Eccezioni all'obbligo di esercitare l'attività per tre anni di cui all'articolo 37 capoverso 1 LAMal in caso di comprovata penuria di medici
22.431 · Iniziativa parlamentare · 2022-05-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Ausgangslage
Rapporto della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale del 29 novembre 2022
Presentazione del progretto
La Commissione propone di completare l'articolo 37 LAMal con un nuovo capoverso 1bis che, in caso di offerta sanitaria insufficiente, consentirebbe ai Cantoni di autorizzare a esercitare a carico dell'AOMS i fornitori di prestazioni che non hanno svolto i tre anni di attività richiesti dall'articolo 37 capoverso 1 LAMal. In questo modo, se un Cantone dovesse constatare che l'offerta sanitaria è insufficiente sul suo territorio potrebbe autorizzare eccezioni caso per caso e in applicazione diretta della legge federale, senza che sia necessario prevedere ulteriori norme a livello cantonale. La Commissione sostiene che questa soluzione ha il vantaggio di poter essere applicata rapidamente. Tuttavia la CSSS-N intende limitare questa regola derogatoria ai seguenti settori delle cure di base ambulatoriali: medici di base, pediatri, psichiatri e psicoterapeuti infantili e dell'adolescenza. In tal modo un Cantone potrebbe eccezionalmente autorizzare, in uno di questi settori, un fornitore di prestazioni che non soddisfa la condizione di possedere un'esperienza triennale, così da evitare che la copertura sanitaria diventi insufficiente.
La CSSS-N ha deciso di non precisare in modo esplicito il concetto di offerta sanitaria insufficiente, lasciando volontariamente un margine di apprezzamento ai Cantoni. Questi ultimi sono responsabili di garantire la copertura sanitaria sul loro territorio. Devono quindi essere in grado di determinare autonomamente se esiste una situazione di offerta sanitaria insufficiente.
La Commissione ha scelto di limitare la regola derogatoria prevista nell'articolo 37 capoverso 1bis PP-LAMal ai settori delle cure di base ambulatoriali. Inizialmente la Commissione aveva previsto di limitare il suo progetto ai medici di base e ai pediatri. Nel corso delle discussioni, in seno alla Commissione diverse persone hanno segnalato la necessità di intervenire per contrastare il rischio di una copertura sanitaria insufficiente anche nel campo della psichiatria e psicoterapia infantile e dell'adolescente. La maggioranza della CSSS-N ha quindi deciso di includere anche questo diploma tra quelli che potrebbero beneficiare dell'eccezione.
Communicato stampa del Consiglio federale del 25.01.2023
(...) Nel suo parere, il Consiglio federale sostiene la proposta della CSSS-N a condizione che sia limitata nel tempo e che non rimetta sostanzialmente in questione l'obiettivo concernente la garanzia della qualità e l'economicità delle prestazioni mediche. È inoltre importante che la disposizione derogatoria si applichi soltanto a quattro ambiti medici: la medicina generale, la pediatria, la psichiatria nonché la psicoterapia dell'infanzia e dell'adolescenza.
Wortlaut
La Commissione decide di elaborare un progetto volto a evitare il rischio di una penuria di medici a seguito delle condizioni d'autorizzazione entrate in vigore il 1° gennaio 2022, in particolare nella medicina di base ambulatoriale.
Le disposizioni concernenti le particolari condizioni d'autorizzazione dei medici nell'articolo 37 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) vanno integrate nel modo seguente:
Nel caso di una comprovata penuria di medici, i medici titolari di uno dei seguenti titoli di perfezionamento federale possono essere esentati dall'obbligo di avere lavorato per tre anni in un centro svizzero di perfezionamento riconosciuto:
a. medicina interna generale quale unico titolo di perfezionamento;
b. medico generico quale unico titolo di perfezionamento;
c. pediatria.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 28.02.2023
penuria medici, ok a deroga su autorizzazioni ad esercitare
Medici di famiglia, pediatri, psichiatri e psicoterapeuti dell'infanzia e dell'adolescenza potrebbero esercitare più facilmente in Svizzera in caso di comprovata scarsità di dottori in questi quattro ambiti medici. Il Consiglio nazionale ha accolto oggi, con 157 voti contro 32 e 1 astenuto, una deroga alle condizioni di autorizzazione.
Attualmente a questi professionisti viene imposto di lavorare per almeno tre anni in Svizzera, prima di poter esercitare in territorio elvetico. Secondo la Legge federale sulle assicurazioni malattie (LAMal), a partire dal 1° gennaio 2022 i medici sono infatti tenuti a lavorare per almeno un triennio presso un istituto di formazione post-laurea elvetico riconosciuto, con lo scopo di garantire la qualità delle prestazioni e al contempo assicurarsi che il personale autorizzato a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) disponga delle dovute conoscenze relative al sistema sanitario vigente nel nostro Paese, ha ricordato Céline Amaudruz (UDC/GE) a nome della commissione.
Secondo diversi pareri pervenuti dai Cantoni, la disposizione attuale potrebbe causare una copertura sanitaria insufficiente soprattutto nel settore della medicina di base ambulatoriale. Per evitare uno scenario simile, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N) ha depositato nel maggio del 2022 un'iniziativa parlamentare che chiede di allentare le disposizioni attuali, per evitare il rischio di penuria di medici, soprattutto in alcune regioni periferiche dove i dottori prossimi alla pensione faticano a trovare un successore, ha aggiunto Amaudruz.
La CSSS-N ha quindi proposto di completare la disposizione legale affinché, in caso di offerta sanitaria insufficiente, i Cantoni possano derogare alla norma che prevede i tre anni di attività obbligatori.
Oggi il plenum ha approvato la proposta della CSSS-N a condizione che la disposizione derogatoria sia limitata nel tempo e che non rimetta sostanzialmente in questione l'obiettivo concernente la garanzia della qualità e dell'economicità delle prestazioni mediche. Anche il ministro della sanità Alain Berset ha condiviso tale misura.
Il Nazionale ha inoltre giudicato importante che la disposizione si applichi soltanto a quattro ambiti medici, ovvero alla medicina generale, alla pediatria, alla psichiatria nonché alla psicoterapia dell'infanzia e dell'adolescenza.
Una minoranza, guidata da Andreas Glarner (UDC/AG), avrebbe voluto che la deroga non si applicasse alla psichiatria e alla psicoterapia dell'infanzia e dell'adolescenza. Ma il plenum - con 148 voti contro 41 - non lo ha seguito. I bisogni in cure psichiatriche sono ancora aumentati con la pandemia, hanno ricordato in aula diversi oratori, tra cui Brigitte Crottaz (PS/VD).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 02.03.2023
CSt: penuria medici, ok a deroga su autorizzazioni ad esercitare
Medici di famiglia, pediatri, psichiatri e psicoterapeuti dell'infanzia e dell'adolescenza devono poter esercitare più facilmente in Svizzera in caso di comprovata scarsità di dottori in questi quattro ambiti medici.
Dopo il Consiglio Nazionale, oggi anche quello degli Stati ha accolto per 40 voti e una astensione, una deroga alle attuali condizioni per esercitare.
Attualmente ai professionisti stranieri viene imposto di lavorare per almeno tre anni in Svizzera, prima di poter esercitare in territorio elvetico. Secondo la Legge federale sulle assicurazioni malattie (LAMal), a partire dal 1° gennaio 2022 i medici sono infatti tenuti a lavorare per almeno un triennio presso un istituto di formazione post-laurea elvetico riconosciuto, con lo scopo di garantire la qualità delle prestazioni e al contempo assicurarsi che il personale autorizzato a esercitare a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS) disponga delle dovute conoscenze relative al sistema sanitario vigente nel nostro Paese.
Secondo diversi pareri pervenuti dai Cantoni, la disposizione attuale potrebbe causare una copertura sanitaria insufficiente soprattutto nel settore della medicina di base ambulatoriale. Per evitare uno scenario simile, la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Nazionale (CSSS-N) ha depositato nel maggio del 2022 un'iniziativa parlamentare che chiede di allentare le disposizioni attuali, per evitare il rischio di penuria di medici, soprattutto in alcune regioni periferiche dove i dottori prossimi alla pensione faticano a trovare un successore.
Il progetto accolto oggi dagli Stati completa la disposizione legale affinché, in caso di offerta sanitaria insufficiente, i Cantoni possano derogare alla norma che prevede i tre anni di attività obbligatori. Tale disposizione derogatoria è limitata nel tempo - fino al 20207 - e non deve rimettere sostanzialmente in questione l'obiettivo concernente la garanzia della qualità e dell'economicità delle prestazioni mediche. Anche il ministro della sanità Alain Berset ha condiviso tale misura, facendo sovente riferimento al problema di contenere i costi sanitari.
I "senatori" hanno inoltre giudicato importante che la disposizione si applichi soltanto a quattro ambiti medici, ovvero alla medicina generale, alla pediatria, alla psichiatria nonché alla psicoterapia dell'infanzia e dell'adolescenza. Una proposta di Charles Julliard (Centro/JU) chiedeva invece di non porre limiti alla specializzazioni interessate, sulla base della scarsità di medici di cui soffrono determinate regioni e cantoni periferici, dove mancano sia medici generici che, soprattutto, specialisti.
Julliard, sostenuto dal collega di partito, Beat Rieder (VS), ha giustificato la sua proposta anche con la necessità di garantire un certo ricambio nelle zone discoste. Quando uno specialista chiude lo studio o cambia cantone, non sempre viene rimpiazzato, ha aggiunto, sottolineando che sovente questi professionisti preferiscono stabilirsi nelle vicinanze di un centro universitario. Quanto ai costi, Julliard ha assicurato che una maggiore apertura non avrebbe causato un'impennata delle spese, giacché i Cantoni hanno tutto l'interesse a mantenere i costi sotto controllo.
Un argomento che non ha convinto il plenum che ha respinto la sua proposta per 30 voti a 11, facendo proprie le riflessioni di Berset, secondo il quale la regola dei tre anni è stata proprio adottata per evitare un'esplosione dei costi sanitari. Le eccezioni, insomma, devono rimanere tali. È assodato, ha sottolineato il consigliere federale, che a un aumento dell'offerta segue un incremento dei costi e quindi dei premi malattia.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 13.03.2023
Il Consiglio nazionale ha accolto con 146 voti contro 40 e 2 astenuti, la clausola d'urgenza in merito alla revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie. Medici di famiglia, pediatri, psichiatri e psicoterapeuti dell'infanzia e dell'adolescenza potranno esercitare più facilmente in Svizzera in caso di comprovata scarsità di dottori in questi quattro ambiti;