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22.3117 · Interpellanza · 2022-03-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il rapporto sulla sostenibilità delle aziende riguarda tematiche economiche, ambientali e sociali estese ai vari settori. In Svizzera, circa 600 aziende su 600 000, ovvero l'1 per mille, stilano attualmente un rapporto sulla sostenibilità. I rapporti differiscono molto gli uni dagli altri; di conseguenza sono difficilmente paragonabili, e per lo più non vengono verificati. Al momento non esiste praticamente nessuna direttiva, raccomandazione o misura di sostegno in quest'ambito.

Nell'UE, invece, il rapporto sulla sostenibilità è obbligatorio per le grandi aziende con più di 500 collaboratori, mentre dal 2024 la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) sarà applicabile già a partire da 250 collaboratori e per tutte le aziende quotate in borsa. Ad eccezione delle micro-imprese, tra qualche anno tutte le aziende saranno tenute a redigere un rapporto sulla sostenibilità debitamente verificato.

Ispirandosi al Codice di sostenibilità tedesco (DNK), la Svizzera potrebbe sviluppare uno Swiss Code of Sustainabilty Reporting (SCSR) in modo rapido e conveniente con un approccio basato sulle migliori pratiche. Questo codice potrebbe essere messo a disposizione di tutte le aziende, specialmente delle PMI, come offerta volontaria a bassa soglia. L'esempio del DNK mostra che la semplice struttura di rendicontazione promuove la gestione strategica della sostenibilità nelle aziende.

L'elemento centrale del SCSR sarebbe costituito da una banca dati nazionale completa, in cui tutti i rapporti sulla sostenibilità, redatti con la stessa sintassi, sarebbero resi accessibili al pubblico e quindi paragonabili. Ciò favorirebbe l'adozione del sistema di rendicontazione e la trasparenza a livello svizzero.

La Confederazione disporrebbe così di uno strumento per raggiungere gli obiettivi dell'Agenda 2030 insieme agli operatori economici. Nel suo rapporto la Confederazione potrebbe documentare i progressi dell'economia svizzera su basi fondate. Sarebbe anche un modo per rafforzare la politica di sostenibilità senza dover ricorrere a una regolamentazione giuridica.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande.

1. Ritiene utile mettere a disposizione di tutte le aziende un'infrastruttura per un rapporto volontario e a bassa soglia sulla sostenibilità (simile a quello tedesco)?

2. In caso affermativo, quali strumenti concreti intende fornire all'economia e a partire da quando?

3. In caso contrario, perché la Svizzera non si adegua alle normative dell'UE?

Stellungnahme des Bundesrates

Domande 1 e 2

Come indicato nel Piano d'azione sulla responsabilità sociale e ambientale delle imprese 2020-2023, il Consiglio federale si impegna a promuovere e ad armonizzare il rapporto sulla sostenibilità a livello nazionale e internazionale. La Confederazione incentiva in particolare l'attuazione degli standard internazionali di RSI come le Linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali e le sue guide sull'obbligo di diligenza, che contengono anche raccomandazioni concernenti i rapporti sulla sostenibilità e la trasparenza per quanto riguarda la dovuta diligenza. Informa ad esempio le aziende su questi strumenti in occasione di eventi, sul portale web RSI della Confederazione e nei social media. Come per la contabilità finanziaria di un'azienda, che si concentra sugli aspetti essenziali, anche i rapporti di qualità sulla sostenibilità devono contenere tutte le informazioni sui processi che hanno un impatto significativo: estrazione delle materie prime, catena di approvvigionamento, produzione, utilizzo, riciclaggio o smaltimento dei prodotti.

I rapporti sulla sostenibilità delle aziende sono già oggetto di numerose iniziative proposte sia da organizzazioni internazionali che dal settore privato. La Confederazione sostiene la Global Reporting Initiative, i cui standard modulari possono essere applicati da aziende di diverse dimensioni. Collabora inoltre con il Global Compact Network Switzerland, che promuove la rendicontazione sulla sostenibilità delle aziende in base ai dieci principi del Patto mondiale delle Nazioni Unite. Il patto esige che i suoi membri (oggi circa 250 in Svizzera, tra cui un centinaio di PMI) pubblichino ogni anno un rapporto sui progressi compiuti nell'attuazione dei principi e ha annunciato la creazione di una nuova piattaforma per la redazione di rapporti più strutturati e più facilmente paragonabili. La Confederazione sostiene anche il progetto FocusedReporting.ch di engageability, che si prefigge tra l'altro di aiutare le PMI a migliorare le loro modalità di rendicontazione e di indirizzarle verso le buone pratiche in materia. Inoltre, B Lab e il programma SwissTriple Impact stanno elaborando una directory che consentirà di paragonare il contributo delle singole aziende all'attuazione dell'Agenda 2030. Infine, la Confederazione sta sviluppando con il settore privato uno strumento online per aiutare le aziende a raggiungere gli obiettivi dell'agenda. Il Consiglio federale segue da vicino queste iniziative - così come quelle volte a elaborare un codice svizzero di rendicontazione sulla sostenibilità (Swiss Code of Sustainability Reporting) - e per il momento non ritiene necessario adottare ulteriori provvedimenti.

Domanda 3

In Svizzera le nuove disposizioni relative alla rendicontazione sulla sostenibilità e agli obblighi di trasparenza e diligenza in materia di minerali di conflitto e di lavoro minorile sono entrate in vigore il 1° gennaio 2022.

Il Consiglio federale ha inoltre incaricato il DFF di elaborare entro l'estate 2022, in collaborazione con il DFGP, il DATEC e il DEFR, e di sottoporre a consultazione un progetto di ordinanza che attui le raccomandazioni della Task Force on Climate-related Financial Disclosures e le nuove disposizioni sull'obbligo di rendicontazione in materia di CO2. I nuovi obblighi si ispirano ai regolamenti in vigore nell'Unione europea e sono anche più vincolanti per quanto riguarda il lavoro minorile.

Le proposte avanzate dalla Commissione europea in merito alla redazione di rapporti sulla sostenibilità (Corporate Sustainability Reporting Directive) e all'obbligo di diligenza delle aziende sono attualmente in discussione presso il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo. In collaborazione con gli uffici specializzati degli altri dipartimenti interessati (DFAE e DEFR), il DFGP (UFG) sta valutando se gli sviluppi nell'UE possano eventualmente richiedere adeguamenti del diritto svizzero.

Risposta del Consiglio federale.