22.3102 · Interpellanza · 2022-03-09
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nel novembre 2021, alla 26a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), tenutasi a Glasgow, la Svizzera, insieme ad altri 140 Paesi, ha firmato la Dichiarazione sulle foreste e l'uso del suolo che si prefigge di porre fine alla deforestazione globale entro il 2030.
In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Ci sono misure previste dal Consiglio federale per dare concretamente seguito alla firma di questa Dichiarazione?
2. In caso affermativo, quali misure sono previste, con quale budget e in quale orizzonte temporale?
3. In caso contrario, come giustifica il Consiglio federale la mancata adozione di misure, in particolare per quanto riguarda i seguenti punti della Dichiarazione: punto 2 (commercio internazionale che non causa la deforestazione e il degrado del suolo), punto 5 (aumento dei finanziamenti internazionali per la conservazione e il ripristino delle foreste) e punto 6 (allineamento dei flussi finanziari agli obiettivi internazionali per invertire la perdita e il degrado delle foreste).
Begründung
Nel nostro Paese, la superficie forestale si sviluppa in modo molto diverso a seconda della regione e dell'altitudine. Mentre nel Giura e nell'Altipiano non è praticamente cambiata dal 1985, nelle Alpi e al sud delle Alpi è aumentata dell'8-28 per cento, stando all'ultimo Inventario forestale nazionale (IFN4b, 2013). Il bosco guadagna quindi più terreno nelle aree montane, tra i 1000 m e il limite della vegetazione. Nell'Altipiano, invece, rimane soggetto a una forte pressione.
In Svizzera la deforestazione non rappresenta un problema, ma i nostri stili di vita e di consumo portano all'importazione di prodotti della deforestazione. Secondo lo studio del WWF "Déforestation importée. L'empreinte des importations suisses de matières premières agricoles et forestières à l'étranger" (dic. 2020), la Svizzera esternalizza quindi in misura massiccia la sua deforestazione. Per soddisfare le importazioni svizzere, ogni anno viene disboscata quasi il doppio della superficie forestale del Paese.
Consumi a parte, la Svizzera è la principale piazza per il commercio delle materie prime agricole. Oltre il 50 per cento dei cereali, il 40 per cento dello zucchero e il 30 per cento del caffè e del cacao sono commercializzati da società svizzere. I dati raccolti e analizzati da Public Eye nel quadro della sua inchiesta "Les territoires suisses d'outre-mer" (dic. 2021) mostrano che queste società controllano più di 550 piantagioni in 24 Paesi - per lo più nel sud del mondo - pari ad almeno 2,7 milioni di ettari. Producono principalmente canna da zucchero, olio di palma come pure cereali, soia, gomma, caffè, arance, banane e persino riso. Secondo l'ONG, queste aziende svizzere sarebbero responsabili di molteplici abusi, come l'accaparramento di terre, la violazione dei diritti del lavoro e la deforestazione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nel suo parere in merito al postulato 21.3917 "Ridurre l'impronta ecologica della Svizzera legata alla deforestazione" il Consiglio federale ha già descritto un pacchetto di misure per contrastare la deforestazione causata all'estero.
2./3. In linea di principio, si prevede di ridurre il più possibile la dipendenza internazionale della Svizzera dalle risorse forestali incrementando la realizzazione di prodotti sostenibili a livello nazionale. Inoltre è prevista o già in corso di attuazione un'ampia gamma di strumenti e misure.
A livello nazionale:
- la promozione generalizzata del consumo e della produzione sostenibili nel quadro della Strategia per uno sviluppo sostenibile 2030 e del relativo piano d'azione (2021-2023);
- il divieto di immettere sul mercato il legno e i prodotti da esso derivati di origine illegale (attuazione degli articoli 35e - 35h LPAmb e dell'ordinanza sul commercio del legno OCoL). L'OCoL è in vigore dal 1° gennaio 2022. Per l'esecuzione dell'OCoL è prevista ogni anno una somma compresa fra 370 000 e 650 000 franchi;
- la promozione dell'uso efficiente delle risorse ai fini dell'economia circolare e della bioeconomia nel quadro della politica della risorsa legno 2030 con l'obiettivo di utilizzare e lavorare il legno proveniente dai boschi svizzeri in modo sostenibile ed efficiente in termini di risorse. Per l'attuazione è previsto un insieme di misure coordinate del piano d'azione Legno (2021-2026) con un budget di circa 3,5 milioni di franchi all'anno per il finanziamento dei progetti.
- Le strategie e le misure nei settori come la ricerca, la produzione e il commercio (p. es. artt. 31, 33, 34a e 34b LFo).
Secondo l'articolo 35e capoverso 3 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) potrebbero essere esaminate anche altre misure se la deforestazione per le colture, l'estrazione o la fabbricazione di materie prime o prodotti grava notevolmente sull'ambiente o compromette notevolmente l'utilizzazione sostenibile delle risorse naturali.
A livello internazionale la Svizzera contribuisce in termini di contenuti e sul piano finanziario:
- a livello dell'ONU nell'ambito dei seguenti strumenti: Forum delle Nazioni Unite sulle foreste, Piano strategico per le foreste delle Nazioni Unite 2017-2030, obiettivi di Aichi della Convenzione sulla diversità biologica (CBD) con un nuovo quadro globale fino al 2030, Accordo di Parigi con il programma forestale per la riduzione delle emissioni di CO2 REDD-plus (Reduction of Emissions from Deforestation and Forest Degradation) come pure l'attuazione dell'Accordo internazionale sui legni tropicali (ITTA);
- tra i contributi regolari più importanti volti a finanziare la promozione di una gestione sostenibile delle foreste vanno annoverati: il Global Environment Facility (GEF) Trust Fund, il Biocarbon Fund for Sustainable Forest Landscapes, il programma di protezione climatica delle foreste UN-REDD, il Fondo verde per il clima (Green Climate Fund, GCF) come pure il Global Forest Financing Facilitation Network (GFFFN) sotto il Forum delle Nazioni Unite per le foreste.
Risposta del Consiglio federale.