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22.4543 · Interpellanza · 2022-12-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera registra uno dei più alti tassi di consumo pro capite di plastica al mondo. L'85-90 per cento delle materie plastiche in Svizzera viene incenerito dopo breve utilizzo e non viene né riciclato né tanto meno riutilizzato. L'incremento della quota di recupero richiesto dal mondo politico risulta pertanto fortemente limitato, per non dire impossibile. Per risolvere il problema dei rifiuti di plastica, finora il Consiglio federale ha puntato perlopiù su soluzioni settoriali e non ha voluto emanare prescrizioni vincolanti. Il riciclaggio, tuttavia, funziona soltanto per i rifiuti di plastica che possono essere raccolti. A ogni processo di riciclaggio, inoltre, è necessario aggiungere nuove materie prime. Persino nel riciclaggio del PET - il migliore processo di riciclaggio della plastica di cui disponiamo oggi - in Europa le bottiglie in PET contengono mediamente soltanto il 17 per cento di PET riciclato (rPET). Non resta altro che lo smaltimento tramite incenerimento, sebbene l'incenerimento della plastica sia di gran lunga più inquinante di quanto spesso si dica.

Nel suo rapporto sulla plastica nell'ambiente, il Consiglio federale conclude che le misure finora adottate non sono sufficienti a ridurre le immissioni di plastica nell'ambiente in misura tale da proteggere in modo duraturo l'essere umano, la flora e la fauna da impatti dannosi o molesti.

Secondo il Consiglio federale, la legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb) costituisce già oggi una base adeguata per eventuali misure aggiuntive. Per stabilirne le priorità, tuttavia, occorre conoscere in modo approfondito le principali fonti di emissione e gli impatti - cosa a cui può contribuire, tra l'altro, un sistema di monitoraggio adeguato. Secondo il Consiglio federale, l'esito delle misure volontarie adottate potrebbe essere verificato attraverso un sistema di monitoraggio nazionale, da realizzarsi estendendo l'obbligo di rendicontazione a livello di ordinanza.

Alla luce del fatto che il Consiglio federale sta affrontando il problema dei rifiuti di plastica con soluzioni settoriali e che per le eventuali misure aggiuntive è necessario un sistema di monitoraggio, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

- In che modo la Confederazione ha finora sorvegliato il raggiungimento degli obiettivi nell'ambito delle soluzioni settoriali volontarie?

- Ai fini di detta sorveglianza, la Confederazione rileva dati in maniera autonoma o si basa su quelli forniti dai singoli settori (ad es. dei dettaglianti)?

- Esisteva al riguardo un obbligo di rendicontazione?

- Come si svolge attualmente il monitoraggio dei prodotti in plastica destinati al consumo fuori casa?

Stellungnahme des Bundesrates

L'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e numerose associazioni settoriali si scambiano regolarmente informazioni. Nel caso di accordi su base volontaria, il settore interessato è responsabile dell'esecuzione di un controllo dell'efficacia. Ne sono un esempio le aziende che partecipano agli accordi settoriali per la riduzione del consumo di sacchetti di plastica monouso e di sporte di plastica delle associazioni del commercio al dettaglio "IG Detailhandel Schweiz" e "Swiss Retail Federation", che forniscono alle rispettive associazioni dati annuali sul consumo di questi beni. Le associazioni professionali pubblicano in seguito il risultato della valutazione delle prestazioni. Se necessario, i dati vengono richiesti dalla Confederazione.

Dal canto suo, la Confederazione non effettua controlli sistematici e a livello nazionale di tutti gli accordi settoriali. A livello di ordinanza non è previsto un monitoraggio globale, periodico e a livello nazionale. Per questo motivo, attualmente viene effettuato un controllo dell'efficacia solo per quanto riguarda le quote di riciclaggio raggiunte per gli imballaggi per bevande di vetro, PET e alluminio. L'Associazione svizzera per gli imballaggi per bevande ecocompatibili (SVUG) rileva ogni anno, per conto dell'UFAM, dati sugli imballaggi per bevande presso i produttori, i distributori e gli importatori. La SVUG si basa sugli obblighi d'informare previsti dagli articoli 18 e 19 dell'ordinanza sugli imballaggi per bevande (OBI; RS 814.621). Sulla base di questo rilevamento, l'UFAM calcola le quote di riciclaggio degli imballaggi per bevande. Oltre agli obblighi d'informare previsti dall'OIB, attualmente nel settore dei prodott.i non vigono altri obblighi di rendicontazione. Ad esempio, vengono utilizzati molti tipi diversi di imballaggi di plastica, per cui una rendicontazione periodica e sistematica risulterebbe molto onerosa in termini di tempo e di denaro.

Secondo l'articolo 44 capoverso 1 della legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01), tuttavia, la Confederazione e i Cantoni procedono a rilevazioni sul carico inquinante ed esaminano l'esito delle misure prese in virtù della LPAmb. Questa base giuridica consente, ad esempio, di rilevare dati sulla composizione dei rifiuti, un'indagine che fornisce all'UFAM informazioni importanti sui singoli materiali per i quali è necessario migliorare la raccolta differenziata e la prevenzione dei rifiuti.

La Confederazione non effettua alcun monitoraggio globale dei prodotti di plastica destinati al consumo itinerante. Il Consiglio federale è infatti dell'avviso che sarebbe eccessivamente complesso e oneroso.

Risposta del Consiglio federale.