22.4115 · Interpellanza · 2022-09-29
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Negli ultimi anni, in Svizzera, sono sorte sempre più comunità di consumo proprio di energia fotovoltaica. A differenza del prezzo dell'elettricità autoprodotta e consumata, il prezzo dell'elettricità (del prodotto elettrico) acquistata a titolo aggiuntivo non è regolamentato. Nella guida per le comunità di consumo proprio viene raccomandato il prodotto standard. A partire da un consumo totale di 100 megawattora, le comunità di consumo proprio possono acquistare l'elettricità sul mercato come gli altri grandi consumatori. Questo riguarda i complessi residenziali a partire da circa 30 abitazioni.
Il meccanismo decisionale per il passaggio al mercato libero non è prescritto dalla legge, cosi come la scelta del prodotto in una comunità di consumo proprio. Non ci sono regole chiare che stabiliscano se i locatari possano decidere in merito a tale cambiamento o se ne debbano solo essere informati. Sono intrappolati in questo sistema senza aver probabilmente preso una decisione consapevole in tal senso e ora si trovano ad affrontare massicci aumenti dei costi. Secondo la guida, nel caso delle proprietà per piani le parti coinvolte devono accordarsi su un prodotto esterno, ma anche in questo caso è possibile che molti non fossero consapevoli delle conseguenze della loro decisione.
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Esiste un quadro d'insieme di quante comunità di consumo proprio in immobili residenziali acquistano l'elettricità esterna sul mercato?
2. Il Consiglio federale è disposto a offrire alle comunità di consumo proprio la possibilità di passare rapidamente dal mercato al servizio universale?
3. Quali condizioni devono essere soddisfatte perché ciò avvenga?
4. Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui le economie domestiche delle comunità di consumo proprio che non hanno voce in capitolo nella scelta del prodotto elettrico debbano essere protette dal passaggio al mercato libero?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nell'ambito del rapporto di monitoraggio della Strategia energetica 2050 si rileva il numero di raggruppamenti ai fini del consumo proprio (RCP) esistenti in Svizzera, e si stabilisce quanti di essi acquistano energia elettrica sul libero mercato. Nel 2020 circa 6000 impianti fotovoltaici hanno aderito a un RCP e 66 di questi RCP hanno acquistato la propria elettricità sul mercato; nel 2021 si è passati rispettivamente a 8600 e a 114 unità. Non è noto quanti di questi RCP corrispondano a immobili residenziali.
2 e 3.
Il Consiglio federale è fedele al principio "una volta libero, sempre libero". Secondo la comunicazione del 24 maggio 2022 della Segreteria tecnica della Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom), nell'ambito dell'RCP tale principio, tuttavia, viene leggermente relativizzato. A un centro di consumo, che in precedenza operava sul libero mercato, è consentito aderire a un RCP con servizio universale, tranne in evidenti casi di abuso di diritto. Questa interpretazione del diritto è motivata dal fatto che la partecipazione a un RCP è aperta a tutti e che un RCP ha anche diritto al servizio universale poiché, nel complesso, va considerato come un centro di consumo proprio (art. 11 cpv. 2 secondo periodo dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico [OAEl; RS 734.71]). Se si costituisce un RCP, sostanzialmente, si ricomincia da capo e occorre nuovamente scegliere tra servizio universale e libero mercato.
Conformemente alla suddetta pratica della ElCom e in risposta all'Ip. 22.3856 "Certezza del diritto in materia di approvvigionamento elettrico", il Consiglio federale disciplina espressamente nell'OAEl questa possibilità di ritorno al servizio universale (attraverso la partecipazione a un RCP). Ciò a condizione che, anche con la partecipazione del rispettivo centro di consumo, restino soddisfatte le condizioni per la costituzione di un RCP, in particolare quelle relative alla potenza di produzione del proprio impianto di produzione di elettricità (cfr. art. 14 cpv. 2 dell'ordinanza sull'energia [OEn; RS 730.01]). La normativa prevede inoltre un termine di attesa di sette anni, durante i quali ai rispettivi centri di consumo è precluso un ritorno al libero mercato. S'impedisce così che i grandi consumatori di elettricità possano passare a piacimento dal libero mercato al servizio universale e viceversa in funzione dell'andamento dei prezzi.
La nuova regolamentazione è cucita su misura per i consumatori finali che partecipano a un RCP esistente o in fase di costituzione. Allo stesso tempo non è esclusa l'applicazione a un RCP del libero mercato, in quanto nel suo complesso non è considerato soltanto un consumatore finale (art. 18 cpv. 1 della legge sull'energia [LEne; RS 730.0]) ma anche un centro di consumo. Nella prassi di esecuzione è quindi necessario chiarire se, in relazione alla condizione "partecipazione a un raggruppamento esistente o nuovo", è sufficiente una mera estensione dell'RCP per poter parlare di un nuovo centro di consumo.
4. Nel caso di costituzione di un RCP i locatari di edifici esistenti conoscono le condizioni e possono dichiararsi contrari a una partecipazione (cfr. art. 17 cpv. 3 LEne). Nel caso di nuove locazioni, per i nuovi RCP viene meno la libera scelta di partecipazione. I locatari possono far valere il diritto all'approvvigionamento da parte del gestore di rete soltanto se il proprietario del fondo non rispetta più i propri obblighi di approvvigionamento elettrico. Secondo l'articolo 16 capoverso 4 lettera c OEn, in caso di costituzione di un RCP il prodotto elettrico che deve essere acquistato esternamente nonché le modalità per un cambio di questo prodotto devono essere stabiliti in forma scritta. I locatari possono esprimere la propria opinione in merito al cambio del prodotto elettrico esterno o all'accesso al mercato. Generalmente, per passare a un nuovo prodotto elettrico più costoso è necessaria l'approvazione della maggioranza ponderata dei partecipanti al raggruppamento. Per tale motivo il Consiglio federale non vede necessità di dover agire.
Risposta del Consiglio federale.