22.3672 · Mozione · 2022-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Considerato l'allarmante aumento dei prezzi dell'energia, il Consiglio federale è incaricato di introdurre un tetto alle spese accessorie in modo da stabilizzare il potere d'acquisto svizzero. Questa misura è volta a proteggere gli inquilini dal rincaro del petrolio e del gas impedendo alle spese di riscaldamento di aumentare di oltre il 30 per cento rispetto al loro importo consueto. I proprietari di immobili i cui inquilini ricevono un sostegno finanziario a causa degli elevati prezzi delle energie fossili saranno obbligati a dotarsi di un rapporto CECE Plus entro la fine del 2023 (analisi dello stato energetico dell'edificio, comprese le misure di ristrutturazione fra cui la sostituzione del sistema di riscaldamento, con calcolo completo dei costi per tutta la durata di vita dell'edificio).
Begründung
L'aggressione militare di Putin all'Ucraina sta facendo lievitare i prezzi del gas naturale, del petrolio e di altre materie prime. Soprattutto per gli inquilini che non hanno un reddito elevato l'incremento delle spese accessorie può diventare un onere notevole. Il rincaro dei prezzi del petrolio e del gas ha infatti un forte impatto soprattutto sui costi di riscaldamento. Con un reddito lordo inferiore a 4530 franchi mensili, in media quasi l'8 per cento del reddito disponibile di un nucleo familiare è destinato alle spese accessorie per il riscaldamento e l'acqua calda. Mentre i proprietari immobiliari possono investire, anche grazie agli aiuti pubblici, in sistemi di riscaldamento sostenibili per ridurre le spese accessorie e aumentare la loro indipendenza energetica, gli inquilini non hanno la possibilità di ridurre tali costi attraverso investimenti ecologici in sistemi sostenibili. Chi vive in affitto è in balìa delle decisioni dei propri locatori, che a loro volta sono poco incentivati a investire, dato che le spese accessorie sono completamente a carico degli inquilini.
Questi ultimi non hanno pertanto la possibilità di adeguare il loro comportamento all'aumento dei prezzi. Come misura immediata, le economie domestiche in locazione devono essere protette dai rialzi dei prezzi dell'energia che comportano un sovrapprezzo di oltre il 30 per cento delle spese di riscaldamento. Il valore di riferimento può essere costituito ad esempio dagli importi degli ultimi tre anni. L'implementazione deve essere modellata sulle misure di stabilizzazione economica adottate per le aziende private durante la pandemia di COVID-19.
La situazione che stiamo attraversando dimostra che dobbiamo accelerare la nostra indipendenza dalle energie fossili. Per tutelare la popolazione dall'aumento dei prezzi dell'energia, dobbiamo rendere il nostro approvvigionamento energetico meno dipendente dall'estero. In Svizzera quasi due terzi di tutti gli edifici sono riscaldati a olio o a gas (Danimarca 31%, Svezia 6%). La transizione ecologica del patrimonio edilizio svizzero deve essere dunque accelerata. A tal fine, i locatori i cui inquilini necessitano di un sostegno finanziario a causa degli elevati prezzi dell'energia fossile dovranno essere obbligati a dotarsi di un CECE Plus entro la fine del 2023. Il certificato energetico cantonale degli edifici (CECE) analizza lo stato energetico dell'edificio; nel caso del CECE Plus vengono anche calcolate tre misure di ristrutturazione, compresa la sostituzione del riscaldamento, con il calcolo completo dei costi per la durata di vita dell'edificio. Questa misura di lieve entità creerà maggiore trasparenza dei prezzi e garantirà la veridicità dei costi incoraggiando al contempo gli investimenti privati.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
I prezzi dell'energia sono saliti notevolmente a livello internazionale provocando un aumento generalizzato dell'inflazione, che in Svizzera rimane però moderata rispetto ad altri Paesi. A luglio 2022, infatti, era del 3,4 per cento, ossia circa 5 punti percentuali al di sotto del valore registrato nella zona euro. Ciò è dovuto al fatto che le famiglie svizzere spendono meno per l'energia e che la nostra economia è efficiente dal punto di vista energetico. Vari istituti prevedono per l'intero 2022 un tasso del 2,5 per cento in Svizzera, mentre nel 2023 l'inflazione dovrebbe nuovamente diminuire su base media annua. Inoltre, la ripresa economica dopo la crisi COVID dovrebbe proseguire, anche se a un ritmo più lento di quello previsto prima della guerra in Ucraina.
In generale, la Banca nazionale svizzera (BNS) è la garante della stabilità dei prezzi e dispone di strumenti efficaci per contrastare un eventuale ulteriore incremento dell'inflazione nel nostro Paese. In occasione dell'esame della situazione economica e monetaria del 16 giugno, la BNS ha aumentato il tasso guida di 50 punti base, portandolo a -0,25 per cento per contrastare l'aumento della pressione inflazionistica. Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate al rincaro dell'energia. Sulla base delle conclusioni del gruppo di lavoro interdipartimentale del DATEC, del DEFR e del DFF, per il momento non ritiene però necessario adottare misure urgenti.
Tuttavia, l'andamento dei prezzi continua a essere volatile e il futuro rimane incerto.
Il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DEFR (SECO) di esaminare in maniera approfondita, in collaborazione con il DFI (UFSP, UFAS), il DATEC (UFAM, UFE, EICom) e il DFF (AFF, AFC), la necessità di intervenire in merito a varie misure di attenuazione a livello di politica sociale, tenendo conto dell'ulteriore evoluzione dei prezzi, dell'inflazione e dei salari nonché degli strumenti già in uso presso i Cantoni e i Comuni.
In ogni caso, l'imposizione di un tetto massimo da applicare ai costi accessori nei casi in cui il loro aumento superi il 30 per cento gioverebbe non solo agli inquilini meno abbienti, ma anche a quelli ad alto reddito. La misura si applicherebbe quindi a una cerchia molto ampia di beneficiari, con notevoli costi aggiuntivi per la Confederazione che, per finanziare il tetto massimo, dovrebbe effettuare tagli in altri settori.
Per quanto riguarda la proposta di associare tale misura al rilascio di un CECE Plus, va sottolineato che, in base all'articolo 89 capoverso 4 della Costituzione federale (Cost.), la definizione di un obbligo in tal senso è di competenza dei Cantoni.
È quanto emerge da un corrispondente rapporto dell'Ufficio federale delle abitazioni, di cui il Consiglio federale ha preso atto il 13 maggio 2015 (UFAB, https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/39393.pdf, disponibile in tedesco e in francese). L'attuazione e il controllo del rispetto di tale obbligo comporterebbero inoltre un onere amministrativo sproporzionato rispetto ai benefici.
La Confederazione e i Cantoni dispongono da tempo di diverse misure per promuovere la sostituzione dei sistemi di riscaldamento. Negli ultimi tre anni è stato osservato un forte aumento nel settore della sostituzione degli impianti di riscaldamento, soprattutto nell'ambito del Programma Edifici. I fattori limitanti per un cambio più rapido sono attualmente la scarsa disponibilità di impianti e di manodopera qualificata. Inoltre la nuova legge sul CO2 e la nuova legge federale sugli obiettivi di protezione del clima, presentata come controprogetto indiretto all'iniziativa popolare federale "Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)", prevedono rispettivamente 40 e 200 milioni di franchi all'anno per la sostituzione dei sistemi di riscaldamento fossili ed elettrici.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.