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Utilizzare la totalità dei redditi da capitale investiti sui mercati finanziari dagli assicuratori-malattie per la riduzione dei premi

22.3930 · Postulato · 2022-09-19

Dipartimento dell'interno

Trasmesso al Consiglio federale

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di esaminare la possibilità di obbligare gli assicuratori-malattie dell'AOMS a utilizzare la totalità dei redditi da capitale per la riduzione dei premi.

Begründung

Nel 2019, gli assicuratori-malattie dell'AOMS hanno investito sui mercati finanziari 17 miliardi, ottenendo rendimenti pari a 992 milioni. Nel 2020, gli investimenti ammontavano a 17,5 miliardi e i rendimenti a 370 milioni. Nel 2021, a fronte di investimenti di 18,1 miliardi, i rendimenti si attestavano a 600 milioni di franchi. Di conseguenza, i rendimenti da capitale hanno raggiunto quasi 2 miliardi in tre anni. A quanto pare, i redditi da capitale vengono versati nelle riserve.

Per fissare i propri premi, gli assicuratori-malattie possono dedurre una parte dei rendimenti da capitale. Questa, tuttavia, non può superare la percentuale di redditi conseguita in media negli ultimi dieci anni (art. 25 dell'ordinanza concernente la vigilanza sull'assicurazione sociale contro le malattie, OVAMal). Considerare questa media piuttosto che i rendimenti ottenuti ogni anno ha un effetto stabilizzante se i risultati finanziari vengono livellati nell'arco di dieci anni. Non mettiamo in dubbio questo effetto.

Il problema è che gli assicuratori-malattie hanno la possibilità, ma non l'obbligo, di utilizzare i redditi da capitale per ridurre i premi. Nel 2022 solo 32 assicuratori su 51 lo hanno fatto e, tra l'altro, non hanno necessariamente destinato alla riduzione dei premi la totalità dei redditi disponibili. Nella circolare 5.1 del 1° giugno 2022 indirizzata agli assicuratori-malattie (disponibile in tedesco e francese), l'UFSP osserva quanto segue: "In riferimento alla possibilità di utilizzare i redditi netti da capitale ai sensi dell'articolo 25 OVAMal, l'UFSP ha riscontrato che in molti casi gli assicuratori vi hanno fatto ricorso solo parzialmente nella presentazione dei premi dello scorso anno. Alla luce dei costanti guadagni del settore sui mercati dei capitali, l'UFSP richiama nuovamente l'attenzione su questa possibilità".

In altre parole, gli assicuratori-malattie dispongono di uno strumento di riduzione dei premi che non utilizzano affatto o utilizzano solo in parte. Considerato il rischio che i premi aumentino notevolmente nel 2023, sarebbe coerente modificare l'attuale quadro normativo in modo da obbligare gli assicuratori-malattie a utilizzare la totalità dei redditi da capitale per ridurre i premi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale condivide la volontà dell'autore del postulato di fare tutto il possibile per attenuare l'aumento dei premi delle casse malati. Adottando l'ordinanza sulla vigilanza sull'assicurazione malattie, OVAMal; RS 832.121) ha infatti introdotto la possibilità, per gli assicuratori, di dedurre dai costi da coprire una parte dei redditi da capitale. Attualmente sta esaminando come ottimizzare l'inclusione dei redditi da capitale nel calcolo dei premi.

Come l'autore del postulato, anche il Consiglio federale ritiene che prendere in considerazione una media di alcuni anni permetta di garantire una certa attenuazione nelle variazioni dei premi. È invece scettico per quel che riguarda l'idea di un obbligo di integrare la totalità dei redditi da capitale nel processo di calcolo e ritiene che questa via non sia il mezzo appropriato per garantire una certa stabilità dei premi. Infatti essa comporterebbe inevitabilmente, per sua natura, sbalzi di premi non auspicati: negli anni di ottimi rendimenti, sarebbe possibile contenere l'aumento dei premi, mentre in caso di esercizio fortemente negativo, come quello previsto per il 2022, l'automatismo proposto dall'autore del postulato porterebbe a un peggioramento della situazione, poiché le perdite si ripercuoterebbero direttamente sui premi.

Il Consiglio federale sottolinea inoltre che gli assicuratori devono essere sempre in grado di soddisfare gli obblighi finanziari e, in particolare, disporre delle riserve necessarie (art. 5 lett. d della legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie, LVAMal; RS 832.12). Il livello delle riserve è estremamente volatile. Come il Consiglio federale ha sottolineato nella sua risposta alla domanda Lohr 22.7558 sulle riserve degli assicuratori-malattie e durante il dibattito al Consiglio nazionale nell'ambito della mozione Feller 20.4199 "Garantire la trasparenza delle stime e dei metodi di calcolo dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie", le riserve degli assicuratori hanno registrato un netto calo e alla fine del 2022 si situeranno verosimilmente a meno di 10 miliardi. Obbligare gli assicuratori a destinare ogni anno la totalità dei redditi da capitale al calcolo dei premi significherebbe privarli di una fonte di costituzione delle loro riserve. Non sarebbe quindi escluso che, per garantire la solvibilità di un assicuratore, l'autorità di vigilanza sarebbe costretta a ordinare un provvedimento conservativo quale un aumento dei premi (art. 38 cpv. 2 lett. g LVAMal) poiché l'assicuratore non sarebbe più in grado di porre rimedio a una situazione che richiederebbe un risanamento attraverso i redditi dei suoi capitali.

Sulla base delle considerazioni precedenti e, in particolare, delle sue attuali riflessioni in materia, il Consiglio federale non ritiene necessario il rapporto richiesto dall'autore del postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.