22.4274 · Mozione · 2022-11-17
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare misure ragionevoli e appropriate per sostenere la società civile iraniana nella lotta per i diritti delle donne e i diritti umani.
Una minoranza della Commissione (Chiesa, Minder, Müller Damian) propone di respingere la mozione.
Begründung
Da quando, circa quattro settimane fa, la ventiduenne Mahsa Amini è stata picchiata a morte dalla "polizia morale" per non aver indossato correttamente il velo, in ogni angolo dell'Iran decine di migliaia di persone scendono in piazza per protestare contro il regime dei mullah. Gli iraniani di tutte le classi sociali ed etnie chiedono la fine del regime repressivo guidato dal leader religioso Ali Chamenei.
La Repubblica islamica reagisce alle proteste con la violenza fisica. La polizia, i militari e le temute milizie Basij hanno già ucciso più di 120 dimostranti, tra cui almeno 23 bambini. Si contano migliaia di feriti, rapiti o maltrattati.
In questo momento è estremamente importante che la Svizzera sostenga finanziariamente e mediante ulteriori misure appropriate le organizzazioni non governative iraniane che si impegnato a favore dei diritti delle donne e dei diritti umani.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condanna il ricorso alla violenza da parte delle forze di sicurezza iraniane in risposta alle manifestazioni. La Svizzera ha reagito ai recenti sviluppi in Iran con diversi interventi diplomatici a più livelli, sul piano bilaterale così come su quello multilaterale. Il DFAE ha ripetutamente denunciato l'uso sproporzionato della forza da parte delle autorità iraniane. Ha inoltre lanciato vari appelli all'Iran affinché rispetti i diritti umani e in particolare i diritti di donne e ragazze, come pure il diritto alla vita e alla libertà d'espressione. Nel 2022 l'allora presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, è intervenuto personalmente a due riprese rivolgendosi al presidente Raisi. Alla luce della portata e della persistenza delle violazioni dei diritti umani commesse nell'ambito delle manifestazioni, la Svizzera ha sostenuto la risoluzione adottata dal Consiglio dei diritti umani durante la sessione speciale sull'Iran, tenutasi lo scorso 24 novembre, che prevede la creazione di una missione di accertamento dei fatti al fine di documentare e preservare le prove di tali violazioni.
Il DFAE intrattiene inoltre un dialogo con l'Iran sulle questioni relative ai diritti umani. In quest'ottica, sfrutta l'accesso privilegiato alle autorità iraniane di cui gode la Svizzera. Nel quadro di tale dialogo vengono discussi apertamente casi individuali, riguardanti in particolare difensori dei diritti umani e persone condannate a morte nonostante fossero minorenni al momento dei fatti, che in seguito vengono ripresi in occasione di incontri bilaterali di alto livello.
Nel contesto attuale, qualsiasi forma di sostegno diretto a organizzazioni della società civile che si impegnano per tutelare i diritti umani espone queste ultime a considerevoli rischi di rappresaglie. Nel rispetto del principio della precauzione, la Svizzera basa il suo operato in materia di diritti umani in Iran su collaborazioni con le organizzazioni internazionali. Concretamente, il DFAE sostiene progetti dell'UNICEF e dell'Alto Commissariato dell'ONU per i diritti umani nell'ambito della giustizia minorile in Iran, volti in particolare a migliorare l'accesso alla giustizia per i minori, incluse le ragazze, e a introdurre una moratoria sulle esecuzioni di persone minorenni al momento dei fatti. L'Ambasciata di Svizzera a Teheran appoggia inoltre progetti di ONG nel settore dello sviluppo, dell'aiuto umanitario e della sicurezza umana a favore della società iraniana.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.