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22.3322 · Interpellanza · 2022-03-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Nella sua risposta all'interpellanza 21.4552, il Consiglio federale indica per il periodo 2021-2050 emissioni accumulate pari a circa 932 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Si tratta di un valore molto elevato che non corrisponde al bilancio climatico calcolato nel 2018 dall'IPCC, pari a circa 400 milioni di tonnellate di gas serra, che sarebbe conforme al bilancio climatico strategico definito a Parigi nel 2015.

Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Come si presenta il bilancio illustrato nell'interpellanza 21.4552 se suddiviso per i singoli gas serra?

2. A quanto ammonta il bilancio totale stimato delle emissioni in Svizzera e all'estero tenendo conto del consumo indigeno? Come si presenta il bilancio se suddiviso per i singoli gas serra?

3. Secondo l'articolo 2 paragrafo 1 lettera c dell'Accordo di Parigi anche i flussi finanziari devono orientarsi agli obiettivi di limitazione della temperatura ivi stabiliti. A quanto viene stimato il bilancio delle emissioni dei flussi finanziari futuri del settore finanziario svizzero? Come si presenta il bilancio se suddiviso per i singoli gas serra?

4. La politica climatica del Consiglio federale è sufficiente per evitare che venga superato in modo massiccio il bilancio delle emissioni calcolato dall'IPCC di cui alla risposta all'interpellanza 21.4552?

5. L'obiettivo di emissioni della Svizzera è sufficiente per garantire che si raggiunga l'obiettivo di limitare a 1,5 °C il riscaldamento globale?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le emissioni cumulate (traffico aereo internazionale incluso) per il periodo 2021-2050, indicate nella risposta del Consiglio federale all'interpellanza 21.4552, si suddividono come segue per tipo di gas serra: diossido di carbonio (CO2) 78 per cento, metano (CH4) 13 per cento, protossido di azoto (N2O) 7 per cento, gas fluorurati (HFC, PFC, SF6, NF3) 2 per cento. Occorre tenere conto del fatto che, con il passare del tempo, le emissioni di CO2 diminuiscono fortemente, mentre quelle di CH4 e di N2O scendono in misura molto minore.

2. I percorsi di riduzione presentati nella strategia climatica a lungo termine si riferiscono alle emissioni indigene di gas serra secondo la relativa statistica e non alle emissioni dovute al consumo, generate attualmente per circa due terzi all'estero. Non esistono stime per l'evoluzione a lungo termine della quota indigena ed estera delle emissioni dovute al consumo. Secondo l'Accordo di Parigi, tutti i Paesi devono ridurre le loro emissioni di gas serra a un valore netto pari a zero al più tardi entro la seconda metà di questo secolo. Le emissioni generate all'estero si riducono pertanto a seguito delle misure di politica climatica adottate dai singoli Paesi. La Svizzera ha stipulato accordi bilaterali con numerosi Paesi partner e con tale impegno contribuisce alla riduzione delle emissioni all'estero.

3. Secondo l'Accordo di Parigi, i "flussi finanziari devono essere resi compatibili con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente al clima". Gli istituti finanziari dovranno ad esempio sostenere la transizione nei diversi settori dell'economia reale attraverso investimenti in società estere quotate in borsa oppure offerte di finanziamento per ipoteche indigene. Non esiste quindi un bilancio delle emissioni separato per il mercato finanziario. La rapidità di riduzione delle emissioni dipende in larga misura dall'evoluzione delle emissioni nel settore degli immobili, del traffico e dell'industria in Svizzera e all'estero.

4. Dopo il respingimento da parte dell'elettorato il 13 giugno 2021 della revisione totale della legge sul CO2, il Parlamento ha prorogato la legislazione vigente fino a fine 2024. Per il periodo fino al 2030, nel dicembre 2021 il Consiglio federale ha inviato in consultazione un nuovo progetto. La nuova revisione consentirà alla Svizzera di dimezzare le proprie emissioni entro il 2030. Le misure previste non sono ancora sufficienti per raggiungere l'obiettivo delle emissioni pari a zero entro il 2050 e quindi anche per rispettare i percorsi di riduzione descritti nella strategia climatica a lungo termine. Dopo il 2030 occorrerà pertanto intensificare gli sforzi e adeguare le relative basi legali.

5. Come già indicato nella risposta all'interpellanza 21.4552, con i suoi obiettivi per il 2030 (dimezzamento delle emissioni di gas serra rispetto al 1990) e per il 2050 (emissioni di gas serra nette pari a zero), la Svizzera è in linea con il consenso scientifico concernente le riduzioni delle emissioni necessarie per contenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia critica di 1,5 gradi. Per raggiungere tale scopo occorre comunque un impegno collettivo da parte di tutti i Paesi.

Risposta del Consiglio federale.