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Prezzi dell'energia. Per un'indennità annuale contro il caro energia che riduca la pressione finanziaria sui nuclei familiari più vulnerabili

22.3571 · Mozione · 2022-06-09

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di introdurre un'indennità annuale contro il caro energia per ridurre la pressione finanziaria sui nuclei familiari più vulnerabili data dall'aumento dei prezzi dell'energia.

Begründung

Dall'inizio del 2021 i prezzi dell'energia in Svizzera hanno subito un forte aumento. Secondo l'indice nazionale dei prezzi al consumo, l'aumento dei prezzi su base annua è stato del 26 % per i carburanti, del 39 % per il gas, del 76 % per l'olio da riscaldamento e del 2 % per l'energia elettrica.

Ad aprile l'inflazione corrispondeva al 2,9 %: si tratta di un valore sì inferiore a quello dei Paesi europei, ma che resta comunque quattro volte superiore all'inflazione annua del 2021 (0,6 %). Circa la metà del valore dell'inflazione attuale è da ricondurre all'aumento dei prezzi dell'energia. È quindi molto probabile, vista l'evoluzione della situazione internazionale, che i prezzi dell'energia continueranno a salire, e di conseguenza anche l'inflazione.

Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, un nucleo familiare con un reddito lordo inferiore a 4530 franchi spende in media quasi l'8% del proprio reddito disponibile per riscaldamento e acqua calda. L'aumento dei prezzi dell'energia si ripercuote quindi non solo sui ceti popolari ma anche sulla classe media, indipendentemente dal fatto che si tratti di proprietari o inquilini. La condizione di questi ultimi è tuttavia delicata, in quanto non dispongono di nessuna leva che permetta loro di risanare le loro abitazioni e abbassare le bollette dell'energia.

Alla luce di un aumento medio di 60 franchi per 100 litri di gasolio, si stima che i costi aggiuntivi per gli inquilini di un appartamento di quattro locali all'interno di un edificio male isolato ammontino a 1200 franchi all'anno. Questo è il caso per esempio di molti immobili costruiti tra gli anni Settanta e Ottanta e non ancora ristrutturati.

Per far fronte a questa spesa aggiuntiva per i nuclei familiari, l'introduzione di un'indennità annuale personale contro il caro energia è giustificata.

Questa indennità potrebbe essere introdotta entro giugno 2023, quando tutti gli inquilini riceveranno i primi conguagli che integrano per intero l'aumento dei prezzi derivante dalla guerra in Ucraina.

Il pagamento dell'indennità può essere effettuato senza lungaggini burocratiche attraverso il sistema già esistente di riduzione dei premi per l'assicurazione malattia, che può essere indirizzato alle persone con un reddito modesto o più in generale alla classe media, a seconda delle scelte politiche. Questa soluzione permetterebbe eventualmente anche ai Cantoni che lo desiderano di diventare contribuenti complementari.

Il Consiglio federale ha attualmente istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale per esaminare quali misure possano o debbano essere adottate per far fronte alla pressione finanziaria con cui i nuclei familiari dovranno confrontarsi in seguito all'aumento dell'inflazione e dei prezzi dell'energia. È nel contesto di questi lavori che andrà integrata la possibilità di un'indennità.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il prezzo dell'energia ha subìto un forte aumento a livello globale, senza risparmiare la Svizzera. L'inflazione, tuttavia, resta moderata rispetto ad altri Paesi: nel luglio del 2022 era del 3,4%, 5 punti percentuali in meno rispetto all'eurozona. I motivi sono due: i nuclei familiari svizzeri spendono meno per l'energia e l'economia è più efficiente dal punto di vista energetico.

Le attuali stime sul rincaro emesse da diversi istituti per il 2022 si aggirano attorno a poco più del 2,5 per cento, mentre ci si attende un rincaro medio nuovamente inferiore nel 2023.

Si prevede un proseguimento della ripresa economica post-pandemica, seppure in misura più moderata rispetto a quanto pronosticato prima della guerra in Ucraina.

La Banca nazionale svizzera (BNS) ha il compito di garantire la stabilità dei prezzi. A tal fine dispone di strumenti efficaci. In seguito alla revisione della politica economica e monetaria del 16 giugno 2022 ha innalzato il tasso guida a -0,25% (+50 punti base) per contrastare l'aumento della pressione inflazionistica.

Il Consiglio federale è assolutamente consapevole delle sfide poste dal rincaro dei prezzi dell'energia e in particolare dalle conseguenze finanziarie dell'aumento dei costi di riscaldamento per le persone che si trovano in una situazione economica difficile. Tuttavia, alla luce delle conclusioni cui è giunto il gruppo di lavoro interdipartimentale del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) e del Dipartimento federale delle finanze (DFF), istituito ad hoc, in questo momento non ritiene che siano necessari provvedimenti urgenti.

L'andamento dei prezzi rimane in ogni caso volatile e gli ulteriori sviluppi sono incerti. Il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DEFR (SECO) di esaminare in maniera approfondita, in collaborazione con il DFI (UFSP, UFAS), il DATEC (UFAM, UFE, EICom) e il DFF (AFF, AFC), la necessità di intervenire in merito a varie misure di attenuazione a livello di politica sociale, tenendo conto dell'ulteriore evoluzione dei prezzi, dell'inflazione e dei salari nonché degli strumenti già in uso presso i Cantoni e i Comuni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.