Domande relative al parere del Consiglio federale del 4 maggio 2022 in risposta all'interpellanza 22.3213 riguardante la differenziazione tra politica delle colonie di popolamento e procedimenti giudiziari
22.3709 · Interpellanza · 2022-06-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale ribadisce di non voler prendere posizione su singoli casi di proprietà. Il diritto privato non ha nulla a che vedere né con l'annessione né con il diritto internazionale umanitario.
1. Il Consiglio federale intenderà quindi astenersi dal prendere posizione sul caso (non ancora chiuso) Sheikh Jarrah (e simili), come auspicato nel comunicato stampa del DFAE del 9 maggio 2021?
2. In futuro, il Consiglio federale prenderà in considerazione anche il punto di vista di Israele anziché limitarsi ai rapporti unilaterali dell'ONU?
3. Quando il Consiglio federale ha condannato pubblicamente e per iscritto l'esistenza della Carta dell'OLP - mai rivista malgrado gli accordi di Oslo - il cui obiettivo è l'annientamento di Israele?
Begründung
1. e 2. Il Consiglio federale conferma ancora una volta di non voler prendere posizione su singoli casi di proprietà. Questi non riguardano né la Carta dell'ONU né il diritto internazionale umanitario. Di conseguenza, il comunicato stampa del DFAE del 9 maggio 2021 non è corretto sotto un aspetto importante. Con la sua dichiarazione sul caso Sheikh Jarrah - che dopotutto non è un caso isolato - il Consiglio federale ha infatti preso posizione direttamente su una questione relativa ai diritti di proprietà (diritto privato). Un'altra critica è rivolta alla palese unilateralità della fonte informativa del DFAE, ossia l'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari OCHA. La Svizzera ha così appoggiato ancora una volta rapporti unilaterali contro Israele.
3. Le prese di posizione pubblicate dall'OCHA, facente parte dell'ONU, si rivelano spaventosamente anti-israeliane e quindi prive di credibilità. L'OCHA descrive il caso Sheikh Jarrah in modo distorto e fuorviante, sposando appieno l'ottica palestinese. Inoltre, riporta informazioni di ONG anti-israeliane e finanzia ONG legate al Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP).
Sono considerati ostili a Israele anche l'ex relatore speciale dell'ONU Michael Lynk e l'attuale relatrice speciale Francesca Albanese, che di recente ha paragonato la questione palestinese - di cui gli Arabi si sono resi responsabili nel 1948 - con l'Olocausto.
4. La Carta dell'OLP, mai rivista nonostante gli accordi di Oslo, si pone come obiettivo l'annientamento di Israele. È quindi assurdo considerare credibili le dichiarazioni dell'OLP/di Fatah oppure di Hamas, anche se firmate da Arafat, che riconoscono lo Stato di Israele. La Palestina deve essere "liberata da Israele", si legge. Da qui anche il terrorismo permanente di Fatah e Hamas contro il popolo ebraico.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Come indicato nelle sue precedenti risposte, il Consiglio federale non si esprime su singoli casi che rientrano nella sfera di competenza del diritto privato. Ricorda inoltre che il diritto internazionale pubblico vieta le annessioni e che Gerusalemme Est, dove si trova il quartiere in questione, è occupata. La Svizzera riconosce lo Stato di Israele all'interno dei suoi confini del 1967.
2. La Svizzera discute in via bilaterale con Israele in merito al rispetto del diritto internazionale pubblico. Inoltre, attraverso la sua rete diplomatica, monitora anche in modo indipendente la situazione in loco.
3. Il Consiglio federale condanna sistematicamente gli appelli alla distruzione di Israele e invita tutte le parti ad astenersi da qualsiasi azione o retorica provocatoria. A titolo di esempio, nel comunicato stampa del 3 maggio 2018 ha condannato le osservazioni inaccettabili concernenti le ragioni dell'Olocausto e la legittimità di Israele formulate dal presidente palestinese Mahmud Abbas nel suo discorso in apertura del Consiglio nazionale palestinese.
Risposta del Consiglio federale.