22.4098 · Postulato · 2022-09-29
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sulle aziende svizzere che hanno esportato beni a duplice impiego destinati ad aziende russe tra il 2014 e il 2022. Il rapporto dovrà indicare se e in che misura tali aziende hanno rispettato la legge sul controllo dei beni a duplice impiego (LBDI), la legge sugli embarghi (LEmb) e l'ordinanza del 27 agosto 2014 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina. Inoltre, dovrà proporre una strategia per impedire l'aggiramento delle sanzioni nel settore delle esportazioni.
Begründung
Recentemente siamo venuti a sapere che, dopo l'annessione della Crimea nel 2014, diverse aziende svizzere hanno continuato a fornire macchinari a duplice impiego a società russe sottoposte a sanzioni, macchinari i cui componenti sono ora sui campi di battaglia in Ucraina.
Il Consiglio di sicurezza economica dell'Ucraina - un'istituzione pubblica che analizza le minacce alla sicurezza economica del Paese - ha recentemente pubblicato, in collaborazione con il progetto investigativo "InformNapalm" composto da giornalisti, esperti e attivisti, un rapporto che rivela come alcune forniture svizzere siano finite nelle mani di imprese russe.
Nel rapporto figurano cinque aziende svizzere: GF Machining Solutions, Fritz Studer AG, Codere SA, Sylvac SA e Galika AG, che nel 2012 ha svolto il ruolo di intermediario nella consegna di materiale destinato alla costruzione di kalashnikov in Venezuela.
Nel rapporto ciò che desta maggiore preoccupazione è che il Servizio fiscale federale della Federazione Russa ha censito almeno 8 società attive in Russia affiliate alla società svizzera Galika AG. Una di queste è Galika-Met, registrata nella città di Elektrostal, vicino Mosca. Secondo i dati del maggio 2022 relativi agli appalti pubblici, la società ha fornito, assemblato e messo in funzione una serie di apparecchiature della società svizzera GF Machining Solutions per un costo di 407 milioni di rubli.
Il cliente è la società JSC Kuznetsov, che costruisce motori per l'aviazione e fa parte di Rostec, una società di Stato russa produttrice di attrezzature industriali destinate al settore civile e militare. Il sito di GF Machining Solutions indica che la società svizzera è rappresentata in Russia da Galika AG.
In altre parole, nel maggio 2022 attraverso l'intermediazione del suo rappresentante Galika, la società svizzera GF Machining Solutions ha consegnato e installato attrezzature in un'azienda russa del settore della difesa. La stessa società, come rivelato dal quotidiano Handelszeitung, ha anche tentato di esportare le attrezzature in Russia nel marzo 2022 dopo l'invasione dell'Ucraina da parte dell'esercito russo avvenuta il 24 febbraio 2022.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si è già espresso sulla problematica delle autorizzazioni d'esportazione in Russia di beni a duplice impiego nella risposta del 24 febbraio 2016 all'interpellanza Keller-Sutter (15.4134). In virtù del quadro giuridico in vigore tra il 27 agosto 2014 e il 4 marzo 2022 (art. 1 dell'ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina; RS 946.231.176.72), la SECO poteva revocare l'autorizzazione all'esportazione di beni a duplice impiego (allegato 2, parte 2) e di beni militari specifici (allegato 3 dell'ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego OBDI; RS 946.202.1) in relazione alla situazione in Ucraina qualora i beni fossero in parte o interamente destinati a fini militari o destinati a un utilizzatore finale militare. Le domande di esportazione dei beni militari elencati nell'allegato 3 dell'OBDI non potevano essere approvate e continuavano a vigere i criteri di rifiuto previsti dalla legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego. Molti dei beni citati dalla stampa non sono dual use né sono soggetti alle restrizioni previste dalla legislazione svizzera in materia di sanzioni e controllo delle esportazioni. La prassi di controllo delle esportazioni di beni a duplice impiego verso la Russia e l'Ucraina applicata dal 27 agosto 2014 fino all'entrata in vigore delle sanzioni del 4 marzo 2022 è stata la seguente: l'esportazione non era consentita se i beni erano destinati a fini militari o a un'impresa esclusivamente d'armamento, mentre era autorizzata per scopi civili e utilizzatori finali civili.
L'esportazione di beni a duplice impiego verso imprese miste civili-militari era soggetta ad autorizzazione e non risultava in contrasto con la legge. Veniva infatti concessa solo previo esame di ogni singolo caso ed esigeva una dichiarazione della destinazione finale e alcuni documenti di accompagnamento nei quali si sanciva che il destinatario finale avrebbe impiegato i beni per scopi civili. In più, non dovevano esserci indizi che facessero dubitare dell'accuratezza delle informazioni contenute nella dichiarazione. Le autorizzazioni, soprattutto quelle per l'esportazione di macchinari, prevedevano ulteriori misure di sicurezza, come l'obbligo per il richiedente di occuparsi dell'installazione, della messa in funzione e della manutenzione delle macchine consegnate. È importante ricordare che, dall'entrata in vigore della revisione totale dell'ordinanza del 4 marzo 2022 che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina, è vietata l'esportazione in Russia di beni a duplice impiego e di altri beni industriali citati dalla stampa. Ogni trimestre la SECO pubblica sul proprio sito i dettagli di tutte le autorizzazioni individuali concesse e delle domande respinte. Per tale ragione il Consiglio federale non ritiene necessario stilare un rapporto specifico, soprattutto in virtù del fatto che molte delle esportazioni citate dalla stampa non erano soggette a una procedura di autorizzazione o di dichiarazione.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.