22.4188 · Postulato · 2022-09-29
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare i possibili adeguamenti legislativi per orientare il freno all'indebitamento verso l'obiettivo della stabilizzazione del tasso d'indebitamento e di presentare un rapporto al riguardo.
Begründung
Il freno all'indebitamento della Confederazione esige che sull'arco del ciclo congiunturale le uscite ordinarie siano di pari entità rispetto alle entrate ordinarie. In tal modo il debito lordo si stabilizza e, in caso di crescita tendenziale del PIL positiva, il tasso d'indebitamento (debito lordo in % del PIL) continua a diminuire. Un tasso d'indebitamento in calo non è tuttavia né indispensabile né auspicabile per garantire finanze pubbliche sostenibili. Basta semplicemente mantenere un tasso d'indebitamento stabile. Infatti, non esistono evidenze scientifiche che provano l'esistenza di un legame negativo tra il tasso d'indebitamento e la crescita economica. Pertinenti studi che, ad esempio, attribuiscono a un tasso d'indebitamento elevato un effetto causale negativo sulla crescita economica sono stati nel frattempo confutati.
Il freno all'indebitamento non incide semplicemente sulle uscite ed entrate correnti, ma anche sugli investimenti. A lungo termine, la Confederazione è dunque obbligata a finanziare gli investimenti integralmente e con propri mezzi. Un'assunzione di crediti netti non è possibile nemmeno per finanziare grandi investimenti. Soprattutto quando si tratta di un'economia in crescita sussiste quindi il rischio che gli investimenti nelle infrastrutture pubbliche siano troppo scarsi. Questa limitazione è particolarmente grave alla luce dell'elevato fabbisogno di investimenti per affrontare la crisi climatica e della biodiversità. Anche se la Svizzera dispone di sufficiente capitale, le direttive del freno all'indebitamento non ammettono l'emissione di ulteriori prestiti (ad es. "green bond") a favore di nuovi investimenti sostanziali in provvedimenti per la protezione del clima e delle specie.
Un tasso d'indebitamento stabile rende il debito delle amministrazioni pubbliche sostenibile, senza limitare eccessivamente l'attività statale. Infatti, ammette deficit nel bilancio della Confederazione, a condizione che la crescita del PIL sia positiva. Quando il tasso di variazione del debito lordo corrisponde a quello del PIL, risulta un tasso d'indebitamento stabile. In altre parole, ogni anno la Confederazione può consentire un nuovo indebitamento e quindi produrre deficit fintantoché la crescita tendenziale del PIL rimarrà positiva. Nell'ambito del freno all'indebitamento, l'attuazione potrebbe ad esempio avvenire con un fattore di crescita che, in funzione del tasso d'indebitamento, stabilisce un supplemento al fattore congiunturale e aumenta in modo corrispondente il limite delle uscite ordinarie.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La Costituzione federale definisce l'obiettivo del freno all'indebitamento, secondo cui la Confederazione equilibra a lungo termine le sue uscite ed entrate. In questo modo il debito rimane stabile a lungo termine, ma diminuisce nel raffronto con la prestazione economica (tasso d'indebitamento in % del PIL). Da quando è stato introdotto, nel 2003, il freno all'indebitamento ha dimostrato di essere uno strumento valido. La congiuntura favorevole e il correlato incremento delle entrate fiscali hanno consentito di aumentare costantemente le uscite. Le eccedenze di finanziamento, risultate più consistenti delle previsioni, hanno inoltre reso possibile una riduzione del debito lordo e del tasso d'indebitamento (2003: 124 mia. fr. e 25,3 %; 2021: 109 mia. fr. e 14,6 %) e di conseguenza un miglioramento della capacità della Confederazione di resistere alle crisi.
In situazioni di crisi, il freno all'indebitamento si è rivelato flessibile. Questo ha permesso alla Confederazione di effettuare uscite straordinarie di importo elevato per fronteggiare la pandemia da coronavirus, per preservare posti di lavoro e redditi, così come per garantire l'approvvigionamento sanitario. Per ridurre l'indebitamento dovuto alla pandemia senza dover ricorrere ad aumenti delle imposte o a programmi di risparmio, il Parlamento ha approvato una modifica della legge federale sulle finanze della Confederazione. In tal modo si sfrutta il margine di manovra dato dalla Costituzione.
L'autore del postulato propone per contro una modifica sostanziale del freno all'indebitamento. Nel nuovo scenario di stabilizzazione del tasso d'indebitamento sarebbe ammissibile che il debito lordo aumentasse di pari passo con la crescita economica nominale e che la Confederazione registrasse deficit di finanziamento della stessa portata. Ciò comporterebbe però il superamento duraturo delle uscite rispetto alle entrate, il che richiederebbe una modifica costituzionale.
Il freno all'indebitamento non influisce sulle priorità di politica finanziaria. Anzi, lascia al Consiglio federale e al Parlamento il margine necessario per favorire investimenti all'interno del limite delle uscite. Per finanziare un aumento duraturo delle uscite non è da escludere neppure un aumento delle imposte. Nel caso delle principali imposte federali, ossia l'imposta federale diretta e l'imposta sul valore aggiunto, ciò renderebbe necessaria una modifica costituzionale.
Al momento il Consiglio federale non vede alcun motivo per esaminare le basi legali che disciplinano il freno all'indebitamento. L'obiettivo principale è riuscire a finanziare le crescenti uscite nel quadro delle normative vigenti.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.