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22.3096 · Mozione · 2022-03-08

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare un piano globale e una strategia per una politica estera attenta all'uguaglianza di genere e sensibile alle tematiche di genere nei quali vengano evidenziati gli elementi che permettono di riconoscere l'impatto della politica estera svizzera sui rapporti di genere e sul ruolo delle donne. Per garantire la coerenza vanno identificati e inclusi tutti i settori di intervento di politica estera in tutti i Dipartimenti federali (tra cui istruzione, sanità, commercio, economia esterna, migrazione, ricerca e clima). Il piano deve anche mostrare in che modo l'implementazione può essere monitorata.

Begründung

Nel 2000, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha adottato all'unanimità la risoluzione 1325 su "Donne, pace e sicurezza", che per la prima volta menziona esplicitamente il ruolo delle donne nei conflitti e nella promozione della pace. Il DFAE adotta un approccio esemplare e punta a prevenire la violenza sulle donne come arma di guerra. Inoltre, il DFAE sfrutta per quanto possibile il potenziale offerto dalla partecipazione delle donne nei processi di pace. Questo significa che la sicurezza non è più intesa solo in termini militari, ma anche nella sua dimensione sociale e globale, come indicato nel Piano d'azione nazionale per l'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU (2018-2022).

La Svizzera ha aperto la carriera diplomatica alle donne solo nel 1956 ed è solo negli ultimi anni che la percentuale di donne nella politica estera svizzera è aumentata.

Gli ultimi sviluppi della guerra condotta dalla Russia contro l'Ucraina dimostrano ancora una volta che, fintanto che il potere è in mano a uomini autocratici, il raggiungimento - semmai - di una soluzione al conflitto richiede tempi lunghi. La storia insegna inoltre che quando sono gli uomini a definire e attuare "strategie di pace", i conflitti si intensificano e la paura e la violenza contro la popolazione civile diventano la normalità. Studi internazionali evidenziano che la partecipazione delle donne a negoziati nell'ambito di confitti e guerre favorisce soluzioni pacifiche. Un altro aspetto fondamentale è la partecipazione dei diretti interessati.

Nel 2014 la Svezia ha chiesto che le donne fossero equamente rappresentate nella politica, nell'economia e nella società e avessero accesso alle risorse. Questo Paese è noto anche per promuovere la presenza femminile nelle strutture governative, stanziare risorse per progetti femministi all'estero e integrare la "politica estera femminista" nella propria politica governativa, come d'altronde fanno anche il Canada, la Germania, la Spagna e i Paesi Bassi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'uguaglianza di genere e i diritti delle donne figurano tra le priorità di politica estera della Svizzera. Da molti anni questi temi sono integrati nei vari documenti strategici esistenti, in particolare nella Strategia di politica estera 2020-2023, per garantire una politica estera sensibile alle questioni di genere. Ciò significa che se ne tiene conto trasversalmente in molti campi dell'azione della politica estera, per esempio nella promozione della pace e dei diritti umani o nella cooperazione allo sviluppo. A livello sovradipartimentale la questione è tematizzata nel Piano d'azione nazionale per l'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU su "Donne, pace e sicurezza" (www.dfae.admin.ch > Home > Politica estera > Pace e diritti umani > Pace > Donne, pace, sicurezza). La Strategia per la parità tra donne e uomini 2030 (www.ebg.admin.ch > Home > Documentazione > Pubblicazioni) comprende anche gli sforzi della Svizzera a livello internazionale, che si concretizzano in obiettivi e misure chiave di politica estera.

Il Consiglio federale ritiene che l'obiettivo della mozione possa essere raggiunto con il quadro strategico esistente e con gli strumenti e i processi attualmente disponibili nei singoli dipartimenti. Il 10 marzo 2022 il Consiglio nazionale ha accolto il postulato Friedl 21.3122. In adempimento di questo postulato l'Esecutivo presenterà un rapporto in cui saranno sintetizzati i vari elementi che formano il quadro strategico.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.