22.4195 · Interpellanza · 2022-09-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel suo rapporto esplicativo relativo alla modifica dell'ordinanza concernente il progetto pilota "Intervento precoce intensivo per i bambini affetti da autismo infantile", l'UFAS commenta l'articolo 7 capoverso 4 lettera e nel modo seguente: "Dalle esperienze maturate negli ultimi quattro anni è emerso che, a seconda del modello d'intervento scelto, la quota del 30 per cento di personale medico può risultare troppo elevata e che questa condizione non è utile per la qualità dell'IPI. I risultati del modello di finanziamento mostrano che è più opportuno applicare il valore mediano, ovvero il 20 per cento."
Considerando che vi è da temere un disimpegno dell'AI, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Limitare l'importo forfettario versato ai Cantoni a 45 000 franchi all'anno per bambino, mentre sarebbero necessari 60 000 franchi e il mantenimento della quota del 30 per cento di personale medico (p. es. Ginevra stima i costi di un caso grave a 107 000 franchi all'anno per bambino), non è un segnale sbagliato inviato ai Cantoni dall'AI per quanto riguarda i casi di autismo? Correggendo verso il basso gli importi, le percentuali e il numero di ore di intervento, non si dà l'impressione che l'AI, con un abile stratagemma, riesca a evitare di pagare di più?
2. Ritenendo che la quota terapeutica del 30 per cento sia troppo elevata, non si rischia di minimizzare la qualità e l'efficacia dell'atto medico nei confronti dei genitori e dei loro figli? Su quale base si fonda questa constatazione sminuente?
3. Il Consiglio federale non ritiene che i criteri di specificazione concernenti le formazioni necessarie non siano abbastanza precisi? Il personale non dovrebbe essere formato anche sulle specificità dell'intervento precoce intensivo? La prassi dell'accreditamento congiunto non è un modo di procedere elaborato alla bell'e meglio?
Stellungnahme des Bundesrates
1. L'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) sta organizzando la proroga del progetto pilota "Intervento precoce intensivo per i bambini affetti da autismo infantile" (IPI) fino alla fine di dicembre del 2026, in modo da concretizzare le varie misure relative all'efficacia e al finanziamento dell'IPI e avere il tempo di procedere alle necessarie modifiche legislative. Si tratta di una chiara espressione della volontà di mantenere il sostegno dell'assicurazione invalidità (AI) ai programmi di IPI.
Lo strumento del progetto pilota serve a verificare la fondatezza di una procedura. Dopo aver svolto ampie indagini, i gruppi di lavoro incaricati di valutare l'efficacia e i costi dell'IPI, in cui erano rappresentati anche i Cantoni, sono giunti alla conclusione che un volume minimo di 15 ore alla settimana di lavoro diretto con il bambino fornito da personale specializzato è indicato. Considerando l'intero territorio nazionale, questo personale specializzato consta in media del 20 per cento di personale medico-terapeutico.
L'AI partecipa ai costi dell'IPI nella misura di 45 000 franchi per bambino, a condizione che questo si svolga in centri riconosciuti. Nel quadro della proroga del progetto pilota, l'UFAS prevede il medesimo importo forfettario. Non vi sono dunque modifiche verso il basso degli importi coperti dall'AI. Anzi, il numero di partecipanti al progetto pilota non è limitato e, in base alle esperienze fatte finora, l'UFAS stima che le capacità di presa a carico dei Cantoni aumenteranno. La proroga del progetto pilota comporterà dunque spese supplementari per l'AI.
2. Nel quadro di un programma di IPI, l'interdisciplinarità costituisce un fattore d'intervento cruciale. La maggior parte delle prestazioni in questione è attualmente fornita dal personale pedagogico-terapeutico, il che non è assolutamente sminuente. In media, la ripartizione delle categorie professionali coinvolte nell'IPI in Svizzera è la seguente: 72 per cento di personale pedagogico-terapeutico, 20 per cento di personale medico-terapeutico e 8 per cento di personale di altro tipo. Dalle esperienze degli ultimi anni emerge che la quota minima del 30 per cento di personale medico è troppo elevata e che il valore mediano (20 %) risulta più adeguato.
3. La formazione degli operatori specializzati in autismo infantile è molto varia. Non appare necessario prevedere disposizioni più precise a livello federale, per non limitare indebitamente l'autonomia dei Cantoni, delle istituzioni che propongono l'IPI e delle scuole universitarie.
La condizione attualmente prevista del riconoscimento dei fornitori di prestazioni di IPI da parte dell'UFAS è necessaria nel quadro del progetto pilota, poiché l'UFAS conclude convenzioni direttamente con i fornitori di prestazioni e deve verificare l'adempimento delle condizioni per la partecipazione al progetto pilota. Il riconoscimento è accordato anche ai fornitori di prestazioni che hanno concluso con il Cantone in cui hanno sede una convenzione relativa all'esecuzione dell'IPI, purché adempiano le medesime condizioni. Il riconoscimento da parte dell'UFAS non dovrebbe essere protratto oltre la durata del progetto pilota.
Risposta del Consiglio federale.