22.3807 · Interpellanza · 2022-06-17
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
1. Quali sono le misure previste per sostenere la Convenzione sulle armi biologiche nel quadro della strategia di controllo degli armamenti e di disarmo? 2. In che misura il Consiglio federale prevede di contribuire all'attuazione della Convenzione sulle armi biologiche come parte della Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo? 3. In che misura vengono esaminati o presi in considerazione i contributi del DDPS a sostegno della Convenzione sulle armi biologiche (in aggiunta a quelli del DFAE)? 4. Che cosa pensa il Consiglio federale del lancio di un programma nazionale di biosicurezza per la Svizzera?
Begründung
Il fatto che il Consiglio federale intenda rafforzare la Convenzione sulle armi biologiche è un'ottima notizia. Allo stesso tempo, però, l'Esecutivo respinge la mozione 22.3297 "Sostegno alla Convenzione sulle armi biologiche da parte della Svizzera" facendo riferimento al quadro multilaterale e alla Strategia di controllo degli armamenti e di disarmo 2022-2025.
In quest'ultima si ribadisce la volontà di "contribuire a consolidare il quadro istituzionale e gli strumenti della BTWC, per esempio con attività di rafforzamento della fiducia, di cooperazione e di assistenza". Negli ultimi decenni tale approccio multilaterale si è rivelato difficile. Questo è il motivo per cui l'UE o Paesi come la Germania sostengono l'applicazione della Convenzione sulle armi biologiche attraverso propri programmi. Per esempio, la Germania ne accompagna l'applicazione con un programma nazionale di sicurezza biologica che, per il periodo 2013-2019, prevedeva oltre 45 milioni di euro, e altri 17 milioni di euro per il periodo 2020-2022.
A titolo di raffronto, tra il 2018 e il 2021 la Svizzera ha versato alla Convenzione sulle armi biologiche contributi per un totale di 74 000 dollari, pari a circa 18 000 dollari all'anno: un contributo irrisorio se si considera l'importanza della questione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La Svizzera si adopera per un rafforzamento istituzionale della Convenzione sulle armi biologiche (BTWC). A tal fine promuove iniziative per affrontare sistematicamente il progresso scientifico e tecnologico e i suoi potenziali rischi, lo sviluppo di capacità nel settore delle misure per il rafforzamento della fiducia in altri Stati parte della Convenzione, il consolidamento delle misure di protezione dalle armi biologiche nonché il sostegno attivo al Meccanismo del Segretario generale dell'ONU per la verifica del presunto uso di armi chimiche e biologiche (UNSGM). Alla luce delle debolezze istituzionali della BTWC, questo meccanismo rappresenta uno strumento importante per mantenere il divieto internazionale delle armi biologiche. Inoltre, la Svizzera auspica colloqui su un protocollo aggiuntivo vincolante che tematizzi anche il sistema di verifica.
2 e 3. La Svizzera sostiene la BTWC da molti anni con iniziative e know-how di vari dipartimenti. Per rafforzare la BTWC il Consiglio federale prevede, oltre ai contributi obbligatori, prestazioni in natura e contributi legati a progetti nei settori menzionati. Nell'ambito delle misure per il rafforzamento della fiducia, le attività di sensibilizzazione ("outreach") finanziate dall'UE vengono arricchite dal know-how delle esperte e degli esperti del Laboratorio Spiez. Per affrontare sistematicamente le conseguenze degli sviluppi scientifici e tecnologici e per promuovere il dialogo, il Laboratorio Spiez organizza con il sostegno del DDPS e del DFAE la serie di conferenze "Spiez Convergence", di risonanza internazionale. Al fine di migliorare le capacità di analisi in caso di sospetto impiego di armi biologiche, la Svizzera sostiene gli sforzi internazionali con una serie di workshop presso il Laboratorio Spiez volti a creare una rete di laboratori per l'UNSGM e funge da coordinatrice del gruppo di amicizia del meccanismo.
4. Nell'ambito della biosicurezza, la Svizzera è già attiva su vari fronti. Per esempio l'UFSP è un membro attivo dell'"International Expert Group for Biosafety and Biosecurity Regulation", che sviluppa strumenti di riferimento per rafforzare la biosicurezza sul piano internazionale. Sono stati anche organizzati corsi di formazione per esperte ed esperti dei Paesi meno sviluppati. La Svizzera sostiene ulteriori sforzi anche nell'ambito del partenariato globale del G7, per esempio la "Biosecurity Signature Initiative to Mitigate Deliberate Biological Threats in Africa" (iniziativa per mitigare la minaccia biologica in Africa), cui partecipa anche il Laboratorio Spiez. A livello nazionale esiste dal 2009 un piano di studi sulla biosicurezza che offre corsi sul monitoraggio del rispetto delle misure di sicurezza nei laboratori. Il Consiglio federale ritiene che il lancio di un programma di biosicurezza non sia al momento necessario.
Risposta del Consiglio federale.