22.4464 · Mozione · 2022-12-15
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Il regolamento del Consiglio nazionale va completato in modo da includere il dialetto svizzerotedesco tra le lingue ufficiali dei dibattiti, accanto al tedesco standard, al francese, all'italiano e al romancio.
Begründung
I dialetti caratterizzano l'identità della Svizzera e ne sono simbolo ed espressione. Niente esprime meglio la pluralità del nostro Paese.
Stiamo assistendo a una svolta nel rapporto con i dialetti svizzerotedeschi, considerati un elemento essenziale dell'identità svizzerotedesca. Il dialetto è considerato degno di essere salvaguardato e valorizzato. L'uso del dialetto si sta diffondendo perché è espressione di vicinanza e familiarità. Una politica vicina alla popolazione dovrebbe ugualmente segnalare tale vicinanza e familiarità e rafforzare il dialetto attraverso il suo stesso uso.
Non solo il dialetto incontra il favore dei giovani e dei media sociali, ma sta anche vivendo una un'autentica fioritura culturale. Una multinazionale svizzera ha redatto il suo rapporto annuale in svizzerotedesco e un giornale serale gratuito ha pubblicato diversi numeri esclusivamente in dialetto, suscitando grande interesse e approvazione. Nei parlamenti cantonali la questione della lingua dei dibattiti è disciplinata in modi diversi. Nei Cantoni di AR, BE, BL, GL, SH, SO e SZ il regolamento interno stabilisce che i deputati, oltre che in tedesco standard, possano esprimersi anche in dialetto, fermo restando che quest'ultimo è addirittura la norma in AR, BL, SO e SZ. In Consiglio nazionale sarebbe dunque opportuno fare maggiore uso del dialetto e, per sottolineare l'identità culturale dell'istituzione, fare in modo che il suo regolamento preveda espressamente che la Camera bassa possa deliberare sia in tedesco standard che in svizzerotedesco.
Il dialetto fa parte dell'identità del popolo svizzero (compresi i romandi che parlano in dialetto in Parlamento). Che si tratti dello svizzerotedesco di San Gallo, Basilea, Zurigo o Berna, il dialetto ha un futuro anche nel ventunesimo secolo improntato al digitale.
Un dialetto deve essere salvaguardato e promosso, non solo nella vita quotidiana ma anche in Parlamento, peraltro un luogo adatto per salvaguardare, promuovere e imporre i dialetti locali al fine di preservare un patrimonio linguistico locale e trasmetterlo alle generazioni future.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La modifica proposta dall'autore della mozione di aggiungere lo svizzerotedesco alle lingue dei dibattiti dovrebbe essere attuata non soltanto adeguando il regolamento del Consiglio nazionale (RCN; RS 171.13) ma richiederebbe anche una revisione della legge sulle lingue nazionali e la comprensione tra le comunità linguistiche (legge sulle lingue, LLing; RS 441.1).
La LLing disciplina l'uso delle lingue ufficiali (art. 5 LLing) da parte delle autorità federali: secondo l'articolo 8 capoverso 1nelle deliberazioni in seno alle Camere federali e alle loro commissioni i deputati si esprimono nella lingua nazionale di loro scelta. Secondo l'articolo 4 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) le lingue nazionali sono il tedesco, il francese, l'italiano e il romancio.
L'uso del dialetto in seno all'Assemblea federale renderebbe più difficili la comprensione e gli scambi tra le comunità linguistiche.
Oltre a questi aspetti giuridici e di politica delle lingue l'attuazione della mozione causerebbe problemi per quanto concerne la traduzione simultanea e la pubblicazione delle prese di parola nel Bollettino Ufficiale.
Innanzitutto, in seno al Consiglio nazionale la traduzione simultanea da un dialetto svizzerotedesco al francese o all'italiano non sarebbe fattibile per i motivi seguenti:
- nelle scuole di traduzione si insegna e si esercita esclusivamente il tedesco;
- a differenza di quanto avviene nei parlamenti cantonali - quali ad esempio il Gran Consiglio bernese, in cui si parla perlopiù dialetto bernese - nel Consiglio nazionale sono rappresentati diversi dialetti svizzerotedeschi, che dovrebbero essere imparati singolarmente a causa delle differenze terminologiche.
Va inoltre rilevato che nei parlamenti cantonali di Friburgo e del Vallese, che come Berna dispongono di una traduzione simultanea delle deliberazioni plenarie, si parla il tedesco e non il dialetto. Gli altri Cantoni citati dall'autore della mozione (AR, BL, GL, SH, SO, SZ) non prevedono una traduzione simultanea.
D'altro canto, per quanto concerne la pubblicazione scritta delle prese di parola occorre sottolineare che l'attuazione della mozione causerebbe un enorme onere supplementare anche nel caso in cui quest'ultima dovesse essere interpretata nel senso che le prese di parola in dialetto continuerebbero a essere trascritte in tedesco nel Bollettino Ufficiale. Non potrebbero però più essere trascritte e pubblicate così rapidamente come avviene ora. Tanti più oratori si dovessero esprimere in dialetto, tanto più tempo sarebbe necessario per rendere disponibile il testo online.
Se invece la mozione va interpretata nel senso che le prese di parola dei deputati dovrebbero essere trascritte in dialetto, il tempo necessario a tal fine aumenterebbe a dismisura. E sarebbe inoltre necessario ricorrere a specialisti dei diversi dialetti.
Per i motivi esposti l'Ufficio conclude che i dibattiti dovranno continuare a svolgersi nelle lingue nazionali e che il dialetto potrà essere usato in altre occasioni.
L’Ufficio propone di respingere la mozione.Una minoranza (Aeschi Thomas, Büchel Roland) propone di accoglierla.