerali.
Imprese: esenzione dalla tassa sul CO2 e partecipazione al SSQE
In futuro, l'esenzione dalla tassa sul CO2 sarà in linea di principio possibile per tutte le imprese, purché in contropartita si impegnino a ridurre le proprie emissioni di gas serra. Inoltre, dovranno presentare un piano su come riusciranno sul lungo termine a ridurre a un saldo netto pari a zero le emissioni dovute al petrolio e al gas. Oggi, la possibilità di esenzione è limitata a singoli settori. Come finora, le imprese che generano emissioni elevate di CO2 saranno esentate dal pagamento della tassa sul CO2. Queste imprese partecipano per contro al sistema di scambio di quote di emissione (SSQE), che dal 2020 è collegato a quello europeo.
Mercato finanziario: obbligo di rendicontazione sui rischi climatici
La legge obbliga le autorità di vigilanza a presentare un rendiconto sui rischi derivanti dai cambiamenti climatici. Sono esaminati in particolare i rischi finanziari derivanti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici, quali il maltempo più frequente o i periodi di siccità. L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) deve informare sui rischi per gli istituti finanziari svizzeri.
Dimezzare le emissioni entro il 2030
l progetto di revisione, associato al progresso tecnologico e alla dinamica in vari settori, consentirà alla Svizzera di dimezzare le proprie emissioni entro il 2030. Due terzi della riduzione saranno realizzati in Svizzera, mentre il terzo rimanente sarà ottenuto con progetti di protezione del clima realizzati all'estero.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 25.09.2023
Dimezzare emissioni gas serra, al via dibattito su legge CO2
Entro sette anni le emissioni di gas serra dovranno essere dimezzate rispetto al valore registrato nel 1990. È quanto prevede la revisione della legge sul CO2, che il Consiglio degli Stati ha cominciato ad affrontare oggi.
Elaborato dopo il no incassato in votazione popolare nel giugno 2021, il progetto governativo si riallaccia alla vigente legge sul CO2, prorogata dal Parlamento fino al 2024, e prevede misure per il periodo dal 2025 al 2030. La riforma è "una tappa importante nel perseguimento dell'obiettivo di un saldo netto pari a zero entro il 2050", ha ricordato il relatore commissionale Damian Müller (PLR/LU).
Il progetto consente alla Confederazione di investire negli anni in questione complessivamente circa 4,1 miliardi di franchi nella protezione del clima. L'aliquota di 120 franchi per tonnellata di CO2 rimane invariata. Non ci saranno però nuovi balzelli: l'idea è di concentrarsi su incentivi, promozioni e investimenti mirati, ha proseguito Müller.
L'accento viene messo su misure che permettano alla popolazione di ridurre le emissioni nel proprio quotidiano e che sostengano gli sforzi in vari settori, in particolare nella mobilità e nell'edilizia. Al contempo, si rafforza l'approvvigionamento energetico del Paese, diminuendo la dipendenza da petrolio e gas.
Due terzi in Svizzera
Se sul principio della riforma non ci sono opposizioni, la sfilza di provvedimenti contenuti nel testo ha suscitato un lungo dibattito (interrotto per raggiunti limiti di tempo), con la sinistra - preoccupata da quella che Lisa Mazzone (Verdi/GE) ha definito "mancanza di ambizione" - logicamente interessata ad alzare l'asticella.
Uno dei punti principali trattati oggi riguardava come distribuire la riduzione delle emissioni. Alla fine l'ha spuntata di misura - 22 a 20 - la versione dell'esecutivo (due terzi in Svizzera e un terzo all'estero), mentre una minoranza spingeva per una quota interna più alta, pari al 75%. Niente da fare nemmeno per una proposta con cui si voleva impedire alla Confederazione di colmare eventuali lacune nel raggiungimento degli obiettivi tramite l'acquisto di certificati internazionali.
Nuove auto
Circa i valori obiettivo di CO2 applicabili alle nuove automobili, nel 2030 le emissioni delle vetture, in riferimento al valore di base determinante per il 2021, non dovranno eccedere il 45%. Bocciato un inasprimento suggerito dalla commissione preparatoria, che voleva fissare tale quota al 25% allo scopo di accelerare il passaggio a veicoli più efficienti e che non consumino carburanti fossili.
Il 45% è una percentuale analoga al regolamento dell'Ue, ha sottolineato, intervenendo nella discussione, il consigliere federale Albert Rösti. "Non abbiamo una nostra industria automobilistica", gli ha dato man forte Martin Schmid (PLR/GR), motivando così la sua preferenza alla linea europea.
Il campo rossoverde chiedeva da parte sua un'aggiunta, ossia un obiettivo pari allo 0% a partire dal 2035. "Proprio perché non abbiamo un'industria in questo settore dovremmo smettere di essere dei pessimi allievi e imitare i Paesi più virtuosi in materia", ha argomentato Mazzone, citando fra gli altri la Norvegia e l'Austria. Il plenum ha tuttavia detto chiaramente no.
Inoltre, non verrà più considerato il peso dei mezzi nuovi negli obiettivi relativi ai parchi veicoli. In questo modo si vuole abolire il falso incentivo che porterebbe a importare auto particolarmente pesanti.
Carburanti
Passando all'obbligo di compensazione per gli importatori di carburante, che scade alla fine del 2024, esso sarà mantenuto e verrà aumentata al 90% la quota massima di emissioni di CO2 da bilanciare. Gli importatori potranno ripercuotere tali costi sui consumatori sotto forma di sovrapprezzo, ma senza superare i 5 centesimi per litro di benzina o diesel.
Nel trasporto aereo, i fornitori dovranno miscelare al cherosene venduto in Svizzera per il rifornimento una determinata quota dicarburanti rinnovabili. Come misura di accompagnamento, fino al 2029 verranno promossi progetti pilota per lo sviluppo e la produzione di questo genere di combustibili per l'aviazione.
Edilizia
Infine, Consiglio federale e commissione preparatoria avrebbero voluto destinare entro il 2030 una quota maggiore dei proventi dell'invariata tassa sul CO2 al fine di garantire un solido finanziamento del Programma Edifici. Una minoranza guidata da Hansjörg Knecht (UDC/AG) si è però imposta: solo un terzo dei prelievi, come finora, verranno utilizzati a tal scopo.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.09.2023
Dimezzare emissioni gas serra, approvata legge CO2
Entro sette anni le emissioni di gas serra dovranno essere dimezzate rispetto al valore registrato nel 1990. È quanto prevede la revisione della legge sul CO2, accettata oggi dal Consiglio degli Stati senza opposizioni. La palla passa ora al Nazionale, che dovrà esprimersi prossimamente sul dossier.
Elaborato dopo il no incassato in votazione popolare nel giugno 2021, il progetto governativo si riallaccia alla vigente legge sul CO2, prorogata dal Parlamento fino al 2024, e prevede misure per il periodo dal 2025 al 2030.
Il progetto consente alla Confederazione di investire negli anni in questione complessivamente circa 4,1 miliardi di franchi nella protezione del clima. L'aliquota di 120 franchi per tonnellata di CO2 rimane invariata, ma non ci saranno nuove tasse.
Infrastrutture ricarica
Nella giornata odierna si è svolta la seconda parte del dibattito, interrotto per raggiunti limiti di tempo lunedì sera. Restavano alcuni punti combattuti da passare in rassegna: per esempio, il plenum, sconfessando il Consiglio federale, ha scelto di respingere il sostegno finanziario per le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in edifici con più unità abitative, presso le aziende o nei parcheggi pubblicamente accessibili.
La messa a disposizione di tali infrastrutture è un compito che spetta ai privati, ha detto a nome della maggioranza il relatore commissionale Damian Müller (PLR/LU). Una minoranza di sinistra ha tentato di fare muro, ma è stata sconfitta per 25 a 10.
Traffico pesante
Circa la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) per gli autocarri a propulsione elettrica, i "senatori" non hanno voluto modificare la normativa in vigore, al contrario dell'esecutivo, che aveva inserito un'esenzione dall'imposta per i veicoli elettrici fino al 31 dicembre 2030.
Ai veicoli elettrici o alimentati con carburanti rinnovabili dovrebbe venire applicata una riduzione della TTPCP differenziata in funzione della tecnologia impiegata, ha dichiarato dal canto suo Martin Schmid (PLR/GR), esponendo una terza formulazione possibile, battuta però in fase di voto 27-11. Il governo già tuttora ha la possibilità di esentare i mezzi elettrici e a idrogeno dal pagamento della tassa, ha ritenuto la maggioranza.
Due astensioni
Inoltre, questa volta seguendo il governo, gli Stati hanno deciso di sopprimere entro il 2026 le agevolazioni fiscali previste per l'imposta sugli oli per gli autobus a motore diesel impiegati nel trasporto pubblico. Anche in questo settore bisognerà dunque intraprendere una transizione verso l'elettrico.
Alla fine, al momento del voto d'insieme, il progetto è stato approvato per 34 a 0. Ci sono tuttavia state due astensioni dai ranghi dei Verdi, che auspicavano maggiore severità su taluni aspetti del disegno.
Decisioni di lunedì
Tre giorni fa erano già stati trattati vari altri punti salienti della legge. Ad esempio, la Camera dei Cantoni ha stabilito che la riduzione delle emissioni dovrà farsi per due terzi in Svizzera e per un terzo all'estero. Circa i valori obiettivo di CO2 applicabili alle nuove automobili, nel 2030 le emissioni delle vetture, in riferimento al valore di base determinante per il 2021, non dovranno eccedere il 45%.
Inoltre, non verrà più considerato il peso dei mezzi nuovi negli obiettivi relativi ai parchi veicoli. In questo modo si vuole abolire il falso incentivo che porterebbe a importare auto particolarmente pesanti. L'obbligo di compensazione per gli importatori di carburante, che scade alla fine del 2024, sarà mantenuto e verrà aumentata al 90% la quota massima di emissioni di CO2 da bilanciare.
Nel trasporto aereo, i fornitori dovranno miscelare al cherosene venduto in Svizzera per il rifornimento una determinata quota di carburanti rinnovabili. Come misura di accompagnamento, fino al 2029 verranno promossi progetti pilota per lo sviluppo e la produzione di questo genere di combustibili per l'aviazione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 20.12.2023
Dimezzare emissioni gas serra, approvata revisione legge CO2
Entro sette anni le emissioni di gas serra dovranno essere dimezzate rispetto al valore registrato nel 1990. È quanto prevede la revisione della legge sul CO2, accettata oggi dal Consiglio nazionale - dopo oltre sei ore di dibattiti - con 136 voti contro 34 (dai banchi dell'UDC) e 26 astenuti (in provenienza dai Verdi). Il Consiglio degli Stati, a cui ritorna il dossier per l'esame delle divergenze, aveva fatto altrettanto in settembre.
Elaborato dopo il "no" incassato in votazione popolare nel giugno 2021, il progetto governativo si riallaccia alla vigente legge sul CO2, prorogata dal Parlamento fino al 2024, e prevede misure per il periodo dal 2025 al 2030.
Il progetto consente alla Confederazione, in quanta firmataria dell'Accordo di Parigi, di investire negli anni in questione complessivamente circa 4,1 miliardi di franchi per la protezione del clima. L'aliquota della tassa sui combustibili resterà invariata a 120 franchi per tonnellata di CO2. La sinistra non è riuscita a portarla a 180 franchi.
"Progetto misurato"
Nel dettaglio, il progetto si basa su incentivi, integrati da incoraggiamenti e investimenti mirati, nei settori dell'edilizia, dell'industria, della finanza e della mobilità, ha dichiarato Stefan Müller-Altermatt (Centro/SO), a nome della commissione. A suo avviso, il progetto è "misurato" e si basa su "strumenti noti", senza introdurne di nuovi.
La sinistra ha deplorato un progetto a suo avviso non abbastanza ambizioso. Al contrario, l'Alleanza del Centro, il PLR e l'UDC hanno invocato pragmatismo, sostenendo la necessità di "soluzioni socialmente ed economicamente sostenibili".
Nessuna tassa
Il punto chiave, scaturito dai dibattiti, è che il Consiglio federale ha imparato la lezione dopo il "no" alla precedente versione sottoposta a votazione popolare nel 2021 e ha deciso di non introdurre nuove tasse o divieti. In particolare, sia al Consiglio degli Stati che al Nazionale, la sinistra non è riuscita a introdurre una tassa sui voli di jet privati e d'affari del peso pari o superiore a 5,7 tonnellate.
Questa idea era già stata respinta nel voto popolare. "Occorre chiedersi se sia legittimo e corretto ripresentarla", ha precisato Matthias Samuel Jauslin (PLR/AG), aggiungendo che l'aviazione d'affari è importante in alcune regioni, come negli aeroporti di Sion e Lugano.
Stazioni ricarica auto elettriche da promuovere
A differenza dei "senatori", con 101 voti contro 95, i deputati hanno anche deciso di incoraggiare l'installazione di punti di ricarica per i veicoli elettrici negli edifici, nelle aziende e nei parcheggi pubblici. "C'è un bisogno di incoraggiamento", si è detto d'accordo il ministro dell'ambiente Albert Rösti.
A suo avviso, la mancanza di infrastrutture è il motivo principale per cui le persone non acquistano veicoli elettrici. L'UDC e il PLR erano contrari a questa nuova sovvenzione.
Il Consiglio nazionale ha inoltre deciso di fissare ad almeno il 75% la quota di emissioni di CO2 che la Svizzera deve ridurre a livello nazionale. Ha inoltre preso una serie di decisioni, soprattutto di natura tecnica. Rispetto alla Camera dei cantoni, ha per esempio fatto marcia indietro sulle misure in favore dei carburanti più ecologici, ma è stato più ambizioso su altre.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.02.2024
Legge CO2, no a obiettivo 75% riduzione in Svizzera
Nella nuova Legge sul CO2 non va precisata una quota di emissioni che la Svizzera deve ridurre a livello nazionale. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati distanziandosi così dal Nazionale che vorrebbe una percentuale minima del 75%.
La Camera dei cantoni era chiamata a discutere a livello di divergenze questo progetto, che mira a dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, dopo l'approvazione popolare, nel giugno 2023, della Legge sulla Protezione del Clima, il dossier dovrà raggiungere l'obiettivo "emissioni nette zero" entro il 2050.
Per raggiungere questi obiettivi, la Camera del popolo ha, come detto, proposto una riduzione delle emissioni di gas serra che dovrà avvenire per almeno il 75% mediante provvedimenti realizzati in Svizzera. Oggi la Camera dei cantoni, con 31 voti contro 12, ha invece confermato la versione proposta dal governo, che non contiene obiettivi cifrati ma lascia all'esecutivo l'onere di stabilisce la quota della riduzione.
Le emissioni di CO2 non conoscono confini, quindi non c'è molta differenza se vengono compensate in Svizzera o all'estero, ha sostenuto Jakob Stark (UDC/TG). La Svizzera può e deve fare di più per avere una politica climatica "seria, efficace e ambiziosa", ha replicato invano Céline Vara (Verdi/NE).
Con 24 voti contro 20, i "senatori" hanno anche respinto la promozione dell'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, sostenuta dal Nazionale. Il relatore commissionale Damian Müller (PLR/LU) ha ricordato gli ingenti investimenti che ciò comporterebbe per la Confederazione. Vara ha invece affermato che ciò contribuirebbe a favorire la transizione ecologica del settore dei trasporti su strada.
Altra divergenza: contrariamente alla Camera del popolo, gli Stati non vogliono fissare obiettivi intermedi annuali in relazione ai valori obiettivo di emissioni di CO2 per le automobili nuove. Tuttavia, la Camera dei cantoni concorda con il Nazionale su alcuni punti, ad esempio quello riguardante i carburanti rinnovabili. Si oppone infatti all'obbligo di immissione richiesto dal Consiglio federale, che avrebbe comportato un ulteriore aumento del prezzo dei carburanti di circa cinque centesimi.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 04.03.2024
Legge CO2, ancora divergenze
Permangono ancora delle divergenze tra i due rami del Parlamento in merito alla nuova Legge sul CO2 dopo il secondo passaggio al Consiglio nazionale. Oggi la Camera del popolo non ha ceduto, o lo ha fatto solo parzialmente, in particolare per quel che concerne quota di emissioni da ridurre in Svizzera e la promozione delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Il progetto in discussione mira a dimezzare le proprie emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, dopo l'approvazione popolare, nel giugno 2023, della Legge sulla Protezione del Clima, il dossier dovrà raggiungere l'obiettivo "emissioni nette zero" entro il 2050.
Per raggiungere questi obiettivi, il Nazionale ha in prima lettura proposto una riduzione delle emissioni di gas serra che dovrà avvenire per almeno il 75% mediante provvedimenti realizzati in Svizzera. Gli Stati hanno invece per ben due volte confermato la versione proposta dal governo, che non contiene obiettivi cifrati ma lascia all'esecutivo l'onere di stabilisce la quota della riduzione. Oggi la Camera del popolo ha mantenuto la propria posizione, pur abbassando la soglia al 70%.
Un compromesso è stato proposto anche per quel che concerne la promozione dell'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, che gli Stati non vogliono. Il Nazionale propone ora di sostenere gli apparecchi di ricarica solo negli edifici con più unità abitative e nelle aziende con più posti di lavoro, e non più nei parcheggi pubblici come chiesto in prima lettura. La Camera del popolo non ha invece ceduto sulla volontà di fissare obiettivi intermedi annuali in relazione ai valori obiettivo di emissioni di CO2 per le automobili nuove.
Il Nazionale si è invece allineato agli Stati in un punto: la finanza non sarà citata esplicitamente nei settori in cui disposizioni volte alla riduzione dei gas a effetto serra dovranno essere precitate in altre leggi. La maggioranza ha voluto limitarsi a settori dove l'impatto delle emissioni è diretto e non, come per questo caso, indiretto.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 06.03.2024
Il Consiglio degli Stati ha mantenuto importanti divergenze col Nazionale circa la nuova Legge sul CO2. Se mercoledì di settimana prossima la Camera del popolo non dovesse cedere su tutti i punti ancora in sospeso, il dossier andrà in Conferenza di conciliazione. Gli Stati non vogliono, per esempio, fissare degli obiettivi cifrati di riduzione delle emissioni e nemmeno sostenere l'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 13.03.2024
Legge CO2, si va in Conciliazione
Per quel che concerne la nuova Legge sul CO2, sarà necessario ricorrere alla Conferenza di conciliazione per appianare l'ultima divergenza che ancora oppone Consiglio degli Stati e nazionale. Oggi quest'ultimo ha infatti mantenuto la propria posizione in merito al sostegno alle colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Come noto, il progetto in discussione mira a dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, dopo l'approvazione popolare, nel giugno 2023, della Legge sulla Protezione del Clima, dovrà essere raggiunto l'obiettivo "emissioni nette zero" entro il 2050.
Per raggiungere questi obiettivi, il Nazionale ha in prima lettura proposto una riduzione delle emissioni di gas serra che dovrà avvenire per almeno il 75% mediante provvedimenti realizzati in Svizzera, percentuale poi abbassata al 70%. Gli Stati hanno invece per ben tre volte confermato la versione proposta dal governo, che non contiene obiettivi cifrati ma lascia all'esecutivo l'onere di stabilire la quota della riduzione.
Oggi la Camera del popolo ha però ceduto e, con 101 voti contro 90, ha deciso di allinearsi a quanto chiesto dai "senatori". Per Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG) "gli obiettivi devono essere coerenti con le misure adottate per raggiungerli". Inutile l'obiezione di Christophe Clivaz (Verdi/VS) secondo cui è più opportuno che i fondi vengano spesi in Svizzera, in modo che gli investimenti restino nel nostro Paese.
Nazionale e Stati si opponevano anche sull'eventualità di fissare obiettivi intermedi annuali in relazione ai valori obiettivo di emissioni di CO2 per le automobili nuove. Con 101 voti contro 88, la Camera del popolo ha però rinunciato a fissare traguardi intermedi.
Il Nazionale ha così sposato le argomentazioni di Mike Egger (UDC/SG) che ha sostenuto la necessità di tenere conto dei progressi tecnologici del settore, che non sono lineari. Vana la richiesta di Priska Wismer-Felder (Centro/LU) di mantenere la divergenza, secondo cui gli obiettivi intermedi permetteranno di spingere i costruttori all'innovazione.
Una divergenza rimane invece per quel che riguarda la promozione dell'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, che gli Stati non vogliono. La proposta di rinunciare all'investimento - 20 milioni di franchi all'anno al massimo - oggi è stata bocciata con 112 voti a 80.
Roger Nordmann (PS/VD) ha sottolineato come il passaggio alla mobilità elettrica sia positivo per il clima e riduca la nostra dipendenza dalle importazioni. Michael Graber (UDC/VS) ha invano sostenuto come la proposta sovvenzioni un mercato destinato alle persone benestanti che possono permettersi l'acquisto di veicoli elettrici, notoriamente più costosi.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati, 14.03.2024
Legge CO2, "no" a sostegno colonne ricarica auto elettriche
Non ci sarà alcun sostegno alla realizzazione di nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici nella nuova Legge sul CO2. Così ha deciso la Conferenza di conciliazione, le cui proposte sono state avallate oggi dal Consiglio degli Stati (con 38 voti favorevoli e 3 astenuti) e dal Consiglio nazionale (con 162 voti contro 7 e 21 astensioni).
Come noto, il progetto in discussione mira a dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, dopo l'approvazione popolare, nel giugno 2023, della Legge sulla Protezione del Clima, dovrà essere raggiunto l'obiettivo "emissioni nette zero" entro il 2050.
Nel dettaglio, il progetto si basa su incentivi, integrati da incoraggiamenti e investimenti mirati, nei settori dell'edilizia, dell'industria, della finanza e della mobilità. Dopo il "no" alla precedente versione sottoposta a votazione popolare nel 2021, le Camere hanno deciso di non introdurre nuove tasse o divieti.
Le divergenze
Durante l'esame parlamentare, Consiglio nazionale e degli Stati si sono opposti fino all'ultimo su tre misure proposte per raggiungere gli obiettivi della legge. La prima riguardava l'eventualità di prevedere una quota minima di emissioni di gas serra da compensare in Svizzera. Il Nazionale voleva almeno il 75%, percentuale poi abbassata al 70%. Ieri, però, la Camera del popolo si è allineata ai "senatori" che non hanno mai voluto obiettivi cifrati. Toccherà quindi all'esecutivo stabilire la quota della riduzione.
Il secondo punto concerneva l'introduzione di soglie intermedie in relazione ai valori obiettivo di emissioni di CO2 per le automobili nuove. Anche qui il Nazionale ieri si è allineato agli Stati rinunciando a fissare traguardi scaglionati nel tempo.
Il terzo e ultimo punto riguardava, come detto, la promozione - con 20 milioni di franchi all'anno al massimo - dell'installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, che gli Stati non hanno mai voluto. E anche in questo caso è stata la Camera dei cantoni a spuntarla. Così ha deciso stamane la conferenza di conciliazione con 14 voti a 12, ha detto il "senatore" Damian Müller (PLR/LU) a nome della commissione senza dilungarsi.
Molto più risentita è invece stata la reazione della relatrice commissionale del Consiglio nazionale: Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE) ha detto la decisione è giunta malgrado "i ripetuti sforzi di trovare un comune denominatore e fare della legge sul CO2 una vera legge con misure concrete".
"A nome della commissione - ha proseguito la relatrice - posso dire che il Consiglio degli Stati ha tenuto a edulcorare la legge, piuttosto che collaborare a un lavoro costruttivo per una legge efficace". Con la proposta attuale, "siamo molto lontani dal rispondere alle sfide del clima". Klopfenstein Broggini non ha esitato a definire la riforma "minimalista e senza ambizioni".