22.3960 · Mozione · 2022-09-21
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare il diritto in materia di personale federale affinché le aliquote degli accrediti di vecchiaia che la Confederazione versa ai suoi dipendenti possano superare del 5 per cento al massimo il minimo legale.
Begründung
I contributi della Confederazione alla previdenza professionale vanno ben oltre quelli prescritti per legge e quelli abitualmente versati nell'economia privata. La legge stabilisce le aliquote minime degli accrediti di vecchiaia. La Confederazione non solo versa prima gli accrediti di vecchiaia, ma applica anche aliquote più elevate del necessario. A titolo di esempio, all'età di 55 anni i quadri nelle classi di stipendio 24-38 percepiscono accrediti di vecchiaia annui pari al 37,1 per cento del loro stipendio lordo (minimo legale: 18 %), di cui due terzi sono presi a carico dalla Confederazione. Si tratta di una prestazione aggiuntiva considerevole pari al 15,3 per cento dello stipendio lordo, offerta dalla Confederazione e finanziata dai contribuenti. Pertanto chiediamo una modifica del diritto in materia di personale federale affinché gli accrediti di vecchiaia versati agli impiegati federali possano superare del 5 per cento al massimo il minimo legale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Dal testo della mozione si ha l'impressione che il settore privato costituisca un gruppo omogeneo in cui tutti i datori di lavoro offrono le medesime condizioni di assunzione. La realtà dei fatti è però ben diversa. In fin dei conti, a essere determinante per il Consiglio federale e l'Amministrazione federale è il modo in cui le condizioni di assunzione vengono definite dai loro concorrenti sul mercato del lavoro, e questi ultimi non sono certamente rappresentati dall'intero settore privato.
Il Consiglio federale deve garantire che la Confederazione possa assumere e trattenere un numero sufficiente di collaboratori in possesso delle qualifiche richieste per l'adempimento dei compiti. Le condizioni di assunzione del personale federale vengono costantemente aggiornate e sono concepite in modo da poter raggiungere questo obiettivo sia oggi che in futuro. Per aggiornare le condizioni di assunzione, il Consiglio federale e l'Amministrazione federale seguono gli sviluppi sul mercato del lavoro. Entrambi sono consapevoli che, quando un datore di lavoro pubblico definisce le condizioni di lavoro, è posto dinanzi a determinati limiti e che non può quindi tenere conto di tutte le tendenze e di tutti gli sviluppi.
Negli ultimi anni i requisiti che i collaboratori dell'Amministrazione federale devono soddisfare sono aumentati costantemente. Ciò non è dovuto soltanto ai requisiti diretti contenuti nei profili professionali, bensì anche a quelli indiretti talvolta auspicati dalla politica, come ad esempio il plurilinguismo. Grazie a condizioni di assunzione competitive, di norma l'Amministrazione federale riesce a occupare i posti messi a concorso. Già oggi, tuttavia, accade sempre più di frequente che i posti vengano messi a concorso una seconda volta e che, in generale, i bandi debbano restare pubblicati per un periodo di tempo più lungo rispetto a qualche anno fa. Tale tendenza, probabilmente destinata ad accentuarsi in futuro, potrebbe essere riconducibile agli sviluppi demografici e alla conseguente carenza di personale specializzato.
La previdenza professionale è solo un aspetto delle condizioni di assunzione, che in realtà sono un pacchetto le cui parti vengono definite nei minimi dettagli in base alla situazione e alle sfide a cui deve far fronte il rispettivo datore di lavoro. Nonostante vi siano sempre singoli aspetti migliori o peggiori rispetto alla concorrenza, è essenziale che le condizioni dell'intero pacchetto siano competitive. Se venissero modificate le disposizioni relative alla previdenza professionale come richiesto dalla mozione, sarebbero l'intero pacchetto e la competitività della Confederazione a soffrirne. L'adeguamento proposto imporrebbe inoltre una regolamentazione estremamente rigida che priverebbe il Consiglio federale e l'Amministrazione federale della necessaria flessibilità nell'impostazione della previdenza professionale. In considerazione della molteplicità di sviluppi e sfide che caratterizza il settore della previdenza professionale, tale adeguamento comporterebbe quindi degli svantaggi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.