22.3940 · Mozione · 2022-09-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di presentare all'Assemblea federale un disegno di atto normativo che permetta alla Confederazione di introdurre un pacchetto di sgravi temporanei per ridurre i prezzi dell'elettricità a carico dei consumatori, ad esempio attraverso l'imposta sul valore aggiunto e la rimunerazione per l'immissione di elettricità (RIC). Questo pacchetto non dovrà andare a scapito delle spese vincolate, ma essere alimentato con fondi delle casse federali.
Begründung
La popolazione paga sia il prezzo dell'energia elettrica che consuma (tariffa dell'energia) sia il prezzo di trasporto di quest'energia dalla centrale fino alle case (tariffa per l'utilizzazione della rete). La terza componente del prezzo dell'energia elettrica è costituita dalle tasse pubbliche, dalla tassa per la promozione delle energie rinnovabili e dal contributo per la protezione delle acque e dei pesci (tributi politici), la quarta dall'IVA. L'imminente impennata dei prezzi dell'elettricità mette a rischio addirittura l'esistenza stessa di piccole e medie imprese, nuclei familiari, piccola industria e artigianato.
Per sgravare immediatamente le PMI e stabilizzare i prezzi a un livello realistico e accettabile bisogna adottare immediatamente una serie di misure. Occorre in particolare affrontare la questione della terza componente del prezzo dell'elettricità. La sospensione dell'IVA e la rinuncia alla RIC sono due misure assolutamente prioritarie, da mantenere in vigore finché questa situazione di mercato anomala non si sarà placata.
A proposito: grazie all'aumento del prezzo del greggio, la Confederazione incassa già circa 500 milioni di franchi di IVA in più rispetto a prima della crisi energetica. Vista l'urgenza di venire incontro alla popolazione e all'economia, questo denaro potrebbe essere restituito ai consumatori attraverso una riduzione delle tasse sull'elettricità.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Consapevole dei problemi legati al rincaro dell'elettricità, il 31 agosto 2022 il Consiglio federale ha incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale sui prezzi dell'energia (DEFR, DATEC, DFI, DFF, DFGP), sotto la guida del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR), di esaminare in che misura l'aumento dei prezzi dell'energia grava sulle famiglie, sull'industria e sulle aziende, in particolare su quelle che hanno recentemente stipulato dei contratti sul mercato libero dell'elettricità.
Dopo aver discusso i risultati, lo scorso 2 novembre il Consiglio federale ha ribadito la propria posizione, e cioè che attualmente non è necessario adottare misure straordinarie per le famiglie o le imprese. I prezzi dell'energia sono recentemente scesi ben al di sotto dei massimi di fine agosto 2022. L'inflazione rimane sì elevata, al 3,0 per cento in ottobre, ma continua a essere appena un terzo rispetto a quella dell'eurozona. Il potere d'acquisto delle economie domestiche, comunque, non è determinato soltanto dall'inflazione, ma anche dall'evoluzione dei redditi.
Per il 2022 e il 2023 la BNS prevede una dinamica salariale più sostenuta rispetto a quella dell'anno precedente. Il 12 ottobre 2022 il Consiglio federale ha inoltre deciso di aumentare le rendite AVS e AI del 2,5 per cento a partire dal 1° gennaio 2023. Questo compenserà quasi completamente l'inflazione. Anche la situazione economica rimane complessivamente buona. Nell'ambito della loro strategia di approvvigionamento le aziende possono reagire in diversi modi al rincaro dell'elettricità, ad esempio stipulando contratti di fornitura a lungo termine.
Per quanto riguarda l'imposta sul valore aggiunto menzionata dall'autore della mozione, è probabile che a causa del rincaro dell'energia almeno una parte delle economie domestiche riduca i propri consumi in altri settori. Di conseguenza le entrate IVA provenienti da questi settori diminuiranno. Va inoltre notato che per la maggior parte delle PMI la sospensione dell'IVA sull'elettricità non rappresenterebbe uno sgravio, perché nei loro rendiconti all'attenzione dell'AFC la possono comunque dedurre dagli acquisti di beni e servizi a titolo di imposta precedente.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.