La Svizzera deve sostenere tutti gli sforzi internazionali per far sì che i responsabili dei crimini di guerra in Ucraina siano chiamati a rispondere dei loro atti
22.3361 · Interpellanza · 2022-03-18
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
La Corte penale internazionale ha aperto un'indagine su presunti crimini commessi durante l'invasione dell'Ucraina su richiesta di 39 Stati membri, tra cui la Svizzera, che hanno sottoscritto la procedura di attivazione, e dopo la richiesta della stessa Ucraina. A seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, il 28 febbraio scorso il procuratore della Corte penale internazionale (CPI), Karim Khan, ha annunciato il 28 febbraio che il suo ufficio avrebbe aperto un'indagine su possibili crimini di guerra legati al conflitto. Il procuratore ha dichiarato che l'indagine esaminerà gli eventi dal 2014 e, "data l'espansione del conflitto negli ultimi giorni", includerà "qualsiasi nuovo presunto crimine" commesso sul territorio dell'Ucraina che potrebbe rientrare nella giurisdizione della CPI. Alla luce delle gravi violazioni dei diritti umani e del mancato rispetto del diritto internazionale, il nostro paese deve sostenere tutti gli sforzi internazionali per far sì che i responsabili di questi crimini di guerra siano chiamati a rispondere dei loro atti.
Chiedo quindi al Consiglio federale:
1. In che modo la Svizzera sostiene la CPI nell'indagare sui crimini di guerra commessi dai responsabili dell'aggressione russa?
2. II Consiglio federale mette a disposizione della CPI le competenze della Direzione del diritto internazionale pubblico e della Divisione del diritto penale internazionale del Ministero pubblico della Confederazione?
3. Cosa sta facendo la Svizzera per far progredire le indagini sui crimini di guerra commessi dai responsabili dell'aggressione russa?
4. La Svizzera si impegna nelle cosiddette "fact finding missions" e garantisce cosi che quanto avviene nella guerra in Ucraina, già potenzialmente rilevante per il diritto penale, sia sistematicamente documentato e messo a disposizione della CPI?
5. Come si sono sviluppati negli ultimi anni i contributi finanziari della Svizzera alla CPI e ad altri tribunali penali internazionali?
6. Come si adopererà la Svizzera per rafforzare la giustizia penale internazionale nel contesto del seggio al Consiglio di sicurezza dell'ONU?
Stellungnahme des Bundesrates
1) e 3) Il 2 marzo 2022 la Svizzera, insieme ad altri 40 Stati, ha deferito la situazione in Ucraina alla Corte penale internazionale (CPI), che ha così potuto avviare immediatamente un'indagine. Nell'incontro di alto livello organizzato il 24 marzo 2022 dal Regno Unito, il segretario di Stato supplente del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha ribadito il sostegno della Svizzera alla CPI. La Svizzera collabora già con la CPI, soprattutto nel settore dell'assistenza giudiziaria, ed è pronta a farlo anche per la situazione in Ucraina. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha istituito una task force sull'Ucraina e sulla Russia che si concentra, tra le altre cose, sul diritto penale internazionale ed è in contatto con la CPI. In collaborazione con la fedpol e con la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), l'MPC ha adottato misure per raccogliere e mettere al sicuro eventuali informazioni e prove sui crimini internazionali.
2) La CPI dispone già delle competenze necessarie. L'MPC è disponibile a fornire il suo contributo, se necessario, nei limiti del quadro giuridico in vigore. La Direzione del diritto internazionale pubblico utilizza le sue competenze per fare in modo che la Svizzera, in veste di Stato parte, sostenga al meglio la CPI. La Svizzera ha già messo a disposizione della CPI un inquirente esperto di questioni finanziarie e, su richiesta della Corte, il DFAE le invierà altri due esperti o esperte. La Svizzera continua inoltre a sostenere l'organizzazione intergovernativa "Justice Rapid Response", che mette a disposizione competenze specialistiche per il trattamento delle atrocità.
4) A titolo di esempio, la Svizzera si è adoperata per la creazione di una commissione d'inchiesta da parte del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite e per l'attivazione del meccanismo investigativo dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Questi due strumenti d'indagine raccolgono prove dei crimini di guerra commessi in Ucraina e le mettono a disposizione delle autorità di perseguimento penale nazionali e internazionali, come la CPI. La Svizzera sostiene inoltre la missione di monitoraggio dei diritti umani dell'ONU (UN Human Rights Monitoring Mission) in Ucraina e anche gli sforzi profusi a livello locale per documentare i crimini di guerra in generale, ma anche specificatamente la violenza sessuale e di genere.
5) Il budget della CPI viene deciso ogni anno dagli Stati parte. In qualità di Stato contraente dello Statuto di Roma, la Svizzera corrisponde alla CPI un contributo obbligatorio. I contributi obbligatori sono calcolati sulla base del budget della CPI stabilito e della chiave di ripartizione dell'ONU. Fino al 2020 il budget della CPI è aumentato di circa il due per cento, mentre nel 2021 non vi è stato alcun aumento. Per il 2022 è stato aumentato di circa il quattro per cento; il contributo della Svizzera è stato di quasi 3,3 milioni di euro.
6) La Svizzera si adopererà a favore della giustizia penale internazionale nell'ambito di prese di posizione e negoziati. Se necessario, sosterrà il deferimento di situazioni alla CPI da parte del Consiglio di sicurezza e la creazione di meccanismi di responsabilità imparziali. Esorterà infine i membri dell'ONU e, in particolare, del Consiglio di sicurezza a collaborare con la CPI e a ratificare lo Statuto di Roma.
Risposta del Consiglio federale.