22.4433 · Mozione · 2022-12-15
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di emanare un pacchetto di misure per garantire il sistema di produzione e riciclaggio della Svizzera. Si tratta in particolare di attenuare gli squilibri del mercato causati dai pesanti interventi che l'Unione europea (UE) ha effettuato con la sua politica energetica e industriale in favore dei settori della siderurgia e dell'alluminio. Occorre provvedere per poter competere alla pari e garantire i cicli della produzione di valore aggiunto in Svizzera.
Begründung
Le aziende che recuperano i prodotti della lavorazione del metallo - in particolare i produttori di acciaio e alluminio e le fonderie - sono fortemente svantaggiate dalla politica industriale che l'UE attualmente persegue nel quadro del Green Deal e in ambito energetico. Queste aziende sono la spina dorsale dell'economia circolare svizzera, visto che riutilizzano completamente i rottami che contengono alluminio e ferro. Le acciaierie svizzere producono esclusivamente acciaio secondario recuperando i rottami ferrosi e oggi sono ai primi posti per quanto riguarda l'ecologia.
L'attuale fabbisogno del mercato dell'industria della costruzione non potrebbe essere coperto con la produzione estera. Ogni anno dovrebbero essere importate in Svizzera circa 500 000 tonnellate in più. Già oggi, i partner UE delle FFS non riescono a fornire le prestazioni logistiche necessarie mediante il trasporto su rotaia, e lo stesso accadrebbe qualora si optasse per il trasporto su gomma.
L'UE considera i settori industriali della siderurgia e dell'alluminio un elemento centrale della decarbonizzazione e incentiva massicciamente il cambiamento di sistema mediante il Green Deal e il pacchetto Pronti per il 55 %. I costi per la riconversione degli impianti sono però così elevati da richiedere l'impiego di fondi pubblici destinati all'obiettivo sociale della decarbonizzazione.
Su tutti i più importanti mercati del settore vigono limitazioni del prezzo dell'energia o del gas oppure si sovvenzionano i costi. La parte di costo riconducibile al consumo energetico è elevata, e causa una drastica riduzione dei margini di guadagno. Questi ultimi si sono così ridotti che i fabbricanti svizzeri non riescono più a coprire i loro costi produttivi e salariali. In Svizzera il ricupero del materiale metallico, soprattutto nel quadro della produzione di acciaio, è fortemente a rischio.
Finora la Svizzera ha rinunciato a misure di sostegno come quelle adottate nel 2011 per proteggere il settore produttivo durante la crisi dell'euro. A causa della lunghezza delle catene del valore aggiunto, gli effetti economici di un arresto della produzione sarebbero enormi. Cesserebbe anche il riciclaggio dei rottami metallici in Svizzera, con conseguenze negative per l'ambiente. Per l'approvvigionamento si dovrebbe ricorrere a fabbricanti esteri, e a prodotti di qualità peggiore per ciò che concerne l'ecologia. In Svizzera si perderebbero posti di lavoro e competenze in questo importante settore industriale di base e il recupero dei rottami metallici non funzionerebbe più.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Gli aumenti del prezzo dell'energia non concernono soltanto la siderurgia e l'industria dell'alluminio, ma riguardano anche altri settori. La competitività delle aziende con un elevato consumo di energia dipende comunque da numerosi fattori e anche a livello svizzero può essere molto disuguale. Di conseguenza variano anche il modo in cui le imprese si premuniscono contro i rischi legati al prezzo dell'energia e le loro possibilità di riversare sui loro clienti i costi degli aumenti del prezzo dell'energia. Come ricordato anche nella motivazione della mozione, almeno a breve termine la produzione nazionale di acciaio e alluminio non potrebbe essere semplicemente sostituita con le importazioni dall'estero, a causa delle limitate capacità di trasporto. Perciò l'industria dovrebbe essere in grado di recuperare, almeno in parte, i costi generati dall'aumento dei prezzi dell'energia riversandoli sui consumatori. In generale gli aumenti dei prezzi in Svizzera relativi a fattori produttivi intermedi, beni di consumo e beni d'investimento, come pure nel settore della costruzione, finora sono stati nettamente più bassi rispetto all'estero, con conseguenze positive per la domanda proveniente dagli acquirenti nazionali dei prodotti dell'industria del metallo.
Secondo la previsione del 13 dicembre 2022, il gruppo di esperti della Confederazione per le previsioni congiunturali si aspetta per il 2023 un andamento congiunturale debole ma non recessivo, a differenza di quanto l'OCSE prevede, ad esempio, per la Germania. Gli indicatori congiunturali più recenti confermano questa valutazione. Perciò rispetto ai Paesi vicini le aziende svizzere dovrebbero poter beneficiare di un'evoluzione della domanda più stabile. Nel caso in cui dovessero subire un calo della domanda e perdite di lavoro inevitabili, le imprese potrebbero comunque ricorrere all'indennità per lavoro ridotto (ILR): uno strumento che consente di evitare i licenziamenti e mantenere i posti di lavoro. Il diritto all'ILR sussiste se sono soddisfatte le condizioni pertinenti previste dalla legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0). Questo principio vale per tutte le aziende, indipendentemente dal loro settore operativo.
Sotto il profilo della decarbonizzazione necessaria nei prossimi decenni, l'industria svizzera sembra meglio posizionata rispetto a quella estera. L'intensità energetica (definita come rapporto tra consumo di energia e creazione di valore aggiunto) dei settori con un elevato consumo di energia come l'industria del metallo, in Svizzera è nettamente inferiore rispetto ai settori analoghi degli altri Paesi europei. Nel settore della tassazione del CO2, il legame tra il sistema di commercio delle emissioni svizzero e quello UE garantisce una competizione alla pari. Nel quadro del postulato CPE-N 20.3933 Incentivi fiscali per un commercio internazionale sostenibile, il Consiglio federale sta valutando l'introduzione di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che potrebbe contribuire al mantenimento della competitività dei settori con un'elevata produzione di CO2.
In relazione al postulato 18.3509 Abolire gli ostacoli all'uso efficiente delle risorse e all'economia circolare, depositato dal consigliere agli stati Noser, il Consiglio federale ha inoltre introdotto diverse misure, anche nel settore della costruzione, per stimolare l'economia circolare.
Il Consiglio federale continuerà anche in futuro a impegnarsi per migliorare le condizioni quadro economiche, a vantaggio di tutte le imprese. È invece contrario ai sussidi destinati a industrie o settori particolari: a lungo termine le misure di politica industriale generano dipendenza, comportano un rischio molto elevato di allocazioni errate - a spese dei contribuenti - e penalizzano le imprese e i settori svizzeri che non ne beneficiano, a causa della disparità di trattamento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.