22.3729 · Interpellanza · 2022-06-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il 4 ed il 5 luglio si terrà a Lugano la cosiddetta Conferenza per la ricostruzione dell'Ucraina.
Essa implicherà la mobilitazione di migliaia di persone (militari, forze dell'ordine) per garantire la sicurezza dell'evento.
La città di Lugano, i suoi abitanti e le sue attività economiche subiranno enormi disagi sull'arco di vari giorni.
La conferenza sarà in effetti un summit unilaterale dell'Ucraina e dei suoi partner, in assenza della controparte russa: niente a che vedere, dunque, con i "buoni uffici" della Svizzera nella composizione dei conflitti armati.
Si tratterà, al contrario, di un'ulteriore retrocessione della nostra neutralità, la quale ha ormai perso ogni credibilità a livello internazionale.
Nel meeting a senso unico, in cui si dibatterà di ricostruzione mentre con ogni probabilità sarà purtroppo ancora in corso una guerra di cui non si vede la fine, verranno certamente avanzate delle richieste di ingenti contributi per la ricostruzione dell'Ucraina. E magari si procederà pure alla spartizione di appalti.
La Svizzera, in quanto sede della Conferenza - i cui lavori sfoceranno nella redazione di un apposito documento - difficilmente potrà tirarsi indietro davanti a richieste di contributi.
Chiedo al Consiglio federale (CF):
- Quanto costerà alla Svizzera l'organizzazione della Conferenza sulla ricostruzione dell'Ucraina?
- Quale somma il CF mettere a disposizione per la ricostruzione dell'Ucraina?
- Come valuta il CF l'ipotesi, evocata anche dall'ex CF Calmy-Rey, che a Lugano si discuterà anche della confisca dei beni degli oligarchi russi attualmente "congelati"? Come si posizionerà il CF su questo tema? Come valuta il CF, dal profilo della neutralità, l'opzione che eventuali decisioni di confisca figurino su un protocollo o dichiarazione che porta il nome di una città elvetica (Lugano)?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I dati sui costi effettivi della Ukraine Recovery Conference (URC2022) di Lugano saranno disponibili a fine anno, al termine della procedura contabile. Stando alle stime attuali, i costi dovrebbero ammontare a un massimo di 7-8 milioni di franchi, di cui circa la metà sono ascrivibili alla conferenza stessa, compresi gli stipendi, e l'altra metà alla sicurezza, a carico di Cantoni e Confederazione.
2. La conferenza di Lugano aveva l'obiettivo di compiere il primo passo nel processo di ricostruzione dell'Ucraina grazie a un ampio sostegno da parte di partner nazionali e internazionali e di concordare con quest'ultima importanti principi. Non era intesa come conferenza di Paesi donatori. La Dichiarazione di Lugano, approvata come documento finale, contiene i sette principi fondamentali della ricostruzione. Prevede, tra le altre cose, che la ricostruzione debba andare di pari passo con le riforme, la lotta alla corruzione, la trasparenza e la garanzia di una giustizia indipendente.
Il Consiglio federale ha stanziato 80 milioni di franchi per far fronte all'emergenza umanitaria in Ucraina e nella regione. A questo scopo, nel giugno del 2022 il Parlamento ha approvato un credito supplementare di 61 milioni di franchi, mentre i restanti 19 milioni provengono da fondi già esistenti.
Inoltre, la Segreteria di Stato dell'economia (SECO) ha firmato a Lugano due accordi, rispettivamente con la Banca Mondiale e con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), per un importo complessivo di 20 milioni di franchi. Entrambe le iniziative mirano a preservare le funzioni statali cruciali non militari, a coordinare il piano di riforme economiche con il programma di ricostruzione e a mantenere la competitività delle PMI.
3. A Lugano non si è discusso della confisca e del riutilizzo di valori patrimoniali appartenenti allo Stato russo, a imprese parastatali o a persone fisiche figuranti sull'elenco di sanzioni. Il Consiglio federale si esprime dettagliatamente sulla questione nelle sue risposte alla mozione 22.3455 del Gruppo socialista e al postulato 22.3452 Ryser, nelle quali spiega che la confisca di valori patrimoniali basata unicamente sui criteri di vicinanza allo Stato o di iscrizione in un elenco di sanzioni non rappresenta al momento un'opzione per sostenere la ricostruzione dell'Ucraina.
Risposta del Consiglio federale.