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22.3813 · Postulato · 2022-06-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare in un rapporto se le basi legali, le norme e le direttive vigenti per quanto concerne la qualità dell'aria interna siano sufficienti e quali regole vincolanti siano necessarie per disciplinare la materia a livello nazionale. Occorre in particolare esaminare quali norme andrebbero adeguate per rendere gli edifici a prova di epidemie. Il rapporto dovrà distinguere tra edifici abitativi e non abitativi (p. es. scuole, stabili commerciali, culturali e amministrativi, uffici).

Begründung

In media passiamo l'80-90 per cento del nostro tempo in spazi al chiuso, soprattutto a casa, al lavoro o a scuola. L'aria che respiriamo è dunque perlopiù interna e pertanto la sua buona qualità è cruciale per la nostra salute e il nostro benessere. In genere, però, risulta più nociva dell'aria esterna, dato che negli spazi interni vi sono numerosi fonti di inquinamento supplementari. Le sostanze tossiche contenute nei materiali edili e negli oggetti d'arredamento, le muffe, il radon proveniente dalle fondamenta e dalla sostanza architettonica, come pure le emissioni umane quali CO2, virus e batteri contaminano il clima dei locali. L'aria viziata riduce la concentrazione e la produttività. Sostanze pericolose nell'aria ambiente possono provocare malattie delle vie respiratorie e addirittura tumori o altre patologie gravi. Molte delle sostanze chimiche presenti negli spazi interni possono causare un malessere diffuso.

In Svizzera la qualità dell'aria esterna è disciplinata in dettaglio nell'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico, mentre manca una base legale esaustiva per quanto riguarda la qualità dell'aria interna e le sostanze nocive presenti negli spazi al chiuso. Ciò emerge anche dalle risposte del Consiglio federale a diversi interventi parlamentari inerenti alla qualità dell'aria ambiente. Le leggi, ordinanze e norme vigenti regolamentano unicamente aspetti parziali della questione. Alcune disposizioni relative al posto di lavoro sono contenute nell'ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro, ma non c'è una base legale che stabilisca valori limite generali applicabili alla qualità dell'aria interna e alle emissioni negli spazi al chiuso.

Con la pandemia di COVID-19 è cresciuta l'importanza di una buona qualità dell'aria ambiente. Gli aerosol emessi dalle persone possono accumularsi nei locali scarsamente ventilati e accrescere i rischi di una trasmissione del SARS-CoV-2. Le malattie infettive costituiscono una grossa sfida per la tecnica della costruzione. È pertanto importante verificare se le norme vigenti debbano essere integrate o adeguate al fine di rendere gli edifici a prova di epidemie.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel messaggio del 24 novembre 1999 concernente la legge sui prodotti chimici è stato illustrato nel dettaglio il quadro giuridico relativo al disciplinamento della qualità dell'aria all'interno di locali, in particolare per quanto riguarda la fissazione di valori limite vincolanti per le sostanze nocive (FF 2000 590, cfr. anche l'interrogazione Plattner 00.1059). Questa analisi del Consiglio federale mantiene la propria validità. Secondo l'articolo 29 della legge sui prodotti chimici (LPChim; RS 813.1), la Confederazione ha un mandato d'informazione sull'aria all'interno dei locali e può segnatamente fornire raccomandazioni per migliorare la qualità dell'aria dei locali interni.

Come indicato nelle risposte all'interpellanza Bäumle 21.3577 e alla domanda Suter 22.7527, il ricambio d'aria assume un'importanza centrale per la qualità dell'aria dei locali interni e in particolare per ridurre i rischi di trasmissione su distanze più grandi attraverso aerosol infettivi. Il ricambio d'aria all'interno dei locali è condizionato in massima parte dall'edificio e non può essere regolato in funzione delle disposizioni concernenti le diverse fonti delle sostanze chimiche nocive. Secondo il Consiglio federale, le norme vigenti sulle misure edili concernenti il ricambio d'aria e le disposizioni in materia di diritto sul lavoro (ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro, OLL 3; RS 822.113) sono sufficienti per garantire un ricambio d'aria adeguato negli edifici.

Le indagini condotte nel 2019 dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sull'arieggiamento nelle scuole e le conoscenze scientifiche acquisite nell'ambito della pandemia mostrano quanto sia importante applicare ampiamente e sistematicamente lo stato attuale della tecnica riconosciuto per la ventilazione degli edifici, cosa che non è ancora stata realizzata.

Il Consiglio federale si concentra quindi su misure che rafforzano la consapevolezza degli attori (tra gli altri i proprietari e gli amministratori di edifici) sull'importanza della qualità dell'aria e della ventilazione. Pertanto, nell'autunno del 2022 l'UFSP farà presente su diversi canali la necessità di "arieggiare correttamente" per ridurre la trasmissione del SARS-CoV-2, informando anche sugli strumenti ausiliari, per esempio i misuratori di CO2.

Sono inoltre in corso di svolgimento colloqui con le istituzioni di riferimento nel settore dell'edilizia e della tecnica della costruzione sul tema delle norme e degli edifici anti-pandemia nonché sulle misure immediate da adottare nel prossimo periodo di riscaldamento. Lo scopo delle discussioni è che i gestori di impianti di ventilazione conoscano le raccomandazioni vigenti sulla gestione degli impianti durante la pandemia, ne controllino il funzionamento e adottino gli eventuali adeguamenti necessari.

Sulla scorta di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che la stesura di un ulteriore rapporto non sia opportuno.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.