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22.302 · Iniziativa cantonale · 2022-03-02

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Ausgangslage

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Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale (Cost.), il Cantone di Vaud esercita il diritto d'iniziativa cantonale a livello federale e invita l'Assemblea federale a modificare il quadro giuridico, in particolare la legge federale sull'energia del 30 settembre 2016 (LEne; RS 730.0), affinché le aziende elettriche rimunerino con un giusto compenso l'elettricità immessa nella rete proveniente dalla produzione di energie rinnovabili.

Il fornitore è tenuto a ritirare l'elettricità immessa nella rete dal suo cliente.

La tariffa minima di ritiro equivale all'85 per cento del prezzo di vendita dell'elettricità al cliente in questione. La tariffa include la garanzia di origine dell'elettricità prodotta.

Begründung

Siamo tutti a conoscenza degli obiettivi per una politica energetica ragionevole: proteggere il clima, migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento del nostro Paese e rafforzare la nostra economia pubblica. Essi mirano a frenare lo sfruttamento delle energie fossili (gasolio, gas e carbone) e favorire l'impiego di quelle rinnovabili, che rispettano l'ambiente e il paesaggio. Tali sono gli slogan al giorno d'oggi. Tuttavia, bisogna constatare che questa politica sta arrancando.

Oggigiorno soltanto il 2,25 per cento della produzione di elettricità in Svizzera proviene dall'energia solare. Essa potrebbe tuttavia essere maggiormente sfruttata nel nostro Paese in modo da ridurre la dipendenza dall'elettricità importata, soprattutto da quella proveniente dal carbone.

Il potenziale della produzione energetica solare è enorme. Qualora decidessimo di ricoprire di pannelli solari la totalità delle superfici dei tetti e delle facciate con una buona esposizione al sole, nel 2050 potremmo soddisfare tutto il nostro fabbisogno annuale di acqua calda, gran parte del fabbisogno in materia di riscaldamento e quasi il 40 per cento del nostro consumo di elettricità. Purtroppo, questo potenziale è a malapena utilizzato, in quanto nel 2016 solamente il 5 per cento dei tetti e delle facciate idonee erano equipaggiati di pannelli fotovoltaici.

Eppure si stima che le superfici totali disponibili e ben esposte ai raggi solari siano di 140 km2 per quanto riguarda i tetti e di 55 km2 per quanto concerne le facciate. L'esposizione solare media di queste superfici corrisponde all'incirca a 200 TWh all'anno, ovvero quasi l'attuale consumo energetico totale in Svizzera. Inoltre, il fatto di ricorrere al potenziale solare dei tetti e delle facciate sfruttabili preserverebbe le superfici d'avvicendamento delle colture e non avrebbe un impatto su terreni edificabili ed agricoli.

Anche l'energia dal legno costituisce una fonte di energia rinnovabile dall'enorme potenziale. Grazie alle nuove tecnologie, il legno non è più unicamente utilizzato per produrre calore, bensì anche per produrre elettricità. Il legno, come anche l'energia idraulica, è una risorsa che può essere immagazzinata e usata su richiesta.

In Svizzera, il ricorso all'energia prodotta dal legno potrebbe tranquillamente essere raddoppiato, senza che i boschi ne soffrano. Al contrario, così facendo la salute e la vitalità dei boschi verrebbe mantenuta. In Svizzera, il potenziale dell'energia dal legno (ovvero circa 6 milioni di m3) è stimato a 16,1 TWh. Per quanto riguarda il Cantone di Vaud, il potenziale è di 1200 GWh, corrispondenti a 285 000 tonnellate di legno circa. Secondo l'ultimo rapporto del Cantone di Vaud, alle quantità di energia dal legno prodotte dai boschi vodesi al momento, che equivalgono a 27,5 milioni di litri di gasolio, se ne potrebbero aggiungere altre pari a più di 35 milioni di litri di gasolio.

Come per il solare, l'impiego dell'energia dal legno dei nostri boschi avrebbe un impatto minimo, se non pari a zero, sui terreni edificabili e quelli agricoli e non recherebbe alcun danno al paesaggio.

La combinazione del solare, che produrrebbe energia nelle stagioni più calde, e dell'energia dal legno, prodotta in inverno, darebbe luogo a un mix energetico ideale. Se queste due energie rinnovabili faticano a svilupparsi è perché la corrente elettrica viene importata a prezzi stracciati. Essendo il prezzo di riacquisto troppo basso, numerosi impianti non vedono la luce del giorno a causa della scarsa redditività.

In seguito all'abbandono a livello federale della rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC), bisogna constatare che i vari sussidi concessi ai proprietari privati favoriscono l'autoconsumo piuttosto che la produzione per l'insieme della popolazione. Di conseguenza, affinché sia ridotta l'importazione di elettricità proveniente da fonti non rinnovabili come il carbone, i firmatari del Cantone di Vaud chiedono alla Confederazione l'attuazione di un sistema di acquisto dell'elettricità indigena rinnovabile da parte dei fornitori di corrente.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 08.06.2023

Il Consiglio degli Stati ha tacitamente bocciato una iniziativa cantonale di Vaud che chiedeva un aumento della rimunerazione dell'elettricità da fonti rinnovabili immessa nella rete. Il tema è già stato affrontato dal Parlamento in un'altra revisione legislativa

Dibattito al Consiglio nazionale, 13.06.2023

Non è dato seguito