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22.3153 · Mozione · 2022-03-16

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire un fondo sovrano indipendente dal bilancio della Confederazione, orientato al bene comune e al conseguimento di un utile.

Il fondo sovrano deve essere dotato di risorse finanziarie di base provenienti dallo scorporo di una parte, ancora da definire, delle riserve monetarie della Banca nazionale svizzera (BNS). In compenso, la BNS riceve obbligazioni di pari importo emesse dallo stesso fondo che servono come garanzia.

Gli eventuali utili conseguiti dal fondo sovrano sono suddivisi tra la Confederazione e i Cantoni secondo la stessa chiave di distribuzione applicata agli utili della BNS.

La Confederazione può impiegare ai fini seguenti la quota degli utili che le spetta generata dal fondo sovrano:

1. aumentando il capitale proprio, acquisire partecipazioni di aziende svizzere di rilevanza sistemica (in particolare PMI) che rischiano di essere rilevate da imprese estere, in particolare da imprese statali;

2. acquisire beni strategici, in particolare anche infrastrutture, immobili, brevetti o beni mobili specifici per garantire il mantenimento e il funzionamento dei settori economici indispensabili e di comprovato successo;

3. finanziare programmi d'investimento per rilanciare l'economia e garantire i vantaggi della piazza economica svizzera, in particolare nelle infrastrutture dei settori dei trasporti, delle reti di dati, della sanità, della produzione, del turismo nonché nella formazione e nella ricerca.

Il fondo sottostà alla vigilanza del Consiglio federale, ma agisce in modo politicamente indipendente. L'Esecutivo ne definisce inoltre il mandato di prestazioni e gli obiettivi strategici e presenta ogni anno alle Camere federali un rapporto sulle attività del fondo.

Begründung

Al momento, la BNS dispone di riserve monetarie pari a oltre mille miliardi di franchi. Di queste, la BNS investe attualmente quasi 200 miliardi di franchi in azioni estere.

Oltre ai rischi di fluttuazione e reputazione di questi investimenti, che potrebbero diventare problematici per la BNS, non spetta alla BNS investire il patrimonio nazionale svizzero all'estero.

Il compito principale della BNS è garantire la stabilità monetaria e dei prezzi. La BNS non è né un gestore patrimoniale né un investitore in imprese estere. Il fatto di investire gran parte delle sue riserve monetarie in azioni estere rende la BNS vulnerabile a lungo termine.

Un fondo sovrano potrebbe investire parte di tali riserve monetarie in modo più vantaggioso, strategico e indipendente, come lo dimostrano i fondi sovrani istituiti dalla Norvegia e da Singapore. In tal modo sarebbe possibile esonerare almeno in parte la BNS da questo compito.

I fondi sovrani esteri (istituiti in Norvegia e a Singapore) dimostrano da decenni di essere perfettamente in grado di svolgere questo compito grazie a un approccio strategico, un'eccellente governance e una sufficiente trasparenza. Non c'è ragione per cui questo non dovrebbe essere possibile anche in Svizzera.

Gli utili potrebbero essere distribuiti allo stesso modo degli utili della BNS. I diritti dei Cantoni e della Confederazione non verrebbero toccati. Gli utili della Confederazione potrebbero essere investiti in modo mirato in Svizzera.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Lo scorporo di una parte delle riserve monetarie in un fondo sovrano, come richiesto nella mozione, equivarrebbe a un'ingerenza nell'indipendenza della BNS sancita nella Costituzione e limiterebbe il suo margine di manovra in materia di politica monetaria. Le riserve monetarie della BNS sono direttamente connesse alla sua politica monetaria. Il forte aumento delle riserve monetarie e della somma di bilancio negli ultimi anni era dovuto principalmente agli importanti acquisti di valute estere effettuati dalla BNS per contrastare un eccessivo apprezzamento del franco e il relativo pericolo di deflazione. Per l'attuazione della politica monetaria è necessario che la BNS disponga illimitatamente delle sue riserve monetarie e che possa aumentarle ulteriormente o anche ridurle, a seconda delle esigenze di politica monetaria. Il margine di manovra della BNS sarebbe limitato se una parte delle riserve monetarie venisse scorporata e sostituita da un credito nei confronti di un fondo, illimitato e quindi illiquido.

Inoltre, un fondo sovrano alimentato dalle riserve monetarie della BNS non comporterebbe pressoché alcun vantaggio rispetto al sistema attuale in termini di politica e di performance d'investimento. La BNS investe già oggi i propri fondi in valuta estera in modo professionale e incentra la sua politica d'investimento su un'elevata liquidità e su un'ampia diversificazione. Il fondo sovrano non potrebbe garantire né convertire in franchi gli investimenti scorporati in valuta estera poiché ciò aumenterebbe la pressione al rialzo esercitata sul franco e minerebbe la politica monetaria. Anche l'impiego degli utili a livello nazionale richiederebbe la loro conversione in franchi e creerebbe una corrispondente pressione al rialzo. Nel modello dello fondo sovrano, gli attivi sarebbero quindi esposti agli stessi rischi di cambio fronteggiati dalle riserve monetarie della BNS. Se il fondo cercasse di aumentare il suo potenziale di rendimento, ad esempio tramite una quota maggiore di azioni rispetto alla BNS, andrebbe incontro a rischi più elevati.

Non è nemmeno chiaro cosa succederebbe in caso di perdita di investimento sugli attivi del fondo sovrano. Fin dall'inizio il fondo sovrano dovrebbe essere concepito con un apporto di capitale proprio supplementare in modo da assorbire tali perdite oppure, in caso di indebitamento eccessivo, la BNS dovrebbe ammortizzare una parte del suo credito nei confronti del fondo sovrano, continuando quindi ad assumersi il rischio d'investimento. Una dotazione in capitale proprio proveniente dalle risorse della Confederazione graverebbe sulle finanze federali come uscita per investimenti e sarebbe ipotizzabile, con l'attuale freno all'indebitamento, soltanto se si realizzassero risparmi o si ottenessero maggiori entrate nella stessa misura. A fronte delle dimensioni del fondo e del relativo fabbisogno di capitale proprio pari a diversi miliardi, questa ipotesi non è realistica.

Inoltre, il trasferimento di una parte delle riserve monetarie e quindi degli utili che ne derivano dalla BNS al fondo sovrano ridurrebbe il futuro e regolare potenziale di distribuzione dell'utile della BNS alla Confederazione e ai Cantoni. Le minori distribuzioni della BNS e la destinazione vincolata della quota federale all'utile del fondo proposta diminuirebbero il margine di manovra politico-finanziario della Confederazione e, a seconda del momento dello scorporo delle riserve monetarie, ritarderebbero la prevista riduzione del debito causato dall'epidemia di COVID-19 entro 11-13 anni. Secondo la decisione del Consiglio federale del mese di giugno del 2021, la quota della distribuzione supplementare della BNS destinata alla Confederazione, attualmente pari a 1,3 miliardi di franchi all'anno, dovrà essere utilizzata per ridurre il debito causato dall'epidemia di COVID-19 (vedi il messaggio del Consiglio federale del 18 marzo 2022).

Gli scopi d'impiego della quota federale agli utili del fondo sovrano indicati nella mozione coprono un ampio campo molto eterogeneo, che va dalle partecipazioni societarie strategiche al rilancio dell'economia, attraverso il finanziamento delle infrastrutture, la formazione e la ricerca. Secondo l'Esecutivo, sotto l'aspetto della politica finanziaria non ha senso finanziare scopi vincolati tanto diversi con gli utili del fondo sovrano in assenza di parametri comuni e di una visione globale dei rispettivi compiti.

Per i motivi suesposti, il Consiglio federale ritiene quindi che non sia convincente né la costituzione di un fondo sovrano con mezzi provenienti dalle riserve monetarie della BNS né l'impiego dei suoi utili per finanziare gli scopi enumerati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.