Lexipedia

22.4127 · Interpellanza · 2022-09-29

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il riscaldamento climatico obbliga la Confederazione e i Cantoni a gestire l'acqua in maniera più rigorosa. Tenuto conto del contesto attuale, il Consiglio federale è invitato a pronunciarsi sull'efficacia delle misure adottate attualmente, in particolare la misura 4.1 del rapporto di base sull'approvvigionamento idrico sicuro e gestione delle acque. Inoltre, è invitato a pronunciarsi sulle eventuali misure supplementari previste.

Begründung

Nel 2013, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) ha elaborato una guida pratica suddivisa in dieci parti e un allegato per la gestione integrata delle acque in Svizzera.

Questo strumento intersettoriale, basato direttamente sugli articoli 73 e 76 della Costituzione, è di estrema importanza per i Cantoni in materia di gestione delle acque a scala di bacino. La gestione integrata delle acque mira infatti ad amministrare l'oro blu e le sue infrastrutture su un'ampia scala e sul lungo termine. È pensata per svolgersi in un ciclo continuo di processi di pianificazione, attuazione e sorveglianza ("Gestion par bassin versant. Guide pratique pour une gestion intégrée des eaux en Suisse". Questa pubblicazione è disponibile in francese e in tedesco).

In Svizzera, il cambiamento climatico è caratterizzato da un aumento della temperatura dell'aria di oltre 2° C dall'inizio delle misurazioni nel 1864. L'aria più calda contiene una quantità maggiore d'acqua allo stato gassoso, pari a circa il 6-7 per cento per ogni grado in più. Il riscaldamento globale altera quindi anche il regime di precipitazione. Gli esperti prevedono così periodi di siccità estiva più prolungati accompagnati da eventi di precipitazioni meno frequenti e più intensi. L'acqua a disposizione negli ecosistemi è destinata pertanto a scarseggiare significativamente in estate, comportando penurie a livello regionale che possono causare tensioni relativamente al suo utilizzo (approvvigionamento di acqua potabile, irrigazione dei terreni agricoli, acqua per uso industriale e artigianale, forza idrica, hobby e svago) e al suo mantenimento negli ecosistemi naturali (biodiversità, paesaggio). È peraltro quello che constata il Consiglio federale nel suo rapporto di base sull'approvvigionamento idrico sicuro e gestione delle acque (risposta al postulato 18.3610).

In questo documento il Consiglio federale precisa che, poiché i Cantoni hanno la sovranità sulle acque, garantire una gestione sostenibile delle acque rientra nella loro responsabilità diretta (pag. 16, in francese), ma anche che attualmente la Confederazione non è in grado di adempiere correttamente al mandato costituzionale secondo cui provvede all'utilizzo razionale delle risorse idriche (art. 76 cpv. 1 Cost.) poiché i Cantoni non le forniscono informazioni sufficienti riguardo le misure che intraprendono nei periodi di siccità (pag. 17, in francese). Così, con il cambiamento climatico che si accentua di anno in anno, l'attuale gestione delle acque a livello cantonale risulta quindi insufficiente a garantire la conservazione adeguata e l'utilizzo appropriato delle acque. Il Consiglio federale prevedeva pertanto di modificare l'ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc) al fine di introdurre l'obbligo per i Cantoni di fornirgli rapporti sugli episodi di siccità (misura 4.1).

Infine, nel rapporto "Effetti dei cambiamenti climatici sulle acque della Svizzera" dell'UFAM si rammenta la necessità di elaborare pianificazioni regionali dell'approvvigionamento idrico (pag. 116).

In quest'ottica, raccomandando ai Cantoni esclusivamente di cercare di coordinarsi, l'articolo 46 OPAc risulta limitato.

Una prospettiva del genere appare oggi superata. In una fase di cambiamento climatico, la gestione integrata delle acque dovrebbe essere anche elaborata a scala dei bacini sovracantonali, ad esempio dei dieci grandi fiumi svizzeri definiti nel documento tipizzazione dei corsi d'acqua svizzeri (pag. 33, disponibile in francese e in tedesco).

Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere a queste quattro domande:

- Intende mettere a disposizione un sostegno logistico-finanziario ai Cantoni per consentire un'attuazione rapida ed efficiente della misura 4.1 descritta nel rapporto di base sull'approvvigionamento idrico sicuro e gestione delle acque?

- Ritiene che la misura 4.1 sia adeguata a prevenire in tempo il rischio di siccità a livello sia cantonale che sovracantonale?

- Considera la portata dell'articolo 46 OPAc ancora adeguata alla realtà del cambiamento climatico?

- Prevede di sostenere in maniera significativa i Cantoni che intendono affrontare la gestione integrata delle acque a livello sovracantonale?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nel suo rapporto del 15 giugno 2018 in adempimento del postulato 18.3610, il Consiglio federale ha deciso di introdurre un obbligo di rendiconto sui periodi di siccità a livello cantonale (misura 4.1). La modifica dell'OPAc necessaria a tal fine è in fase di elaborazione ed entrerà in vigore presumibilmente alla fine del 2024. Questa disciplinerà in maniera chiara e unitaria quali dati dovranno essere registrati dai Cantoni e in quale formato dovranno esseri inviati alla Confederazione. Per questi lavori non è necessario il sostegno finanziario della Confederazione.

2. Il 18 maggio 2022 il Consiglio federale ha incaricato l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), MeteoSvizzera e swisstopo di istituire entro il 2025 un sistema di rilevamento precoce e di allerta dei periodi di siccità. Questo sistema di preallerta consentirà ai Cantoni e a diversi gruppi di utenti (p. es. nell'agricoltura) di adottare per tempo le misure preventive necessarie. L'obbligo di rendiconto a livello cantonale illustrerà in quali settori sussistono ancora problemi (p. es. conflitti tra l'irrigazione a scopo agricolo e i fornitori di acqua potabile e il fabbisogno idrico degli ecosistemi). Sulla base dei settori problematici rilevati, i Cantoni possono adottare misure corrispondenti. Si possono ipotizzare ad esempio misure per garantire l'approvvigionamento di acqua potabile o il potenziamento dell'acqua industriale a fini irrigui senza pregiudicare l'ecologia. Ciò include, se necessario, anche un coordinamento delle misure tra i Cantoni.

3. Secondo la Cost., la sovranità in materia di acque e, di conseguenza, la responsabilità della gestione idrica spetta ai Cantoni. A causa degli eventi di siccità verificatisi nel 2003, 2015 e 2018, più della metà dei Cantoni ha già attuato una pianificazione regionale delle risorse idriche o questa è in fase di elaborazione. Queste pianificazioni delle risorse idriche verranno orientate verso le sfide e le necessità a livello regionale. Sui confini cantonali, i Cantoni devono coordinarsi tra loro. Secondo la Confederazione, quest'obbligo di coordinamento continua a essere proficuo e viene attuato anche dai Cantoni. Con l'obbligo di rendiconto sui periodi di siccità a livello cantonale, la Confederazione ottiene un nuovo strumento importante per poter reagire ancora meglio alle sfide del cambiamento climatico.

4. Per la gestione della siccità, nel 2017 l'UFAM ha messo a disposizione dei Cantoni l'identificazione delle zone a rischio (modulo 1), la gestione sul lungo termine delle risorse idriche (modulo 2) e la gestione delle situazioni eccezionali (modulo 3). Molti Cantoni hanno già attuato le misure suggerite e si sono coordinati con i Cantoni limitrofi. Secondo la Confederazione, non occorre un finanziamento di strumenti di pianificazione cantonali.

Risposta del Consiglio federale.