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22.3174 · Interpellanza · 2022-03-16

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Recentemente il Consiglio federale ha riconosciuto che in determinati ambiti previsti nella Roadmap firmata nel 2015 con l'Italia gli obiettivi sono stati raggiunti, in altri no. In attesa di soluzione restano l'accesso al mercato italiano per i prestatori di servizi finanziari e l'ingiustificata presenza della Svizzera sulla black list delle persone fisiche.

Chiedo dunque al Consiglio federale:

1. Alla luce degli scarsi risultati ottenuti su questi due dossier, non ritiene opportuno modificare la sua strategia nell'ambito dei negoziati bilaterali con l'Italia, adottando un approccio sistemico e trasversale, non più limitato ad ogni singolo dossier o tema?

2. Non reputa che sia giunto il momento di vincolare la conclusione di negoziati in corso in settori di competenza dei vari Dipartimenti federali e d'interesse per l'Italia, alla concessione agli operatori svizzeri della possibilità di prestare servizi in campo finanziario nonché allo stralcio della Svizzera dalla black list sulle persone fisiche?

Begründung

In ambito di accesso al mercato italiano delle prestazioni di servizi finanziari sono stati fatti passi indietro. La normativa italiana adottata successivamente esclude la possibilità di libera prestazione di servizi finanziari, prevedendo invece per tutti gli intermediari finanziari (banche comprese) con sede in un paese non UE, l'obbligo di una succursale in Italia. La normativa comunitaria in oggetto lasciava agli Stati membri la possibilità di non prevedere l'obbligo di una succursale. Avendo scelto l'alternativa della succursale obbligatoria, l'Italia non ha sfruttato il margine di manovra a sua disposizione per legiferare e, al contempo, rispettare le intenzioni manifestate nella Roadmap. L'obbligo della succursale, oltre a negare la prestazione di servizi, stimola gli investimenti in Italia a detrimento della piazza svizzera.

In parallelo la Svizzera sta ratificando il nuovo Accordo sulla fiscalità dei frontalieri, tema anch'esso contemplato nella Roadmap. Questo accordo porterà un enorme vantaggio finanziario all'Italia, stimato in varie centinaia di mio. all'anno. Alla Svizzera spetteranno alcune decine di mio. È quindi evidente che l'Italia ha un maggior interesse della Svizzera a concludere questo specifico accordo. La procedura di ratifica avrebbe potuto quindi rappresentare un'importante moneta di scambio per la Svizzera nei due dossier ancora aperti citati. Procedendo invece ad una solerte ratifica rinunciamo all'unica possibilità di leva che la Svizzera può ancora esercitare in merito ai vari dossier della Roadmap di nostro interesse.

A questo punto, non avendo ormai più alcun margine per esercitare pressioni sui singoli temi trattati dalla Roadmap, al fine di poter sperare di ottenere risultati tangibili, occorre che la Svizzera cambi approccio. Al posto di limitare i negoziati ad ogni singolo tema e trattarlo separatamente da altri dossier è giunto il momento di iniziare a trattare i rapporti con lItalia con un approccio sistemico e trasversale in cui vengano coinvolti tutti i settori nei quali i due paesi hanno negoziati/trattative/discussioni in corso. Un simile approccio dovrebbe prevedere di operare per mezzo di concessioni incrociate, ossia non per forza relative al medesimo tema. Solo in tal modo sarà possibile ottenere risultati concreti dallItalia nel settore dei servizi finanziari e della black list delle persone fisiche.

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. I rapporti tra la Svizzera e l'Italia sono caratterizzati da stretti legami economici e politici, una lingua comune e frequenti contatti a tutti i livelli. I rappresentanti dei Governi e dell'Amministrazione dei due Paesi si incontrano regolarmente. A ciò si aggiunge la costante collaborazione su questioni internazionali attuali negli organismi multilaterali. Infine, il Parlamento svizzero e quello italiano intrattengono contatti istituzionalizzati.

I dossier bilaterali Italia-Svizzera sono già oggi coordinati tra i dipartimenti e discussi con l'Italia nel quadro di strutture istituzionalizzate. Tra le più importanti figurano il dialogo economico del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e il dialogo sulla cooperazione transfrontaliera del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il Dipartimento federale delle finanze partecipa regolarmente alle discussioni sulle questioni fiscali e finanziarie che si tengono nell'ambito di questi due dialoghi.

Nel febbraio del 2015 la Svizzera e l'Italia hanno firmato una Roadmap su questioni fiscali e finanziarie che, dopo anni di controversie, ha permesso di elaborare una sintesi di tutti i dossier in materia fiscale e finanziaria allora pendenti e di sviluppare la cooperazione in maniera sinergica. Da allora è stato possibile compiere notevoli progressi nella normalizzazione dei rapporti con l'Italia. Attualmente la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) italiano intrattengono contatti regolari a diversi livelli.

Entrambi i Paesi intendono continuare a discutere su temi importanti come, in particolare, l'accesso al mercato transfrontaliero dei servizi finanziari e lo stralcio della Svizzera dalla black list. In questo contesto, il Consiglio federale è fondamentalmente aperto a un'armonizzazione e un coordinamento trasversali.

Risposta del Consiglio federale.