22.4248 · Postulato · 2022-09-30
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le modalità per elaborare, di concerto con i Cantoni, un piano d'azione nazionale contro le ondate di calore che indichi come proteggere la popolazione dal surriscaldamento e dai suoi effetti sulla salute. Il piano dovrebbe inoltre tenere conto dei livelli di allarme stabiliti su basi scientifiche e presentare le misure da adottare, in particolare per i gruppi a rischio, e le relative responsabilità.
Begründung
Secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale che ha sede a Ginevra, lunghi periodi di calore intenso come quelli dell'estate del 2022 faranno parte in futuro del clima europeo. ln Svizzera, l'estate appena trascorsa è stata una delle più calde e, fino ad agosto, anche una delle più secche in assoluto. Questa situazione sarà purtroppo destinata a diventare la norma se non riusciremo a ridurre le emissioni di gas serra molto rapidamente e a livello globale. L'estate canicolare che ci siamo lasciati alle spalle è stata l'ennesima dimostrazione che, in Svizzera, non tuteliamo sufficientemente le persone dagli effetti del calore e che mancano piani d'azione coordinati per proteggere la salute della popolazione. L'approccio attuale, secondo cui la Confederazione emana raccomandazioni che i Cantoni possono, ma non devono, attuare è insoddisfacente e mina gli sforzi di prevenzione sanitaria. L'imperativo, in futuro, è ridurre in modo coordinato e in tutta la Svizzera i decessi dovuti al calore intenso, per i gruppi a rischio in particolare, ma anche e soprattutto perché è ormai provata la correlazione fra tasso di mortalità e ondate di calore legate al clima. Durante la scorsa estate canicolare si è registrata in Svizzera una sovramortalità (+1600 decessi di persone con più di 65 anni): il tasso è addirittura superiore a quello dell'estate record del 2003. Come sottolineato dal Consiglio federale nella sua risposta all'interpellanza 19.3856, la mortalità legata alla canicola nell'estate del 2018 è stata inferiore nei Cantoni che avevano attivato piani di misure per far fronte alle ondate di calore (GE, VD, FR, VS, NE, TI) rispetto a quelli che non avevano adottato simili piani. La dottoressa Martina Ragettli della divisione Rischi fisici e salute dell'Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero (Swiss TPH) fa riferimento a studi sull'estate canicolare del 2015 che documentano circa 800 decessi e numerosi ricoveri d'urgenza in Svizzera dovuti al calore intenso. Nel 2018 ha inoltre esaminato la correlazione tra temperatura e mortalità per il periodo dal 1995 al 2013 per otto grandi città della Svizzera, evidenziando che nelle città senza piani d'azione cantonali contro le ondate di calore Basilea, Berna, Lucerna, San Gallo e Zurigo questa correlazione, nei mesi estivi, non è mutata dopo il 2003, mentre in città dotatesi di piani d'azione Ginevra, Losanna e Lugano il rischio di mortalità dovuto al caldo intenso è diminuito sensibilmente dopo il 2003.
Lo Swiss TPH dell'Università di Basilea ha elaborato un catalogo di misure per gestire le ondate di calore su cui la Confederazione e i Cantoni possono basarsi per preparare un piano d'azione nazionale coordinato. Nella sua risposta all'interpellanza Weichelt 20.3783, il Consiglio federale stesso fa riferimento a questa base scientifica. L'approccio raccomandato di un piano in tre fasi permetterebbe di informare sistematicamente la popolazione sugli effetti negativi del caldo intenso sulla salute e sui comportamenti corretti da tenere durante le ondate di calore, in particolare per le persone a rischio. Dovrebbe in seguito essere istituito un sistema di allerta canicola per sorvegliare l'andamento della situazione meteorologica durante l'estate, sulla scorta delle informazioni diffuse regolarmente da MeteoSvizzera. Infine occorrerebbe anche un sistema di monitoraggio della situazione. L'OMS ha recentemente riassunto le evidenze scientifiche sull'efficacia dei piani d'azione contro le ondate di calore. È provato che i piani d'azione sono una strategia adeguata per proteggere la salute delle persone dal caldo intenso. L'OMS raccomanda pertanto di integrare tali piani nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici e di orientarli alle specificità regionali, come si può leggere nel suo rapporto: "[...], the evidence presented clearly points to a need to expand the number, coverage and reach of HHAPs in the Region." (https://www.who.int/europe/publications/i/item/9789289055406)
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole che il caldo intenso rappresenta un rischio per la salute della popolazione, soprattutto per gli anziani, i bambini piccoli e le persone con malattie preesistenti. Per questo motivo, già da alcuni anni sta mettendo in atto diverse misure per far fronte alle conseguenze dei periodi di canicola, sempre più frequenti e intensi. Già nel 2012 ha adottato la strategia "Adattamento ai cambiamenti climatici" (www.bafu.admin.ch > Temi > Clima > Informazioni per gli specialisti > Adattamento ai cambiamenti climatici > Strategia del Consiglio federale), che comprende una parte dedicata alla salute umana e animale. Le misure per l'attuazione della strategia sono riunite in piani d'azione (www.bafu.admin.ch > Temi > Clima > Informazioni per gli specialisti > Adattamento ai cambiamenti climatici > Strategia del Consiglio federale > Attuazione della strategia). Il primo piano d'azione per il periodo 2014-2019 contiene 63 misure di adattamento adottate dagli uffici federali. Il secondo piano d'azione per il periodo 2020-2025 ne comprende 75. Una di queste è il programma pilota "Adattamento ai cambiamenti climatici" (www.nccs.admin.ch > Provvedimenti > Programma pilota), che consiste in due fasi programmatiche e in diversi progetti (prima fase 2014-2017 con 31 progetti; seconda fase 2019-2022 con 50 progetti). Il programma, avviato da sei uffici federali, sostiene progetti innovativi per l'adattamento ai cambiamenti climatici in ambiti quali lo stress da calore, lo sviluppo delle città, la penuria di acqua, i pericoli naturali e le alterazioni degli ecosistemi. I risultati della seconda fase dovrebbero essere disponibili entro la fine del 2022.
Oltre a queste misure, sono stati elaborati e messi a disposizione di Cantoni, città e Comuni diversi strumenti. A livello federale, la rete per i servizi climatici (National Centre for Climate Services, NCCS), istituita nel 2015, svolge un ruolo importante nel coordinare la collaborazione per la messa a disposizione di informazioni e dati scientifici. Il rapporto "Ondate di calore in città" (www.bafu.admin.ch > Temi > Clima > Pubblicazioni e studi > Ondate di calore in città), pubblicato nel 2018 dall'Ufficio federale dell'ambiente e dall'Ufficio federale dello sviluppo territoriale, funge da ausilio pianificatorio per i Comuni e le città, con l'obiettivo di perseguire uno sviluppo degli insediamenti adattato ai cambiamenti climatici. Inoltre, in relazione al Piano d'azione, l'Istituto tropicale e di salute pubblica svizzero ha pubblicato un documento informativo sulla gestione delle ondate di calore, aggiornato nel 2021. Dal 2005 il sistema di allerta di MeteoSvizzera emette allerte canicola per le autorità e la popolazione. Nel 2020 il sistema è stato aggiornato e adeguato alle nuove conoscenze scientifiche sulla correlazione tra stress da calore e mortalità. Concretamente, in collaborazione con i Cantoni e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), il sistema di allerta di MeteoSvizzera è stato integrato con il nuovo indicatore di calore "temperatura media giornaliera", nuovi valori soglia e un ulteriore livello di pericolo. Inoltre, le raccomandazioni dell'UFSP alla popolazione e alle strutture sanitarie su come comportarsi in caso di caldo intenso vengono aggiornate a intervalli regolari.
In relazione a quanto chiesto dal postulato, il Consiglio federale ritiene di avere già adottato le misure di propria competenza. In mancanza di una base legale, la Confederazione non può obbligare i Cantoni ad attuare un piano d'azione nazionale contro le ondate di calore.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.