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22.3545 · Mozione · 2022-06-07

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adattare le basi giuridiche e l'ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2, in particolare l'allegato 9, in modo tale che le quantità assegnate per le "emissioni di CO2 gratuite" nel 2022 non vengano ridotte rispetto al 2021, come previsto, ma rimangano al livello attuale.

Begründung

Il sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) è uno strumento di gestione delle quantità basato sul principio del "cap and trade". Nel sistema c'è un limite massimo di diritti di emissione disponibili ("cap") che diminuisce di anno in anno. I diritti di emissione vengono in parte assegnati a titolo gratuito e in parte messi all'asta. I partecipanti al SSQE, circa 100 aziende svizzere (ad es. dell'industria cartaria, chimica e siderurgica), devono coprire ogni anno le loro emissioni con diritti di emissione. I diritti di emissione sono negoziabili liberamente ("trade") e possono essere utilizzati per coprire le proprie emissioni o vendute ad altri partecipanti al sistema SSQE.

Tenuto conto dei prezzi dell'energia estremamente elevati a causa del conflitto in Ucraina, occorre sgravare i partecipanti al SSQE; secondo l'industria, infatti, la minaccia principale è costituita dall'energia primaria. Un esempio pratico tratto da un'azienda svizzera che illustra l'urgenza è quello del produttore svizzero di zucchero, la Schweizer Zucker AG (SZU), un'impresa ad alta intensità energetica. Si tratta dell'unica azienda in Svizzera che trasforma la barbabietola da zucchero e che rifornisce il mercato svizzero di zucchero e dei mangimi che ne derivano. La situazione dei prezzi dell'energia primaria (in particolare del gas naturale) si è già deteriorata in modo minaccioso: se in queste condizioni quadro sulla base dei costi dell'energia primaria del 2021 si sarebbero dovuti sostenere costi totali pari a circa 11,5 milioni di franchi (55 CHF/MWh nel mix energetico gas naturale/olio da riscaldamento extraleggero), per il quarto e decisivo trimestre del 2022 i costi specifici dell'energia superano attualmente i 100 CHF/MWh, ossia quasi il doppio (21 mln CHF). A titolo di confronto, nel 2020 detti costi erano pari a solo 30 CHF/MWh circa (ossia ca. 6,3 milioni di CHF se si applica il fabbisogno energetico di cui sopra). Nel 2021 l'impresa ha acquistato 6200 certificati (pari alla stessa quantità di emissioni di CO2 non limitate) al prezzo di 540 000 CHF (prezzo medio per certificato: 86,5 CHF). Nel 2022, secondo lo stesso schema, per la compensazione nel SSQE devono essere acquistati altri 12 500 certificati al prezzo di circa 1,1 milioni di CHF. Se nel 2022 le quantità assegnate per le "emissioni di CO2 a titolo gratuito" non venissero, come previsto, ridotte rispetto al 2021, bensì lasciate al livello attuale, a parità di costi di acquisto dei certificati si potrebbero risparmiare almeno 1,05 milioni di franchi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dal 2020 il sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE) della Svizzera è collegato a quello dell'UE. Il relativo accordo bilaterale si basa sul principio di equivalenza: per prevenire distorsioni della concorrenza, i due sistemi devono essere sviluppati con lo stesso rigore. Alle imprese che vi partecipano viene assegnata una determinata quantità di diritti di emissione gratuiti. Determinanti sono i cosiddetti parametri di riferimento, che rappresentano quindi un elemento cruciale per quanto riguarda l'equivalenza. In Svizzera, detti parametri sono fissati nell'allegato 9 dell'ordinanza sul CO2 (RS 641.711). Con la modifica del 24 novembre 2021 dell'ordinanza, il Consiglio federale ha adeguato a inizio 2022 i parametri di riferimento ai valori applicati nell'UE dall'inizio del 2021. Se la Svizzera dovesse nuovamente applicare i vecchi parametri, violerebbe il principio di equivalenza. Inoltre, le deroghe per singoli settori potrebbero essere concesse solo a parità di condizioni con l'UE. Il Consiglio federale non è al momento a conoscenza di sforzi da parte della Commissione europea volti ad allentare le regole di assegnazione a seguito della guerra in Ucraina.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.