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22.475 · Iniziativa parlamentare · 2022-09-29

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

All'Assemblea federale va sottoposta una normativa che vieti ai politecnici federali (PFZ e PFL) e agli istituti di ricerca gestiti dalla Confederazione di introdurre un nuovo "linguaggio inclusivo".

Le scuole universitarie gestite dalla Confederazione esistono per trasmettere conoscenze e condurre ricerche. Introdurre un nuovo "linguaggio inclusivo" non rientra nei compiti dei due politecnici federali e degli istituti di ricerca gestiti dalla Confederazione.

Begründung

Il maschile generico è una peculiarità della lingua tedesca che tutti capiscono. Lo stesso vale per il femminile generico che in tedesco viene utilizzato per il plurale (p. es. le persone). Nessuno si è mai lamentato del femminile generico. Non si tratta quindi affatto di utilizzare un linguaggio non sessista, ma chiaramente di imporre una visione unilaterale della parità di genere, e quindi in ultima analisi di fare politica. Per questo motivo occorre che noi, in qualità di legislatori, interveniamo.

Secondo la legge sui politecnici federali (PF) il loro scopo principale è "formare studenti e personale qualificato nei campi scientifico e tecnico e garantirne il perfezionamento permanente". Utilizzando il tedesco standard viene garantita la trasmissione delle conoscenze. Un "linguaggio inclusivo" confonde gli studenti e li distrae dal loro compito vero e proprio.

Ci si può inoltre chiedere se il "linguaggio inclusivo" faccia parte della "formazione nei campi scientifico e tecnico". Esso ostacola anche lo scambio con le altre scuole universitarie germanofone, perché è presumibile che non tutte le scuole universitarie straniere abbiano le stesse direttive linguistiche della Svizzera.

I politecnici federali finanziati dalla Confederazione devono concentrarsi sulle loro materie di studio tecniche e non infantilizzare i propri studenti con nuove prescrizioni "sul linguaggio inclusivo" o arrivare persino ad abbassare i loro voti per aver impiegato il linguaggio "sbagliato", allontanandoli così dal senso e dallo scopo delle scuole universitarie. Questo ostacolerebbe inutilmente lo studio.

Inoltre, in futuro gli studenti capiranno sempre meno i "vecchi" testi, il che non aiuterà lo sviluppo tecnico, perché è importante che si possa attingere conoscenze anche da opere più datate.

Per di più si evita di perdere tempo in discussioni inutili che sarebbe meglio impiegare a favore della ricerca e del progresso. Ne è un esempio la discussione epica sulla correttezza della proposta fatta all'Università di Scienze Applicate di Zurigo (ZHAW) di utilizzare il termine "Marode Infrastruktur" anziché "Altersschwache Infrastruktur" (un po' come se in italiano si impiegasse "infrastruttura fatiscente" anziché "infrastruttura vecchia"). Questo tipo di discussioni non ha posto in un politecnico.

Quando le condizioni sociali cambiano, ciò si riflette sul linguaggio. I dibattiti linguistici sono quindi sempre dibattiti politici. Si tratta anche sempre di dominanza culturale e potere. Le questioni sul linguaggio inclusivo non devono perciò entrare nelle università, perché l'insegnamento dovrebbe essere il più possibile apolitico.