22.3364 · Mozione · 2022-03-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di accordare al Fondo di garanzia e agli altri istituti di garanzia del settore svizzero dei viaggi un aiuto temporaneo sotto forma di fideiussione o di garanzia di credito, in modo da consentire la funzionalità di un sistema collaudato per rimborsare i clienti e da permettere a questi istituti di far pienamente fronte alle pretese della clientela in caso di fallimento dovuto alla crisi di coronavirus.
Begründung
La legge federale del 18 giugno 1993 concernente i viaggi "tutto compreso" (RS 944.3) esige che l'organizzatore o il venditore contraente garantisca il rimborso degli importi pagati e il viaggio di ritorno del consumatore in caso d'insolvenza o di fallimento. Il settore delle agenzie di viaggio ha pertanto istituito di propria iniziativa la Fondazione del fondo di garanzia legale del settore svizzero dei viaggi (Fondo di garanzia) per indennizzare i viaggiatori in caso di fallimento dell'operatore turistico e soddisfare così i requisiti previsti dalla suddetta legge. Negli ultimi anni sono stati creati altri fondi di garanzia molto più piccoli (Travel Professional Association, Swiss Travel Security, FAIR Reisegarant, Reisegarantie-Stiftung der Universal Flugreisen AG). La finalità di queste organizzazioni è di risarcire i clienti delle agenzie di viaggi, e non le agenzie stesse, in caso di fallimento. I beneficiari sono quindi i consumatori finali e non il settore dei viaggi, anche se un tale meccanismo di garanzia è indispensabile per il buon funzionamento del settore.
Questo sistema privato di garanzia a favore dei clienti si è finora dimostrato efficace. Dalla sua costituzione, il solo Fondo di garanzia ha erogato 19 milioni di franchi per indennizzare più di 25 000 clienti. Tutti i casi d'insolvenza hanno potuto essere trattati senza restrizioni né interventi statali, oltre che a costi molto bassi per gli standard internazionali, perché i fondi svizzeri non perseguono scopi di lucro.
Il Fondo di garanzia e più in generale il sistema di garanzia sono stati istituiti in un momento in cui il settore dei viaggi non era ancora solito confrontarsi con modelli commerciali disruptive. Oggi questo settore è in pieno mutamento e quasi tutte le aziende sono state indebolite dalla crisi di coronavirus. Tutto fa presumere che nei prossimi anni i vari fondi saranno esposti a un maggior rischio di perdite. Sulla base di analisi approfondite e calcoli di probabilità, il Fondo di garanzia è ad esempio giunto alla conclusione che le riserve rimanenti e l'evoluzione prevista per i prossimi anni rendano necessarie misure correttive. Risulta pertanto indispensabile sostenere finanziariamente il Fondo di garanzia, di gran lunga il principale operatore del mercato. A tal fine il consiglio di fondazione del Fondo di garanzia ha definito con il settore dei viaggi un nuovo modello di finanziamento, entrato in vigore il 1° gennaio 2022, che aumenterà significativamente le risorse del Fondo. L'obiettivo è arrivare a una dotazione di 40-60 milioni di franchi per poter coprire in modo credibile i rischi identificati. Anche con questo nuovo modello di finanziamento, tuttavia, non sarà possibile raggiungere in tempi brevi un livello di capitale così solido. A seconda del numero di fallimenti e dell'evoluzione del fatturato del settore, ci vorranno da 5 a 10 anni perché il Fondo di garanzia possa accumulare le riserve necessarie. Vi è quindi il rischio che importanti perdite destabilizzino l'intero sistema prima che venga raggiunto l'importo auspicato.
Il Fondo di garanzia continuerà a essere finanziato esclusivamente dai contributi dei suoi membri, senza alcun costo per lo Stato. Gestisce inoltre il rischio attraverso rigorosi controlli della solvibilità e tramite la propria riassicurazione. I nuovi adeguamenti già definiti e introdotti permetteranno al Fondo di ricostituire il proprio patrimonio e di svolgere pienamente i suoi compiti. Tuttavia, per poter mantenere la necessaria capacità d'azione e stabilità mentre si rifinanzia, ha temporaneamente bisogno dell'aiuto dello Stato, sotto forma di una fideiussione o di una garanzia di credito, nell'eventualità in cui il Fondo stesso o un altro istituto di garanzia del settore dovesse contrarre un credito. Altri Paesi europei (come la Germania) hanno già introdotto soluzioni simili per proteggere i consumatori.
La garanzia statale deve unicamente assicurare che i consumatori siano rimborsati in caso di fallimento, anche qualora il Fondo non disponga di sufficienti risorse, e può prevedere che la Confederazione riscuota in cambio un'indennità e che abbia un diritto di rimborso nei confronti del Fondo se viene attivata la garanzia.
Il crollo di questo sistema di garanzia non sarebbe nell'interesse né dei clienti né del settore dei viaggi, e ovviamente non contribuirebbe alla certezza del diritto. Del resto, non si intravedono alternative al Fondo di garanzia. L'esperienza e le scelte fatte da altri Paesi hanno dimostrato che il ricorso ad assicuratori privati non sarebbe un'opzione valida (costi elevati, mancanza d'interesse).
Un aiuto accordato dallo Stato ai fondi di garanzia costituirebbe un importante complemento alle misure già adottate per sostenere direttamente il settore dei viaggi e consentirebbe di assicurare in tempi rapidi l'applicazione della legge concernente i viaggi "tutto compreso" e delle sue disposizioni sulla protezione dei consumatori. Permetterebbe inoltre di aumentare la fiducia dei clienti e di accelerare la ripresa del settore dei viaggi e, in definitiva, rafforzerebbe l'efficacia delle numerose misure pubbliche adottate per sostenerlo (crediti COVID, aiuti per i casi di rigore, lavoro ridotto).
Come indicato all'inizio, il Fondo di garanzia e altri istituti simili del settore svizzero dei viaggi si impegnano esclusivamente nei confronti dei consumatori. Tenuto conto di questa realtà e della volontà dimostrata dal settore di superare la crisi adottando le necessarie misure di ristrutturazione e risanamento, un sostegno della Confederazione, destinato a ridurre i rischi per i consumatori, appare necessario e giustificato.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole che anche il settore dei viaggi risente della crisi di coronavirus. Ad esempio i provvedimenti delle autorità, come le norme sulla quarantena e la chiusura delle frontiere, hanno avuto un forte impatto sulle offerte e sulle attività delle agenzie di viaggio.
Al fine di tutelare i consumatori, ai sensi della legge federale concernente i viaggi tutto compreso l'organizzatore ha il dovere di garantire il rimborso degli importi pagati e il viaggio di ritorno del consumatore in caso d'insolvenza o di fallimento. Questa disposizione compensa uno squilibrio nei contratti stipulati con i consumatori, che a volte pagano anticipi consistenti quando prenotano un viaggio. Secondo il Consiglio federale, il sistema delle garanzie organizzate e finanziate dal settore dei viaggi ha dimostrato la sua validità.
Il Consiglio federale accoglie pertanto con favore che la "Fondazione del fondo di garanzia legale del settore svizzero dei viaggi" si prefigga di ritrovare un solido livello di capitale con un modello di finanziamento adeguato, per onorare i propri impegni. Se tuttavia, nonostante un aumento delle tasse, vi fosse il rischio che il Fondo di garanzia non possa coprire le inadempienze più gravi, spetterebbe comunque al settore dei viaggi adottare ulteriori misure, come una maggiorazione dei prezzi e delle tasse oppure la copertura da parte di assicuratori privati, per ottemperare agli obblighi legali degli organizzatori di viaggi.
La Confederazione ha attenuato le conseguenze economiche della crisi sanitaria in particolare mediante l'indennità per lavoro ridotto, le indennità per perdita di guadagno COVID-19, i prestiti COVID-19 e gli aiuti per i casi di rigore. Queste misure si prefiggono di fornire un supporto mirato alle aziende che sono state, e sono tuttora, più duramente colpite. Anche le agenzie di viaggio beneficiano di queste misure: quando le prenotazioni sono precipitate, gran parte dei salari è stata coperta dall'assicurazione contro la disoccupazione oppure, nel caso dei lavoratori indipendenti, dalle indennità per perdita di guadagno COVID-19. Grazie agli aiuti per i casi di rigore, le aziende godono di un sostegno con generosi contributi a fondo perduto, già dalla fine del 2020 e fino all'estate 2022 al più tardi, per attenuare in particolare il calo del fatturato. Dallo scoppio della crisi sanitaria fino alla fine di marzo 2022, il settore dei viaggi ha beneficiato complessivamente di circa 320 milioni di franchi per i casi di rigore.
Se lo Stato concedesse una fideiussione al Fondo di garanzia del settore svizzero dei viaggi o un'altra garanzia, trasferirebbe di fatto il rischio di copertura al contribuente, il che equivarrebbe in definitiva a utilizzare il denaro dei contribuenti per adempiere un compito privato. Ciò comporterebbe peraltro un nuovo compito per la Confederazione, che richiederebbe un'apposita base legale. Il Consiglio federale ritiene che un finanziamento statale di questo tipo per garantire i viaggi di vacanza prenotati a titolo privato, non è adeguato.
Alla luce di quanto sopra, il Consiglio federale ritiene inopportuno dare seguito a quanto richiesto dalla mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.