22.3991 · Interpellanza · 2022-09-22
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La pandemia di COVID-19 e il suo impatto sull'economia, seguiti dalla guerra in Ucraina, hanno portato a un'inflazione significativa in Svizzera, che nell'agosto 2022 ha raggiunto il 3,5 %. Ciò ha avuto delle ripercussioni su diversi ambiti della vita quotidiana, dal momento che i generi alimentari, l'energia, gli affitti e soprattutto le spese accessorie sono soggetti al rincaro dei prezzi. In più, sono stati annunciati aumenti dei premi sanitari per il prossimo anno.
Gli studenti sono particolarmente vulnerabili, poiché quasi la metà della loro spesa media è destinata a cibo, abbigliamento e alloggio. Se a ciò si aggiungono gli affitti già in crescita e l'aumento dei costi di trasporto dovuto all'abolizione dell'AG giovani, è probabile che sorgano in fretta difficoltà finanziarie. L'attuale sistema di calcolo delle borse di studio non tiene conto di questi aumenti del costo della vita, contravvenendo così all'articolo 2 dell'accordo intercantonale sull'armonizzazione dei criteri per la concessione degli aiuti allo studio del giugno 2009, che stabilisce che gli aiuti allo studio devono garantire le pari opportunità, facilitare l'accesso alla formazione e assicurare le condizioni minime esistenziali durante la formazione. Nella situazione attuale, questi obiettivi sono a rischio. Inoltre, esiste ancora una notevole disparità tra i Cantoni.
Questa situazione allarmante mi porta quindi a porre al Consiglio federale le seguenti domande:
- Esistono dati riguardanti l'impatto dell'inflazione sulla situazione finanziaria degli studenti in Svizzera?
- Il Consiglio federale ha preso in considerazione dei modi per affrontare la situazione, come per esempio la creazione di un fondo di emergenza?
- Nella situazione attuale, la Confederazione non dovrebbe forse stabilire dei requisiti minimi più chiari per la gestione delle borse di studio, in modo da ridurre le disparità intercantonali?
- La situazione attuale non suggerisce forse che le borse di studio dovrebbero essere gestite a livello nazionale? - Come valuta la Confederazione la modifica della legge
sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero derivante dal controprogetto sulle borse di studio adottato nel 2015?
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera sta affrontando un aumento generale dei prezzi, in particolare a causa dell'impennata del costo dell'energia provocata dalla guerra in Ucraina. L'inflazione resta però moderata rispetto ai Paesi vicini. Stando alle proiezioni attuali del gruppo di esperti della Confederazione, il rincaro dovrebbe essere del 3,0 per cento per tutto il 2022, ma affievolirsi in media annua nel 2023. Tuttavia, il Consiglio federale è consapevole delle difficoltà finanziarie derivanti dall'inflazione, difficoltà che colpiscono non solo gli studenti, ma anche il resto della popolazione. Il 2 novembre il Consiglio federale ha trattato diverse misure volte ad aiutare le imprese e le economie domestiche ad affrontare l'aumento dei prezzi dell'energia e dell'inflazione. Il Consiglio federale è giunto alla conclusione che né la situazione economica né l'inflazione giustifichino un intervento e non ritiene necessario adottare misure straordinarie. Continuerà a monitorare le conseguenze per l'economia nel suo insieme e valuterà eventuali provvedimenti da adottare.
L'indagine dell'Ufficio federale di statistica sulla situazione socioeconomica degli studenti (Ufficio federale di statistica > Trovare statistiche > Formazione e scienza > Persone in formazione > Livello terziario - Scuole universitarie > Situazione socioeconomica degli studenti) fornisce ogni quattro anni informazioni dettagliate sulla situazione finanziaria degli studenti delle scuole universitarie. La prossima indagine si terrà nel 2024. Grazie a questo rilevamento si hanno in particolare risultati sulla fonte delle risorse finanziarie, sulle borse di studio e i prestiti, sulle spese, sulle difficoltà finanziarie e sull'indebitamento. A fine novembre 2022 verrà reso noto l'impatto della pandemia sulla situazione finanziaria e psichica degli studenti universitari.
La concessione di sussidi all'istruzione per gli studenti è di competenza dei Cantoni. In base alla propria legislazione, ogni Cantone stabilisce autonomamente le condizioni per la concessione di una borsa di studio o di un prestito per studi in Svizzera o all'estero. Le scuole universitarie e i loro enti responsabili, i Cantoni, sono i più idonei a valutare le esigenze e a fornire soluzioni per limitare l'impatto dell'inflazione sul budget degli studenti e le conseguenze negative sulla loro carriera accademica. Nell'ambito della loro autonomia, le scuole universitarie possono adottare misure aggiuntive e sviluppare nuovi strumenti come aiuti finanziari di emergenza, fondi di solidarietà e condizioni più flessibili per prestiti e borse, come hanno fatto durante la pandemia. Al momento, da parte dei Cantoni, nulla lascia intendere che dovrebbe essere aumentato l'importo massimo sussidiabile annuo indicato dall'Accordo intercantonale sull'armonizzazione dei criteri per la concessione degli aiuti allo studio.
Nel 2021 il contributo della Confederazione alla formazione di livello terziario ha raggiunto il 6,7 per cento della spesa totale per borse e prestiti di studio, ovvero circa 25 milioni su 371 milioni di franchi. Avendo solo un ruolo sussidiario, non spetta alla Confederazione gestire borse di studio a livello nazionale o creare un fondo di emergenza in ambito formativo.
La Confederazione promuove l'armonizzazione intercantonale per l'assegnazione dei sussidi all'istruzione di livello terziario attraverso la legge sui sussidi all'istruzione (RS 416.0), che stabilisce i criteri per la compensazione dei costi cantonali attraverso i sussidi federali. Ad oggi, 22 Cantoni hanno aderito all'Accordo intercantonale del 18 giugno 2009 impegnandosi così a rispettare i principi e gli standard minimi stabiliti dall'accordo. Pur non avendo ancora adeguato la loro legislazione, quattro Cantoni rispettano le condizioni minime stabilite dalla legge sui sussidi all'istruzione. Quest'ultima ha così contribuito ad armonizzare le pratiche cantonali in materia di borse di studio.
Risposta del Consiglio federale.