22.4575 · Interpellanza · 2022-12-16
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
In Svizzera si consuma circa 1 milione di tonnellate di plastica all'anno (anno di riferimento 2010), pari a 127 kg pro capite all'anno. Il nostro Paese occupa quindi un inglorioso primo posto in Europa in termini di consumo pro capite.
L'inquinamento da plastica in Svizzera è maggiore di quanto si pensi: ogni anno 14 000 tonnellate di macro e microplastiche finiscono nell'ambiente. Di queste, 2700 inquinano la natura sotto forma di rifiuti di plastica e oltre 100 tonnellate di macroplastiche - ossia frammenti di plastica più grandi di 0,5 centimetri - finiscono nelle acque svizzere e, da lì, negli oceani di tutto il mondo.
Nel mese di settembre del 2022 il Consiglio federale ha dichiarato nel suo rapporto sulla plastica nell'ambiente ("Kunststoffe in der Umwelt") che, secondo il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP), le misure attuali e gli strumenti esistenti non sono sufficienti per affrontare in maniera efficace il problema globale della plastica.
A livello internazionale sono in corso varie iniziative per far fronte in modo sistematico al problema. Dopo che nel 2022 l'Assemblea delle Nazioni Unite per l'Ambiente ha adottato la risoluzione "End Plastic Pollution: Towards an International Legally Binding Instrument", ci si attende che anche la Svizzera sviluppi dei piani d'azione. Secondo il comunicato stampa del 23 settembre 2022 del Consiglio federale, è opportuna a tal fine "una combinazione di misure di sensibilizzazione, sviluppo di nuove tecnologie, ottimizzazione di processi, divieti e obblighi".
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
- Il Consiglio federale è disposto ad affrontare il problema della plastica in modo sistematico nel quadro delle possibilità giuridiche esistenti (legge sulla protezione dell'ambiente [LPAmb], legge sui prodotti chimici [LPChim])?
- Quali divieti sta valutando il Consiglio federale per risolvere il problema dei rifiuti di plastica?
- Come può essere giustificata a livello internazionale la reticenza della Svizzera a introdurre regolamentazioni nazionali, quando allo stesso tempo il Consiglio federale, nel suo rapporto sulla plastica nell'ambiente, giunge alla conclusione che a causa del suo consumo proporzionalmente elevato di prodotti in plastica il nostro Paese contribuisce in misura significativa a questo crescente problema ambientale globale?
Stellungnahme des Bundesrates
La plastica si degrada molto lentamente e quindi si accumula nell'ambiente. È pertanto doveroso, ai sensi del principio di prevenzione (cfr. art. 1 della legge sulla protezione dell'ambiente, LPAmb; RS 814.01), ridurre quanto più possibile le immissioni di plastica nell'ambiente. In questo senso, uno dei mandati fondamentali della Confederazione e dei Cantoni è l'applicazione delle basi giuridiche esistenti per l'attuazione di ulteriori misure.
Con l'articolo 30a lettera a LPAmb, la Svizzera dispone già di una base giuridica che consente di vietare la messa in commercio di prodotti: la messa in commercio può essere vietata se i prodotti sono destinati a essere utilizzati una sola volta e per breve tempo e se i vantaggi di un loro impiego non giustificano il carico che ne deriva per l'ambiente. Tuttavia, in conformità con l'articolo 41a capoverso 3 LPAmb, è necessario che, prima di emanare prescrizioni d'esecuzione, la Confederazione esamini le misure prese volontariamente dall'economia.
Per ridurre il carico ambientale dovuto alla plastica, in Svizzera ci si sta muovendo su vari fronti: sulla base dell'iniziativa parlamentare della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) (20.433) "Rafforzare l'economia circolare svizzera", la stessa commissione ha elaborato un progetto di revisione della LPAmb; la mozione Dobler (20.3695) "Promozione dell'economia circolare. La Svizzera deve riciclare più plastica" chiede che in futuro le frazioni riciclabili dei rifiuti di plastica vengano raccolte separatamente in modo coordinato sull'intero territorio svizzero, una richiesta, questa, discussa tra l'altro anche nel quadro dell'iniziativa parlamentare 20.433; con la mozione modificata della CAPTE-N (18.3712) "Meno rifiuti plastici nelle acque e nei suoli", il Consiglio federale è stato incaricato di esaminare e adottare, congiuntamente con i settori interessati, provvedimenti che permettano di contrastare in modo globale l'inquinamento ambientale dovuto alla plastica.
La Svizzera è attiva inoltre a livello internazionale per ridurre le immissioni di plastica nell'ambiente. Nel 2022, per esempio, il Consiglio federale ha adottato il mandato negoziale per l'elaborazione di un accordo internazionale giuridicamente vincolante finalizzato a combattere l'inquinamento ambientale dovuto alla plastica ("Convenzione sulla plastica"). Un impegno, quello della Svizzera, testimoniato anche dalla sua partecipazione alla "Coalizione degli ambiziosi" ("High Ambition Coalition", HAC), un'alleanza di Paesi che mediante la Convenzione sulla plastica si prefigge di eliminare entro il 2040 la presenza di plastica nell'ambiente. Inoltre, la Svizzera è parte contraente della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti oltre frontiera di rifiuti pericolosi e sulla loro eliminazione (RS 0.814.05). In tale contesto si è impegnata attivamente, affinché, a inizio 2021, venisse introdotto un obbligo di controllo per i rifiuti misti di plastica. Alla luce di quanto illustrato, la Svizzera può quindi adottare misure in linea con la comunità internazionale e ottenere un impatto.
Risposta del Consiglio federale.