22.3171 · Interpellanza · 2022-03-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Da quando, nel 1996, è stato introdotto il servizio civile, il numero di civilisti è aumentato vertiginosamente. Questa crescita va ricondotta all'abolizione dell'esame di coscienza. Se nel 2008 le ammissioni al servizio civile erano 1632, nel 2009 sono aumentate a 6720. Da allora, fatta eccezione per il 2011, non sono mai state meno di 5000. Se si considera soltanto il 2020, il 30,4 per cento delle 5254 persone ammesse al servizio civile ha presentato la domanda dopo la scuola reclute, il 13,9 per cento dopo averla iniziata.
Spaventa anche il numero record di civilisti, passato da poco più di 17 000 nel 2011 a più di 50 000 nel 2021, vale a dire la metà dell'effettivo regolamentare dell'esercito. Si tratta di un numero sproporzionato, se si considera che formalmente non sussiste alcuna libera scelta tra il servizio militare e il servizio civile. Infatti questa possibile alternativa è stata concepita per le persone soggette all'obbligo di prestare servizio militare che non possono conciliare il servizio militare con la propria coscienza.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Il Consiglio federale ritiene che le ammissioni al servizio civile successive alla scuola reclute possano ripercuotersi negativamente sugli effettivi dell'esercito?
2. Quali effetti potrebbe avere per gli effettivi dell'esercito una reintroduzione dell'esame di coscienza per le domande presentate dopo l'assolvimento della scuola reclute?
3. Il Consiglio federale è dell'opinione che la reintroduzione dell'esame di coscienza sarebbe conforme al diritto?
4. Quali conseguenze finanziarie hanno le ammissioni di militi al servizio civile dopo la scuola reclute, in particolare sotto il profilo dell'investimento nella loro formazione?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nel suo messaggio del 20 febbraio 2019, concernente la modifica della legge sul servizio civile (FF 2019 2133), il Consiglio federale ha spiegato come l'ammissione al servizio civile dei militi che hanno assolto la scuola reclute si ripercuote sull'effettivo dell'esercito. La modifica suddetta è stata respinta dal Consiglio nazionale il 19 giugno 2020. Successivamente, nel rapporto in due parti concernente l'apporto di personale in seno all'esercito e alla protezione civile - del 30 giugno 2021 e del 4 marzo 2022 -, il Consiglio federale ha indicato che alla fine del decennio l'effettivo reale dell'esercito non potrà più essere raggiunto, se le partenze anticipate (soprattutto a causa delle ammissioni al servizio civile e per ragioni mediche) non verranno ridotte. Secondo il rapporto, oggi non si può prevedere con certezza se gli effettivi dell'esercito e della protezione civile potranno essere garantiti durevolmente dalle attuali misure a breve e medio termine.
2. Secondo il Consiglio federale l'efficacia, per l'effettivo dell'esercito, della reintroduzione dell'"esame di coscienza" rimane dubbia, e non è certo che tale provvedimento verrebbe accettato sul piano politico. Perciò, nella seconda parte del rapporto concernente l'apporto di personale, del 4 marzo 2022, ha escluso questo approccio.
3. Un precedente messaggio concernente la revisione della legge sul servizio civile, avvalendosi di una perizia del prof. Pierre Tschannen (GAAC 2007.4), spiegava che sia l'esame delle ragioni di coscienza addotte, sia la "prova di fatto", sia una combinazione delle due procedure d'ammissione sono ammissibili sotto il profilo costituzionale. Tutti e tre i modelli sono appropriati per esporre il conflitto di coscienza, e nessuno di essi sarebbe immune da possibili abusi (FF 2008 2255, pag. 2304). La progettazione di un nuovo "esame di coscienza" dovrebbe tener conto del fatto che le restrizioni dei diritti fondamentali necessitano di una sufficiente base legale e devono essere giustificate, da un interesse pubblico o dalla protezione di diritti fondamentali altrui, nel rispetto del principio di proporzionalità e dell'intangibilità dei diritti fondamentali nella loro essenza (art. 36 Cost.). La conformità giuridica di un "esame di coscienza" può essere verificata e valutata in modo esaustivo soltanto facendo riferimento a un modello concreto.
4. A causa della pandemia di COVID-19, e dei conseguenti rinvii di corsi di ripetizione nel 2020, il biennio 2020-2021 è solo parzialmente rappresentativo. Nel 2021 l'esercito ha registrato 1978 ammissioni di militi al servizio civile dopo la scuola reclute. Visto che per ogni milite le spese ammontavano a 30 424 franchi (nel caso dei soldati), 57 172 franchi (sottufficiali), 81 380 franchi (sottufficiali superiori) e 83 750 franchi (ufficiali), i costi a carico dell'esercito si possono stimare attorno ai 69 milioni di franchi.
Risposta del Consiglio federale.