Sgravare le PMI e i cittadini. Contrastare efficacemente la frode ad opera delle multinazionali petrolifere e degli intermediari. Basta con gli abusi di mercato e i cartelli alle stazioni di servizio!
22.3931 · Mozione · 2022-09-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di rendere conto al Parlamento e di proporgli una modifica di legge che permetta di tassare i guadagni extra delle aziende energetiche e di utilizzare le entrate supplementari per abbassare i costi sostenuti da economie domestiche e PMI.
Begründung
I numeri parlano chiaro: negli scorsi mesi le grandi multinazionali energetiche hanno incrementato fortemente i loro profitti: BP ha triplicato il suo utile netto, come anche i giganti petroliferi Chevron ed Exxon, mentre altre società hanno raddoppiato i loro utili. In Svizzera sembrerebbe che Tamoil, Migrol, Coop e Avia stiano registrando un andamento altrettanto positivo. A quanto pare la guerra in Ucraina e l'offerta energetica mondiale sempre più scarsa fanno lievitare le entrate di queste aziende in tutto il mondo. Se i prezzi della benzina salgono, le società petrolifere non esitano a trasferire l'aumento ai clienti, mentre se i prezzi scendono se la prendono con comodo prima di trasferire loro la diminuzione. Si tratta di una disfunzione del mercato e di un abuso da parte delle società in questione, se si considera che attualmente molti cittadini sono alle prese con bollette che probabilmente non riusciranno più a pagare, perché i prezzi di benzina, gas, energia e petrolio raddoppieranno o addirittura triplicheranno.
Anche un Paese così liberista come la Gran Bretagna non ha esitato a intervenire. Nella patria di società petrolifere e del gas come BP o Shell quest'anno gli utili in eccesso realizzati grazie alla crisi saranno tassati con un'aliquota fiscale forfettaria maggiorata del 25 per cento. Alla decisione delle aziende energetiche di trasferire ai consumatori e alle PMI le forti oscillazioni di prezzo non si può obiettare; bisogna però impedire che le multinazionali sfruttino tali fluttuazioni per incassare guadagni miliardari a discapito delle PMI e della popolazione. Oggi i rincari vengono trasferiti, mentre i ribassi no o solo in ritardo. Le entrate statali supplementari non devono essere destinate ad altro uso ma servire interamente per ridurre i costi dell'energia sostenuti dalle economie domestiche e dalle PMI.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In tempi di prezzi elevati è possibile che le aziende attive nel settore petrolifero e del gas naturale realizzino utili in eccesso. In questo contesto, l'utile in eccesso è determinato dall'utile dopo la deduzione della remunerazione del capitale proprio pari al tasso di interesse a lungo termine esente da rischio al quale si aggiunge un premio di rischio opportunamente definito. Tali utili in eccesso, che derivano principalmente dall'estrazione di petrolio e gas naturale, vengono successivamente tassati dai Paesi produttori. La Svizzera non dispone di tale possibilità dato che non estrae queste materie prime sul suo territorio. A seconda del modello aziendale, gli utili in eccesso possono essere generati anche nell'ambito della distribuzione o del commercio di materie prime. Mentre la distribuzione è vincolata a un'ubicazione precisa, il commercio di materie prime dispone di maggiore flessibilità al riguardo. Di conseguenza, è soprattutto il commercio di materie prime che può sottrarsi all'imposta sugli utili in eccesso. Inoltre, i gruppi di imprese integrati dispongono di alcune possibilità di pianificazione. A causa dell'eterogeneità dei modelli aziendali è difficile stabilire un premio di rischio uniforme specifico al settore.
La facoltà della Confederazione di riscuotere un'imposta sugli utili in eccesso nel settore petrolifero e del gas naturale o in un settore energetico più ampio richiederebbe la creazione di una nuova competenza materiale nella Costituzione federale. Nel contempo, bisognerebbe stabilire per legge che il gettito fiscale di questa imposta sia destinato in modo vincolato a sgravare l'onere dei consumatori. Inoltre, se si intendono tassare gli utili in eccesso dal 2023 o anche prima, sarebbe necessario prevedere un vero e proprio effetto retroattivo. In questo contesto, un'imposta di questo tipo solleva interrogativi riguardo a possibili effetti negativi sulla certezza del diritto e della pianificazione e, in particolare, sui futuri incentivi agli investimenti, anche in settori non direttamente interessati.
Il Consiglio federale è consapevole delle sfide legate all'aumento dei prezzi energetici e ha pertanto incaricato un gruppo di lavoro composto da DATEC, DEFR, DFI, DFGP e DFF di valutare la necessità di intervento e le possibili misure. Nell'autunno 2022 l'Esecutivo procederà a un riesame della questione sulla base dei risultati emersi. Non ritiene pertanto opportuno anticipare questi lavori.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.