22.3661 · Interpellanza · 2022-06-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Secondo l'Obsan, l'Osservatorio svizzero della salute, in Svizzera nel periodo compreso tra il 2010 e il 2019 soltanto una quota che si situa tra il 2,2 e il 2,7 per cento dei costi complessivi del sistema sanitario è confluita nella promozione della salute e nella prevenzione. Nel corso del decennio questa quota è stata persino tendenzialmente in calo. Confederazione, Cantoni e Comuni sostengono da un quarto a un terzo delle spese, le assicurazioni sociali ne finanziano quasi un quinto.
La Svizzera occupa pertanto una posizione molto arretrata nella classifica dei Paesi dell'OCSE: Paesi europei con un sistema sanitario di qualità elevata paragonabile, come la Germania, i Paesi Bassi o la Finlandia, spendono in parte per la promozione della salute e la prevenzione una percentuale significativamente più elevata dei costi sanitari. La Svizzera potrebbe beneficiare delle esperienze di questi Paesi.
Per questo motivo, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali basi legali nazionali permettono ai tre Paesi summenzionati di finanziare la promozione della salute e la prevenzione?
2. In quali prestazioni, attività e progetti concreti confluiscono i fondi per la promozione della salute e la prevenzione in questi tre Paesi?
3. Sarebbe possibile introdurre e integrare le basi legali e i criteri di attribuzione di questi tre Paesi nel quadro delle basi legali attualmente vigenti in Svizzera?
4. In caso contrario, quali adeguamenti sarebbero necessari a livello di legge e/o ordinanza federale?
Stellungnahme des Bundesrates
1-4. Nel 2012, il Parlamento ha respinto la legge sulla prevenzione (LPrev; FF 2009 6151), che si proponeva di migliorare la gestione strategica, il coordinamento e l'efficienza delle misure di prevenzione, promozione della salute e diagnosi precoce. La Svizzera è dunque sprovvista di una legge nazionale in materia di prevenzione. Diverse leggi federali contengono disposizioni che contribuiscono alla prevenzione e alla promozione della salute e che disciplinano il finanziamento di misure in questo ambito. La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10) prevede in particolare di creare un'istituzione incaricata di stimolare, coordinare e valutare misure atte a promuovere la salute e a prevenire le malattie. Questo compito è svolto dalla fondazione Promozione Salute Svizzera, le cui attività sono finanziate prelevando un supplemento sui premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
La prevenzione delle dipendenze e le relative fonti di finanziamento sono disciplinate in diverse leggi speciali, come la legge sugli stupefacenti (LStup; RS 812.121), la legge sull'alcool (LAlc; RS 680) o la legge sull'imposizione del tabacco (LImT; RS 641.31). Nel suo rapporto in adempimento del postulato Rechsteiner Paul 17.4076 (www.parlament.ch > Attività Parlamentare > Ricerca Curia Vista > 17.4076 Postulato "Prospettive della politica svizzera in materia di droghe" > Rapporto in adempimento dell'intervento parlamentare), il Consiglio federale ha rilevato che questa situazione ostacola l'attuazione di una politica di prevenzione più efficace e trasversale. Ha pertanto incaricato il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di vagliare, entro il 2025, la possibilità di elaborare una base legale per la prevenzione di tutte le forme di dipendenza, a prescindere dalla sostanza consumata.
Il Consiglio federale ritiene inoltre che le esperienze di altri Paesi, in particolari i modelli che si sono dimostrati efficaci, costituiscano una fonte di informazione appropriata per lo sviluppo della legislazione svizzera. Per poterne beneficiare al meglio è però necessaria un'analisi approfondita delle diverse legislazioni, dei loro effetti e delle eventuali possibilità d'applicazione in Svizzera. Nel quadro dell'incarico conferitogli dal Consiglio federale, il DFI prevede quindi di analizzare l'organizzazione e il finanziamento della prevenzione in altri Paesi. Saranno integrati nell'analisi gli Stati che presentano una situazione simile a quella svizzera o che dispongono di modelli particolarmente promettenti, come la Germania, la Finlandia e i Paesi Bassi. I risultati saranno presi in considerazione dal DFI.
Risposta del Consiglio federale.