22.3192 · Interpellanza · 2022-03-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il nono giorno dopo l'aggressione della Russia contro l'Ucraina, il DFAE e il DDPS hanno dichiarato nel documento "La neutralità della Svizzera" che la neutralità non è applicabile in caso di attacco armato da parte di un altro Stato. In tal caso la Svizzera sarebbe libera di cooperare con altri Stati per una difesa comune. Poco dopo, il capo dell'esercito ha indicato in un'intervista che in caso di difesa, la neutralità verrebbe meno e che in tal caso potremmo e dovremmo allearci con altri Stati e, se necessario, anche con la NATO.
1. Il DFAE, il DDPS e il capo dell'esercito hanno concordato con il Consiglio federale la dichiarazione secondo cui in caso di difesa, la neutralità verrebbe meno?
2. Quali condizioni politiche, giuridiche e istituzionali sussistono affinché la Svizzera possa dichiarare "caduca" la neutralità? Chi è competente in materia a livello di diritto costituzionale?
3. Il Consiglio federale chiarirà nell'annunciato rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza quale ruolo la Svizzera può e deve assumere nel futuro ordinamento europeo in materia di sicurezza?
4. Spiegherà in tale rapporto complementare come e con quale posizione il nostro Paese può e intende contribuire al dibattito in corso su una maggiore autonomia strategica dell'Europa?
5. Il Consiglio federale provvederà affinché sia esso e non solo il DDPS ad assumere la responsabilità di questo importante rapporto complementare?
6. Con quali "altri Stati" il capo dell'esercito intende "allearsi" in caso di difesa? In virtù di quali accordi preliminari presuppone che anche tali Stati vorrebbero "allearsi" con la Svizzera?
7. Il capo dell'esercito ha preso accordi preliminari corrispondenti anche con gli Stati Uniti, dato che l'F-35A non può essere impiegato autonomamente in modo adeguato? Le sue capacità principali possono essere effettivamente utilizzate senza aderire a un'alleanza?
8. Su cosa si basa il capo dell'esercito quando sostiene che in caso di guerra tutti i 30 Stati membri della NATO sarebbero d'accordo con il voto della Svizzera di considerare un attacco al nostro Paese come un attacco contro tutti loro (articolo 5 del Trattato dell'Atlantico del Nord)? Ha chiarito la loro disponibilità a contrarre un obbligo di alleanza nei confronti della Svizzera in caso di guerra e di contribuire successivamente alla nostra difesa?
9. Nel messaggio sull'esercito 2022 (22.005) si indica: "Le azioni offensive a seguito di un attacco anche al di fuori dei confini nazionali sono parte integrante di un'operazione di difesa condotta attivamente.". Che cosa dicono i Paesi limitrofi riguardo tali minacce?
Stellungnahme des Bundesrates
1. In caso di attacco armato alla Svizzera, verrebbero a cadere gli obblighi del diritto della neutralità. Per la Svizzera è quindi possibile organizzare la difesa in cooperazione con altri stati. La dichiarazione pubblica del capo dell'esercito è quindi corretta ed è riportata anche nel Rapporto sulla politica di sicurezza del Consiglio federale. Nell'ambito delle questioni relative alla neutralità, il DDPS e il DFAE lavorano in stretta collaborazione. Non si impongono accordi particolari all'interno dell'Amministrazione federale.
2. La Svizzera ha stabilito autonomamente di essere neutrale e non ha mai assunto un obbligo di neutralità permanente secondo il diritto internazionale. La rinuncia alla neutralità non è messa in discussione. La neutralità è riportata nella Costituzione federale tra le competenze dell'Assemblea federale (art. 173 cpv. 1 lett. a) e del Consiglio federale (art. 185 cpv. 1). Una rinuncia dovrebbe avvenire nei previsti processi di revisione costituzionale.
3.-5. Sulla base del Rapporto sulla politica di sicurezza 2021, il DDPS in quanto dipartimento responsabile della politica di sicurezza effettuerà una valutazione del conflitto in stretta collaborazione con altri organi federali, in particolare con gli altri due dipartimenti rappresentati nella Delegazione Sicurezza (DFAE, DFGP), e presenterà questo rapporto complementare al più tardi entro la fine dell'anno. Il rapporto complementare tematizzerà gli insegnamenti tratti dalla guerra e analizzerà le conseguenze sulla situazione in materia di sicurezza e sulla cooperazione internazionale per la sicurezza in Europa nonché le possibilità a disposizione della Svizzera per partecipare a discussioni e cooperazioni in tali ambiti.
6. In caso di attacco armato contro la Svizzera, dal punto di vista del diritto della neutralità il Paese è libero di organizzare la sua difesa in cooperazione con altri paesi - per esempio le nazioni vicine, la maggior parte delle quali sono membri della NATO - se ciò fosse ritenuto opportuno o necessario. Questo è un diritto, ma non un obbligo. Per contro in quanto Stato neutrale la Svizzera non può appartenere a nessuna alleanza difensiva e non può stipulare accordi per una difesa comune con altri stati. La Svizzera coopera tuttavia con altri stati, in particolare con gli stati vicini, in ambito militare e di politica di sicurezza, ad esempio nel quadro dell'istruzione, dello scambio di informazioni e della promozione militare della pace, e garantisce anche la capacità di cooperazione militare.
7. Non ci sono accordi di questo tipo. La scelta dell'F-35 è avvenuta sulla base di un processo di valutazione completo, obiettivo e trasparente. L'F-35 si è contraddistinto in modo netto per la più ampia gamma di benefici e, contemporaneamente, i minori costi complessivi. L'F-35A soddisfa tutti i requisiti per i compiti delle Forze aeree di protezione della popolazione dalle minacce aeree e non ha bisogno di essere impiegato in modo congiunto.
8. Non esistono assunti in tal senso, in particolare dal momento che la Svizzera, in quanto non membro della NATO, non ha alcun obbligo o diritto per quanto riguarda una difesa collettiva. Non esistono nemmeno accordi preliminari informali relativi alla disponibilità di singoli membri della NATO.
9. Il fatto di pianificare diversi tipi di operazioni rientra nei normali compiti di ogni esercito. Questo include la difesa aerea e il supporto aereo alle forze di terra in caso di un conflitto armato. Le pianificazioni sono basate su situazioni fittizie e generiche che non hanno nulla a che vedere con la realtà o le intenzioni di altri stati.
Risposta del Consiglio federale.