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22.4137 · Interpellanza · 2022-09-29

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Come giudica il Consiglio federale la situazione migratoria riguardo alla rotta balcanica e alle conseguenze della politica in materia di visti della Serbia?

Quali misure prende in considerazione in questo contesto, in particolare per quanto riguarda il crescente numero di migranti alla frontiera austriaco-svizzera?

Il 28 settembre 2022 il Capo del DFGP ha incontrato il Ministro austriaco dell'interno. Questo incontro ha prodotto risultati che possono essere comunicati? Quali?

Come giudica il Consiglio federale le conseguenze di questa crescente migrazione per la Svizzera? È necessario modificare la politica d'asilo?

Begründung

Negli ultimi mesi, dopo la pandemia di COVID e lo scoppio della guerra in Ucraina, la migrazione all'interno dell'Europa è di nuovo aumentata. Un ruolo particolarmente importante è svolto dalle rotte attraverso i Balcani collegate con le decisioni della Serbia in materia di visti.

Alla frontiera svizzera con l'Austria si è registrato un forte aumento del numero di migranti. Il Consiglio federale è pregato di fornire una valutazione della situazione e di illustrare quali misure ha adottato o intende adottare perché le ritiene necessarie vista la situazione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel primo semestre 2022 l'Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha registrato circa 114 720 transiti illegali del confine alle frontiere esterne di Schengen. L'aumento più marcato della migrazione è stato osservato sulla rotta balcanica, lungo la quale il numero delle persone intercettate è quasi triplicato rispetto ai primi sei mesi dell'anno precedente. Tra gennaio e settembre 2022 l'Austria ha registrato 71 885 domande d'asilo (la Svizzera: 15 043).

La politica in materia di visti di alcuni Paesi dei Balcani occidentali, in particolare della Serbia, costituisce una sfida per gli Stati Schengen e quindi anche per la Svizzera. Ad esempio, i cittadini di Turchia, India, Tunisia e Burundi possono entrare senza visto in Serbia, da dove spesso proseguono il loro viaggio in maniera illegale. Il numero di migranti provenienti dai suddetti Paesi e intercettati alla frontiera orientale svizzera è quindi aumentato sensibilmente. Tuttavia, la maggior parte di queste persone non presenta una domanda d'asilo in Svizzera, ma prosegue il viaggio verso altri Stati europei.

In occasione dell'incontro, il 28 settembre 2022, tra il ministro dell'interno austriaco Gerhard Karner e la consigliera federale Karin Keller-Sutter, Austria e Svizzera hanno deciso di potenziare la collaborazione nella lotta alla migrazione illegale. A tal fine hanno concordato un piano d'azione comune, che comprende misure di polizia di frontiera e di politica migratoria a livello bilaterale e internazionale. Austria e Svizzera si adoperano quindi a favore di una riforma profonda del sistema europeo di migrazione e asilo. Il piano d'azione è disponibile sul sito Internet del DFGP.

La Svizzera partecipa a iniziative europee comuni che intendono indurre i Paesi dei Balcani occidentali a modificare la loro politica in materia di visti. La Serbia ha già annunciato che i cittadini di Tunisia e Burundi saranno di nuovo sottoposti all'obbligo del visto. L'obiettivo è impedire che una politica liberale in materia di visti incentivi ulteriormente la migrazione illegale sulla rotta balcanica.

Risposta del Consiglio federale.