22.4244 · Interpellanza · 2022-09-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Le procedure di dialisi domiciliare (dialisi peritoneale ed emodialisi a domicilio, PD/HHD) sono terapie che dal punto di vista medico equivalgono all'emodialisi classica effettuata in un centro specializzato in caso di insufficienza renale cronica. Le PD/HHD, tuttavia, offrono ai pazienti maggiore indipendenza, autodeterminazione e libertà e sono molto più economiche rispetto alle terapie in un centro di dialisi. La differenza, in termini di costi, può ammontare fino a 30 000 franchi all'anno per paziente. Nel nostro Paese si privilegiano invece le costose terapie effettuate nei centri di dialisi e il potenziale delle PD/HHD non viene sfruttato a sufficienza. Nel confronto internazionale, la Svizzera si situa tra i fanalini di coda in questo settore. Nei Paesi scandinavi, la quota di dialisi peritoneale supera ampiamente il 20 per cento, mentre nel nostro Paese la quota di dialisi domiciliare rimane notevolmente al di sotto del 10 per cento. In altri termini, c'è un elevato potenziale di incremento dell'efficienza che darebbe ai pazienti maggiore libertà e responsabilità e allo stesso tempo consentirebbe di risparmiare risorse infermieristiche negli ospedali.
Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
- Perché la dialisi peritoneale e l'emodialisi a domicilio (PD/HHD) sono così poco diffuse nel nostro Paese?
- In che modo è possibile promuoverle e come intende procedere al riguardo?
- Che cosa si potrebbe fare perché i pazienti siano meglio informati sulle opzioni terapeutiche disponibili?
- Nel caso in cui i partner tariffali non riescano ad accordarsi su misure efficaci, sarebbe opportuno dare la priorità alle terapie domiciliari indicate sotto il profilo medico agendo sulle disposizioni del catalogo delle prestazioni nell'OPre?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Dati del registro internazionale delle terapie sostitutive renali (emodialisi, dialisi peritoneale e trapianto di rene) risalenti al 2019 indicano che, in Svizzera, il numero di nuovi pazienti che necessitano di una di queste terapie è complessivamente basso rispetto alla media europea. Tali dati riflettono il buon livello dell'assistenza sanitaria per le malattie renali croniche nel nostro Paese. Nel 2019, la quota di emodialisi a domicilio riferita ai nuovi pazienti che necessitano di una terapia sostitutiva renale superava quella della Svizzera soltanto in due regioni; al contrario, la quota di dialisi peritoneali in Svizzera (13 %) era nettamente inferiore a quella registrata in Paesi come la Danimarca (33 %), la Svezia (31 %) e la Norvegia (26 %). Occorre tuttavia tenere presente che la dialisi peritoneale non è adatta a tutti i pazienti: fattori come la funzione renale residua, la comorbilità e un ambiente di vita idoneo costituiscono possibili ostacoli.
La scelta del tipo di dialisi può dipendere da diversi motivi, sia da parte del fornitore di prestazioni che del paziente. È importante, in particolare, che i pazienti siano ben informati e consigliati sulle diverse possibilità terapeutiche. Inoltre, bisogna presumere che la densità relativamente elevata di centri dialisi influisca sulla quota di emodialisi effettuate in queste strutture.
2. / 3. Come esposto dal Consiglio federale nelle sue risposte a precedenti interventi parlamentari (interpellanza Stahl 07.3656 "Promuovere la dialisi a domicilio", mozione Stahl 08.3851 "Promuovere la dialisi a domicilio", postulato Gilli 10.4080 "Dialisi in Svizzera. Offerta, informazione e scelta tra i diversi sistemi"), spetta innanzitutto ai partner tariffali promuovere la dialisi peritoneale o a domicilio. Al riguardo, nel contratto nazionale sulle prestazioni di dialisi in vigore dal 2012, i partner tariffali si sono impegnati a trattare il 20 per cento dei nuovi pazienti con la dialisi a domicilio o la dialisi autogestita ("self-care"). Nella dialisi autogestita, dopo aver ricevuto una formazione, i pazienti eseguono autonomamente buona parte dell'emodialisi nel centro. Se la quota di promozione non viene raggiunta, l'anno successivo la tariffa per le dialisi effettuate nei centri viene ridotta. Nel 2018, la stragrande maggioranza di questi centri ha raggiunto la quota fissata nel contratto nazionale. Spetta ai partner tariffali valutare l'opportunità di adottare ulteriori misure per promuovere la dialisi a domicilio, come l'introduzione di prescrizioni sull'informazione dei pazienti o di procedure preliminari per la garanzia di assunzione dei costi.
4. I criteri medici e sociali per effettuare dialisi a domicilio sono generalmente noti. La possibilità e l'opportunità, per il paziente, di optare per questo tipo di terapia devono essere valutate nel singolo caso. Il Consiglio federale ritiene che le misure per promuovere la dialisi a domicilio possano essere concordate al meglio tra i partner tariffali (tramite convenzioni tariffali e sulla qualità). La gestione dell'offerta dei centri dialisi è di competenza esclusiva dei Cantoni. È difficile stabilire in quale misura l'introduzione, nell'ordinanza sulle prestazioni (OPre; RS 832.112.31), di norme generali supplementari sull'obbligo di presa a carico da parte dell'assicurazione possa generare un ulteriore effetto promozionale. Ad ogni modo, il compito di verificare il rimborso dei costi nel singolo caso spetta ai partner tariffali.
Risposta del Consiglio federale.