Istituire una base legale che disciplini le decisioni di triage per l'accesso a trattamenti di medicina intensiva badando in particolare a garantire che le persone con disabilità non siano discriminate
22.3246 · Mozione · 2022-03-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di istituire una base legale per le decisioni di triage che dovessero rendersi necessarie nei reparti di terapia intensiva degli ospedali in caso di scarsità di risorse. Sarà sua particolare premura garantire che in queste decisioni la disabilità non sia un fattore di discriminazione.
Begründung
La pandemia di COVID-19 ha reso la popolazione consapevole del significato concreto delle decisioni di triage e scatenato aspre discussioni anche negli ospedali. Le decisioni di triage necessarie nei reparti di terapia intensiva in caso di scarsità di risorse limitano il diritto alla vita delle persone escluse dai trattamenti. Conformemente all'articolo 118 capoverso 2 lettera b della Costituzione federale (Cost.), durante una pandemia la Confederazione ha tra l'altro il compito di garantire che le decisioni di triage non si traducano in una discriminazione sistematica delle persone con disabilità (art. 8 cpv. 2 e 4 Cost.).
In una sentenza del 16 dicembre 2021, rifacendosi in particolare ai risultati dei più recenti studi scientifici e a diverse prese di posizione del corpo medico nazionale, il Tribunale costituzionale tedesco constata che "vi sono fondati indizi che le persone con disabilità rischino effettivamente di essere svantaggiate nella distribuzione dei trattamenti in caso di scarsità di risorse di medicina intensiva" (n. 121). Ha pertanto accolto un pertinente ricorso di persone con disabilità.
I rischi rappresentati per le persone con disabilità dalle decisioni di triage sono stati segnalati anche in Svizzera già nel dicembre del 2020, quando depositai il mio postulato 20.4404. Successivamente, reagendo così anche alle critiche delle organizzazioni di aiuto ai disabili, alla fine dello stesso anno, l'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) ha adeguato le sue direttive, con l'obiettivo di impedire per quanto possibile la discriminazione delle persone con disabilità. Un'iniziativa senza dubbio encomiabile. Tuttavia, le direttive di un'associazione professionale non possono certo fare le veci di una base legale legittimata democraticamente. In primo luogo non sono giuridicamente vincolanti. In secondo, per decisioni di quella portata, in cui sono in gioco la vita o la morte, è necessaria una discussione su larga scala nel quadro di un processo democratico. Non a caso, già nei dibattiti sul postulato 20.4404 è stato rilevato come sia incompatibile con lo stato di diritto che soggetti privati elaborino le regole sulla base delle quali essi stessi saranno poi chiamati a decidere della sopravvivenza o meno delle persone ricoverate nei reparti di terapia intensiva (Bollettino ufficiale 8.3.2021)
Una tale base legale rappresenterebbe anche uno sgravio per i medici. In Germania, altro Paese in cui le decisioni di triage sono regolamentate da direttive del corpo medico, persino l'Associazione interdisciplinare di medicina intensiva e di emergenza ha chiesto un disciplinamento legale delle situazioni di triage: si tratta "delle possibilità di sopravvivenza delle cittadine e dei cittadini e di decisioni coerenti ed eque in tutto il Paese. Finora la distribuzione del materiale medico scarseggiante in caso di pandemia non è regolamentata. (...) Per il corpo medico quest'incertezza giuridica è insopportabile" (n. 36 della sentenza citata). In questo ambito il legislatore svizzero non ha finora esercitato l'obbligo di protezione dalla discriminazione previsto dagli articoli 11 e 25 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e dall'articolo 8 capoversi 2 e 4 della Costituzione federale: non ha adottato provvedimenti efficaci contro il rischio di discriminazione delle persone con disabilità nei reparti di terapia intensiva in caso di scarsità di risorse. Il divieto di discriminazione sancito in termini generali dalla Costituzione non basta. E nemmeno la legge sui disabili, che per altro, considerata la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni, difficilmente potrebbe essere applicata alle decisioni di triage, apporta la necessaria concretizzazione.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il diritto alla vita, garantito dal diritto costituzionale e penale, così come il principio dell'uguaglianza giuridica e il divieto di discriminazione forniscono il quadro giuridico federale per le decisioni di triage riguardanti i trattamenti di medicina intensiva. L'esercizio della professione da parte degli operatori sanitari è inoltre soggetto alla vigilanza dei Cantoni.
Come già sottolineato nel parere in risposta al postulato 20.4404, il Consiglio federale è del parere che il disciplinamento vigente, completato dalle direttive giuridicamente non vincolanti dell'Accademia svizzera delle scienze mediche, costituisca una base sufficientemente solida per qualsiasi decisione di triage nella prassi. È inoltre importante notare che le autorità sono tenute ad adottare tutte le misure ragionevolmente attuabili per assicurare a tutte le persone che ne hanno bisogno l'accesso a provvedimenti di medicina intensiva e che quest'obbligo è stato soddisfatto con diverse misure durante la pandemia di COVID-19.
Un disciplinamento specifico delle decisioni di triage per i trattamenti di medicina intensiva, come richiesto dalla mozione, dovrebbe essere inserito nel contesto generale dell'assistenza sanitaria e della pianificazione delle capacità. Tuttavia, l'assistenza sanitaria e dunque anche la responsabilità di qualsiasi disciplinamento delle decisioni di triage è di competenza dei Cantoni. Questo vale anche nel contesto della lotta alle epidemie. L'articolo 118 capoverso 2 lettera b della Costituzione federale conferisce esclusivamente alla Confederazione la competenza di adottare provvedimenti per la lotta contro malattie trasmissibili, fortemente diffuse o maligne. Le decisioni di triage però riguardano sempre anche pazienti affetti da altre malattie.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.