22.4285 · Interpellanza · 2022-11-28
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Dall'inizio della guerra in Ucraina la Svizzera, un Paese in linea di principio neutrale, ha seguito senza esitazioni l'Unione europea nelle sue sanzioni contro la Russia. Evidentemente non sosteniamo che queste sanzioni siano ingiustificate, anzi.
Ci chiediamo perché il nostro Governo non adotti le stesse sanzioni nei confronti del Governo israeliano, visto che anche questo Paese compie crimini simili. La Russia sta bombardando l'Ucraina e uccidendo civili innocenti. Analogamente, Israele bombarda Gaza uccidendo civili innocenti. Lo Stato israeliano si comporta nello stesso modo nella Cisgiordania occupata: l'ultimo esempio al riguardo è l'omicidio di una giornalista americana. Il Governo israeliano rifiuta persino qualsiasi indagine internazionale su questo crimine.
Inoltre, è appena entrato a far parte del Governo un partito di estrema destra che non chiede altro che la deportazione di tutti i Palestinesi dal Paese, che di fatto è il loro.
- Il Consiglio federale può spiegarci le ragioni che giustificherebbero questo trattamento preferenziale?
- Il Consiglio federale obbedisce a organi superiori (NATO) rifiutando ostinatamente di condannare e sanzionare lo Stato di Israele?
- Come può il Consiglio federale, in queste condizioni, continuare a intrattenere cooperazioni e relazioni militari con un Paese che viola tutte le regole internazionali?
Stellungnahme des Bundesrates
La Svizzera promuove il rispetto del diritto internazionale in tutto il mondo, anche in Medio Oriente, dove invita regolarmente tutte le parti ad adempiere i loro obblighi in virtù del diritto internazionale e ad astenersi dall'adottare qualsiasi misura unilaterale che possa compromettere gli sforzi di pace. Secondo la legge sugli embarghi (LEmb; RS 946.231), la Confederazione può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni adottate dall'ONU, dall'OSCE o dai principali partner commerciali della Svizzera. Israele non è soggetto a tali sanzioni. Per quanto riguarda le relazioni militari bilaterali, si tratta di uno scambio di informazioni ed esperienze tra esperti in determinati settori, in particolare in quello tecnologico e informatico. Nel valutare l'acquisto di armamenti in Israele, il Consiglio federale considera non solo gli aspetti tecnico-militari, ma anche questioni di politica estera. Ritiene pertanto che non ci sia alcun motivo di modificare la prassi attuale.
Risposta del Consiglio federale.