22.3864 · Mozione · 2022-06-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è chiamato a istituire un meccanismo per assegnare un importo fisso a ogni nucleo familiare, a seconda della sua composizione, quando il potere d'acquisto dei nuclei familiari della classe media è particolarmente colpito.
A ogni nucleo familiare della classe media e a basso reddito viene distribuito un "assegno federale" in base al numero di componenti non appena il costo della vita aumenta in misura eccessiva.
Il meccanismo scatta quando aumentano i prezzi di alcuni beni di consumo che, di conseguenza, incidono particolarmente sui nuclei familiari della classe media e a basso reddito, tra cui gli affitti, i premi dell'assicurazione sanitaria, i beni di prima necessità e i generi alimentari, l'energia e i trasporti, ovvero superano una soglia di riferimento (p. es. +5 % dal 1° gennaio 2019).
La legislazione deve prevedere un importo fisso per ogni adulto e un importo inferiore per ogni bambino in un nucleo familiare (p. es. rispettivamente 260 e 130 franchi), e un assegno unico per ogni nucleo a seconda del numero di adulti e bambini che lo compongono. L'assegno è destinato alla classe media e ai nuclei familiari a basso reddito: quando il reddito imponibile supera quello dell'80 % delle economie domestiche con la medesima composizione, l'assegno diminuisce progressivamente in base al reddito per non creare un effetto soglia e per non essere attribuito a nuclei con redditi sufficientemente elevati da poter sopportare l'aumento del costo della vita.
Questo "assegno federale" è finanziato dalla Confederazione, ma la sua distribuzione spetta ai Cantoni, che detraggono l'importo corrispondente dalle imposte. Se la riduzione non è sufficiente, i Cantoni utilizzano le informazioni a loro disposizione per il rimborso dell'imposta anticipata o chiedono le coordinate bancarie per bonificare l'importo ai nuclei familiari interessati.
Begründung
L'aumento del costo della vita si misura spesso con l'indice dei prezzi al consumo (IPC), ma altrettanto spesso purtroppo i costi effettivi a carico dei nuclei familiari della classe media e a basso reddito sono molto più alti di quanto rilevato dall'IPC. Negli ultimi anni specialmente i premi dell'assicurazione malattia, gli affitti, i trasporti, l'energia e alcuni beni di prima necessità hanno subìto aumenti massicci, e ancor più dopo l'invasione dell'Ucraina. Si tratta di beni e servizi che rappresentano una parte particolarmente consistente dei bilanci dei nuclei modesti e soprattutto della classe media.
I nuclei familiari della classe media dispongono di un budget reale sempre più basso e il loro margine di manovra può diminuire drasticamente anche a fronte di lievi aumenti dei prezzi. Quando invece l'aumento è forte, è importante prevedere un meccanismo che possa sostenere questi nuclei nel breve periodo. Gli interventi ad hoc, come ridurre le tasse su un determinato bene, hanno principalmente due difetti. In primo luogo, si interverrebbe soltanto su una delle fonti di erosione del potere d'acquisto, mentre le cause di questa erosione sono molteplici. In secondo luogo, ciò potrebbe escludere completamente dei nuclei familiari che sono comunque duramente colpiti dalla crisi del potere d'acquisto. Infine, in molti casi un intervento di questo tipo sarebbe alquanto inefficace perché gran parte dei costi del provvedimento verrebbe utilizzata per aumentare il potere d'acquisto di economie domestiche e imprese che oggettivamente non hanno bisogno di questo sostegno perché, a differenza della classe media, hanno redditi o profitti sufficienti per assorbire gli aumenti. In questo modo si evita anche il rischio che gli intermediari incassino indirettamente i fondi pubblici.
Fermo restando un ragionevole consumo complessivo, questa misura si prefigge di compensare l'aumento del costo della vita dei nuclei familiari. Per la stragrande maggioranza, un assegno una tantum è il miglior modo per compensare l'aumento dei costi senza creare incentivi al consumo di un bene specifico né svantaggiare alcuni nuclei familiari rispetto ad altri.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Anche in Svizzera l'aumento dei prezzi delle materie prime ha comportato un aumento del rincaro generale. L'inflazione, tuttavia, resta moderata rispetto ad altri Paesi: nel giugno 2022 era del 3,4% contro l'8,6% nell'eurozona. Le attuali stime sul rincaro emesse da diversi istituti per il 2022 si aggirano attorno a poco più del 2,5 per cento. La Banca nazionale svizzera (BNS) ha il compito di garantire la stabilità dei prezzi. A tal fine dispone di strumenti efficaci. Il 16 giugno la BNS, in occasione dell'esame della situazione economica e monetaria, ha innalzato il tasso guida a -0,25% (+50 punti base), per contrastare l'aumento della pressione inflazionistica.
Si prevede un proseguimento della ripresa economica post-pandemica, seppure in misura più moderata rispetto a quanto pronosticato prima della guerra in Ucraina. Secondo le previsioni congiunturali del gruppo di esperti della Confederazione, il PIL crescerà, al netto degli eventi sportivi, del 2,6% nel 2022 e dell'1,9% nel 2023. La situazione sul mercato del lavoro è andata costantemente migliorando. Il tasso di disoccupazione del 2,0% a giugno è inferiore a quanto registrato prima della crisi di COVID-19 e si colloca quindi a un livello molto basso anche nel confronto storico. L'occupazione è in crescita e anche le prospettive sono positive. Attualmente, tuttavia, un "assegno federale" per compensare il potere d'acquisto di larghe fasce della popolazione non risponde allo scopo, nemmeno a fronte di tassi di inflazione più elevati, ed è anzi controproducente in un contesto inflazionistico. È probabile che la pressione inflazionistica aumenterebbe ulteriormente, senza peraltro che si riesca ad eliminare il problema di base, ossia l'aumento dei prezzi dell'energia. Inoltre, adottare una misura come quella delineata nella mozione comporterebbe costi di circa 2 miliardi di franchi, che dovrebbero essere reperiti risparmiando su altre voci del bilancio federale o aumentando la pressione fiscale, vanificando l'utilità della misura stessa.
La maggior parte dei nuclei familiari svizzeri dispone di uno o più redditi. Spetta alle parti sociali negoziare aumenti salariali in funzione della realtà economica, degli aumenti di produttività e delle singole situazioni nei settori, nei rami economici e nelle aziende. L'aumento dei salari reali è stato di circa l'8 % tra il 2010 e il 2021.
Per i nuclei familiari a basso reddito in Svizzera esiste una vasta rete di sicurezza sociale che può contrastare il rincaro. Quest'autunno il Consiglio federale si pronuncerà sull'adeguamento delle rendite ordinarie AVS e AI a decorrere dal 1° gennaio 2023 e potrà anche procedere ad adeguamenti delle prestazioni complementari. Per quanto riguarda invece l'aiuto sociale, l'adeguamento è di competenza dei Cantoni. Attraverso questi strumenti collaudati esiste dunque un sostegno mirato.
Se i prezzi dell'energia dovessero rimanere elevati a lungo, l'economia dovrà adattarsi alle mutate condizioni quadro. In tale contesto, il Consiglio federale sostiene le imprese e i nuclei familiari. Nell'ambito della sua politica energetica promuove il passaggio alle energie rinnovabili e l'efficienza energetica. In prospettiva di lungo periodo, le imprese devono poter compensare la perdita del potere d'acquisto, aumentando i salari grazie a incrementi della produttività. A tale scopo il Consiglio federale intende migliorare ulteriormente le condizioni quadro economiche, come ha illustrato nell'analisi globale "Rafforzamento della piazza economica svizzera" del 16 febbraio 2022.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.