La diminuzione dei salari reali non deve portare a un abbandono generalizzato delle professioni sanitarie
22.1073 · Interrogazione · 2022-12-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel settore sanitario, i salari variano molto da una categoria professionale all'altra. L'attuale situazione congiunturale, accompagnata da ingenti aumenti dei costi, pone grossi problemi ai liberi professionisti remunerati secondo tariffari (e quindi salari) bassi, poiché le spese professionali aumentano in misura più marcata rispetto all'inflazione media. Dall'inizio dell'anno l'aumento dei prezzi dell'energia ha raggiunto il 20 per cento e quello dell'informatica il 30 per cento. L'incremento dei prezzi di beni di consumo come tamponi e salviette è stato del 10 per cento, mentre quello di beni d'investimento come i lettini ha toccato il 25 per cento. Questi aumenti dei prezzi provocano una diminuzione del salario reale di tutti i liberi professionisti.
Abbandoni della professione sono noti soprattutto nel settore delle cure, ma vi è penuria di personale qualificato già in numerose professioni sanitarie. Si deve assolutamente impedire che altri specialisti lascino la professione perché con le tariffe vigenti non riescono più a far fronte al costo della vita. Spetta in primo luogo ai partner tariffali agire, ma è improbabile che trovino una soluzione a breve termine.
Per questo motivo invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. A quanto stima la perdita di salario reale dei fornitori di prestazioni con sede propria e degli specialisti che lavorano nel settore ambulatoriale come indipendenti o su prescrizione medica?
2. Vi sono categorie professionali che hanno stabilito una compensazione automatica del rincaro nella loro convenzione tariffale? In caso affermativo, quali sono?
3. L'articolo 45 LAMal conferisce al Consiglio federale la possibilità di fissare la struttura tariffale in via sussidiaria. Gli adeguamenti all'inflazione rientrano nella struttura tariffale?
- In caso affermativo, è disposto a prendere contatto con i partner tariffali e ad adottare una decisione in via sussidiaria qualora questi ultimi non riuscissero a trovare una soluzione maggioritaria entro breve termine?
- In caso negativo, cosa propone per impedire l'abbandono della professione da parte di persone il cui salario non copre più i costi della vita?
4. Può procedere a una compensazione del rincaro nelle tariffe basandosi su un postulato adottato (per analogia con il postulato 22.3505)?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il reddito dei lavoratori autonomi dipende da vari fattori, ragion per cui il Consiglio federale non può stimarne l'entità. Tutte le imprese, i gruppi professionali e le economie domestiche sono colpite dall'aumento dell'inflazione. Inoltre, anche i costi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) sono aumentati significativamente nell'ultimo anno e mezzo, traducendosi in un netto rialzo dei premi per il 2023. Di conseguenza, il contenimento dei costi dell'AOMS rimane una priorità per il Consiglio federale, che infatti si mostra generalmente scettico riguardo all'aumento delle tariffe coperte dall'assicurazione.
2. La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) non prevede alcun adeguamento automatico delle tariffe all'inflazione; le convenzioni tariffali non possono dunque essere adeguate in tal senso. Ciò è dovuto al fatto che le tariffe devono basarsi sui costi comprovati di una fornitura di prestazioni efficiente. Alcune convenzioni prevedono che i partner tariffali aprano trattative nel caso in cui l'aumento dei prezzi raggiunga un certo livello. Come per ogni negoziazione delle tariffe, anche in queste si deve tenere conto dell'efficienza delle prestazioni e dei costi. Inoltre, dalla LAMal non si possono dedurre né il diritto a una copertura integrale di tutti i costi né una garanzia di reddito per i fornitori di prestazioni che, in quanto imprenditori indipendenti, hanno responsabilità finanziarie.
3. / 4. Conformemente al diritto vigente, nel settore ambulatoriale il Consiglio federale può adeguare una struttura tariffale per singola prestazione non più adeguata qualora le parti alla convenzione non riuscissero a concordare una sua revisione. Per adeguatezza si intende il rapporto tra le remunerazioni delle diverse prestazioni, ma non il loro valore assoluto. Inoltre, il Consiglio federale deve tener conto dei principi di economicità e di equità e in particolare assicurarsi che gli adeguamenti della struttura tariffale per singola prestazione non portino di per sé a costi aggiuntivi per le stesse prestazioni della stessa qualità. Un'eventuale presa in considerazione di costi più elevati delle prestazioni dovuti all'inflazione può essere argomento di trattativa tra i partner tariffali sui prezzi e sul valore dei punti tariffali, solitamente stabiliti a livello cantonale. A tal proposito sarebbero necessari dati precisi relativi ai costi. Se i partner tariffali non si accordano, le tariffe sono stabilite dai governi cantonali competenti. Tuttavia, anche questi ultimi devono attenersi ai principi tariffali della LAMal e non possono incrementare arbitrariamente le tariffe in base ai rincari. Inoltre, l'articolo 55 LAMal stabilisce che in caso di significativo aumento dei costi dell'AOMS rispetto all'evoluzione dei salari e dei prezzi, l'autorità competente può anche ordinare che le tariffe non possano essere aumentate fino a nuovo avviso.
Risposta del Consiglio federale.