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Fallimento della Strategia energetica 2050. Troppo poca elettricità, prezzi alle stelle, Consiglio federale esitante e ancora nessun piano per un approvvigionamento energetico sicuro, economico e indipendente

22.3911 · Interpellanza urgente · 2022-09-14

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui la Strategia energetica 2050 sarebbe fallita (dichiarazione del presidente di economiesuisse)?

2. Cosa sta facendo il Consiglio federale per aumentare nel breve periodo la produzione nazionale di energia elettrica?

3. Cosa sta facendo il Consiglio federale per prevedere meglio in futuro la capacità di produzione e il consumo nazionali, così da far avanzare il potenziamento energetico e garantire un approvvigionamento nazionale a prezzi accessibili?

4. Il Consiglio federale appoggia la proposta di Markus Blocher di far funzionare in modo permanente i gruppi elettrogeni di emergenza a diesel delle imprese private? In caso affermativo, quali basi giuridiche adeguerà e in che tempi? In caso contrario, perché rifiuta questa soluzione proposta dagli imprenditori?

5. A fronte dell'aumento dei prezzi dei carburanti e dell'elettricità a quanto si prevede che ammonteranno nel 2022 le entrate della Confederazione derivanti dall'imposta sul valore aggiunto? Il Consiglio federale è disposto a restituire alla popolazione queste entrate aggiuntive?

6. Il Consiglio federale è disposto a presentare al Parlamento un progetto urgente per sospendere le tasse e le imposte sull'elettricità, in particolare la RIC e l'IVA?

7. Nel servizio universale il prezzo dell'elettricità è composto dai costi per la rete (ca. 50 %), per l'energia (ca. 30 %) e per le tasse (ca. 20 %). Il Sorvegliante dei prezzi raccomanda un adeguamento dei costi per l'utilizzo della rete (risparmio di circa 350 mio. CHF) e la rinuncia da parte delle autorità politiche alle tasse di concessione. Qual è la posizione del Consiglio federale rispetto a queste proposte?

8. Come definisce il Consiglio federale il ruolo dei Cantoni?

9. Cosa sta facendo il Consiglio federale per evitare che le imprese elettriche, di proprietà principalmente dei Cantoni, non vendano più con diversi anni di anticipo la loro elettricità all'estero invece di destinarla al consumo interno?

10. Il Consiglio federale è favorevole alla riduzione dei deflussi residuali per aumentare la produzione di energia elettrica?

11. Dove è possibile un allentamento delle condizioni quadro per favorire la produzione di energia elettrica (oltre all'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico)?

12. Quali altre misure prevede il Consiglio federale per stabilizzare i prezzi dell'energia e dell'elettricità?

13. Perché il Consiglio federale non si è dotato di un sistema di gestione del rischio, che prevedesse questa situazione di penuria elettrica?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1: No. I valori indicativi fissati nella legge sull'energia del 30 settembre 2016 (LEne; RS 730.0) per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e per l'aumento dell'efficienza elettrica ed energetica nel 2020 sono stati raggiunti. Da quando, dall'inizio del 2018, la legge sull'energia ha un nuovo orientamento, il contesto energetico è cambiato: nel 2019, a seguito dell'Accordo di Parigi, il Consiglio federale ha deciso di fissare l'obiettivo climatico di un "saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero entro il 2050"; nel 2021 il Governo ha interrotto i negoziati con l'UE per un accordo quadro istituzionale, allontanando così per il momento dall'agenda un accordo con l'Europa sull'elettricità; infine, a causa in particolare della guerra in Ucraina, dell'interruzione della fornitura di gas dalla Russia e della scarsa disponibilità di centrali nucleari in Francia, la situazione dell'approvvigionamento energetico è diventata tesa. Il Consiglio federale ha quindi fatto avanzare ulteriormente l'attuazione della Strategia energetica, in primo luogo con il messaggio concernente la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, già trasmesso al Parlamento nel giugno 2021.

Domanda 2: Il Consiglio federale sta adottando diverse misure per rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento elettrico per l'inverno 2022/23, così da scongiurare la minaccia di una penuria di elettricità. Oltre a una nuova riserva idroelettrica, alla fine del prossimo inverno saranno disponibili centrali elettriche di riserva. Vista l'incertezza delle forniture di gas, tali impianti dovranno funzionare, nei limiti del possibile, anche con petrolio e idrogeno (impianti dual fuel) e saranno assoggettati al sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE). Il 2 settembre 2022 la Confederazione ha firmato a riguardo un contratto con l'impresa GE Gas Power. La Confederazione sta inoltre valutando la possibilità di utilizzare come centrali di riserva anche gruppi elettrogeni d'emergenza selezionati dalle autorità. Per rafforzare la stabilità della rete di trasporto sta inoltre preparando un aumento temporaneo della tensione da 220 kV a 380 kV sui due importanti elettrodotti Bickingen-Chippis (linea del Gemmi) e Bassecourt-Mühleberg.

Domande 3 e 11: L'Ufficio federale dell'energia (UFE) e la Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) effettuano periodicamente analisi sistematiche della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico a breve, medio e lungo termine, tenendo conto anche delle capacità produttive e del consumo nazionali. Con la legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, con i previsti adeguamenti della LEne volti ad accelerare le procedure per la realizzazione di impianti idroelettrici ed eolici nonché a snellire l'iter burocratico e a concedere facilitazioni fiscali a favore del fotovoltaico, con la Tavola rotonda sull'energia idroelettrica e, infine, con la revisione della legge sul CO2 il Consiglio federale ha già previsto un ampio ventaglio di misure tese a migliorare le condizioni quadro per il potenziamento forzato delle energie rinnovabili. Oltre a ciò intende sfruttare meglio il potenziale di efficientamento energetico ancora disponibile.

Domanda 4: Si stanno preparando le trattative per l'utilizzo dei gruppi elettrogeni d'emergenza esistenti come centrali elettriche di riserva. In Svizzera ve ne sono circa 300 con una potenza totale pari a circa 280 MW, che Swissgrid utilizza per le prestazioni di servizio relative al sistema. La Confederazione sta valutando se questi ed eventualmente altri gruppi elettrogeni d'emergenza possano essere utilizzati come centrali di riserva. Tra i secondi rientrano principalmente i grandi generatori d'emergenza alimentati a diesel e dotati di serbatoi sufficientemente grandi da permettere un utilizzo di questi generatori come riserva per un certo periodo di tempo. Oltre alla definizione delle condizioni marginali per l'impiego e il prelievo da tali impianti, i lavori in corso comprendono anche chiarimenti sull'adeguamento delle basi giuridiche in materia di emissioni di CO2, inquinamento atmosferico e inquinamento fonico.

Domanda 5: Supponendo che il consumo di carburante sia uguale a quello dell'anno scorso e che i prezzi di metà settembre rimangano invariati sino alla fine dell'anno, si stima che nel 2022 le entrate derivanti dall'IVA riscossa sulle forniture di carburante saranno superiori di circa 120 milioni di franchi rispetto al 2021. Di queste entrate eccedentarie, circa 100 milioni di franchi confluiranno nel bilancio generale della Confederazione, circa 15 milioni nel fondo AVS e circa 3,5 milioni nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria. Le entrate derivanti dall'IVA riscossa sulle forniture elettriche nel 2022 dovrebbero invece superare solo di poco quelle del 2021. Inoltre, a causa dell'aumento dei prezzi dell'energia è probabile che almeno una parte delle economie domestiche ridurrà i propri consumi in altri settori, con conseguente riduzione delle entrate dell'IVA da questi ultimi.

Il Consiglio federale non ritiene utile restituire alla popolazione le maggiori entrate conseguite.

Domande 6, 7 e 12: Va notato che in linea di massima l'aumento dei prezzi indica uno squilibrio tra domanda e offerta. Occorre anche osservare che la Svizzera è strettamente collegata al sistema elettrico europeo e pertanto non può fissare autonomamente il prezzo sul mercato all'ingrosso. Modifiche unilaterali al design del mercato elettrico svizzero non avrebbero quindi un impatto significativo sui prezzi dell'elettricità. Per una stabilizzazione dei prezzi è dunque necessario agire con l'UE all'interno del sistema elettrico europeo.

Il gruppo di lavoro interdipartimentale "Prezzi dell'energia" (DEFR, DATEC, DFI, DFF, DFGP), sotto l'egida del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), sta esaminando l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia sulle economie domestiche, sui diversi settori e sulle imprese, soprattutto su quelle che finora hanno firmato contratti con fornitori del libero mercato dell'energia. Il gruppo di lavoro esamina anche la necessità nonché i vantaggi e gli svantaggi di eventuali misure statali dal punto di vista della politica economica. Queste includono, ad esempio, un tetto ai prezzi e tasse straordinarie su eventuali profitti eccezionali, nonché la ridistribuzione delle maggiori entrate fiscali così ottenute ai gruppi dei consumatori. Il gruppo di lavoro mostrerà anche le conseguenze per le finanze federali di eventuali misure statali. Esso, infine, presenterà i risultati al Consiglio federale nell'ottobre 2022.

Domande 8 e 9: La LEne stabilisce che in Svizzera l'approvvigionamento energetico è compito delle aziende del settore. La Confederazione e i Cantoni hanno un ruolo sussidiario: essi definiscono le condizioni quadro in modo che il settore possa adempiere in modo ottimale al suo compito. I Cantoni svolgono inoltre un ruolo significativo come proprietari (parziali) di imprese del settore elettrico.

A seconda della strategia di copertura adottata, i grandi produttori di energia elettrica svizzeri si assicurano la vendita della propria energia fino a una certa percentuale e fino ai tre anni successivi attraverso operazioni a termine. In questo modo sia la parte acquirente che quella venditrice si tutelano contro il rischio del prezzo di mercato e il rischio di controparte. Questo approccio rappresenta un valido strumento di gestione del rischio, grazie al quale le imprese elettriche furono interessate meno fortemente dal crollo dei prezzi del 2015 e del 2016. Nel passato più recente, tuttavia, le imprese hanno cercato sempre più di vendere la propria energia a grandi consumatori finali mediante contratti di acquisto a lungo termine e a prezzi fissi (i cosiddetti "Power Purchase Agreements"). Contratti a lungo termine vengono firmati anche con i gestori delle reti di distribuzione, che necessitano dell'elettricità per i loro clienti in regime di servizio universale.

Domanda 10: Attualmente il Consiglio federale sta esaminando la possibilità di aumentare la produzione del prossimo inverno riducendo temporaneamente i deflussi residuali per le centrali elettriche cui viene rilasciata la concessione per la prima volta.

Domanda 13: Nell'ottobre 2021 il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha informato il Consiglio federale in merito a due rapporti sul tema della sicurezza dell'approvvigionamento elettrico. Entrambi i rapporti sono serviti a preparare i successivi passi per il rafforzamento della sicurezza dell'approvvigionamento. Il Consiglio federale dispone, inoltre, di un ampio sistema di gestione del rischio, che include anche il rischio di una penuria di energia. Vengono condotti regolarmente studi per esaminare la sicurezza dell'approvvigionamento a medio e lungo termine (studi sulla system adequacy), che all'occorrenza possono essere utilizzati anche per valutare la sicurezza dell'approvvigionamento a breve termine. La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom), da parte sua, osserva e sorveglia lo sviluppo dei mercati dell'energia elettrica per assicurare un approvvigionamento sicuro ed economicamente sostenibile in tutte le regioni del Paese. Infine, l'Approvvigionamento economico del Paese (AEP) ha il mandato di monitorare e analizzare costantemente la situazione dell'approvvigionamento e di condurre valutazioni periodiche.

Risposta del Consiglio federale.

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