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22.498 · Iniziativa parlamentare · 2022-12-15

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

La Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV, RS 784.40) è modificata affinchè la Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR) sia sottoposta al Controllo federale delle finanze (CDF) quale autorità di vigilanza finanziaria.

Begründung

La SSR ha un importante e completo mandato di prestazioni da adempiere a livello nazionale e di regione linguistica. È finanziata in gran parte dal canone che rappresenta un importo superiore al miliardo di franchi. In considerazione di questa importanza finanziaria, del grande interesse pubblico e delle discussioni politiche in corso, anche la SSR dovrebbe essere sottoposta alla vigilanza finanziaria del CDF, come altre organizzazioni a cui la Confederazione ha affidato l'adempimento di compiti pubblici (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. d LCF). In qualità di organo indipendente, il CDF dovrebbe avere la possibilità di effettuare controlli nell'ambito della vigilanza finanziaria presso la SSR in base ad aspetti legati al rischio, in stretta collaborazione con le attività di controllo di altri organi e autorità.

L'autonomia nella concezione dei programmi radiofonici e televisivi garantita dall'articolo 93 capoverso 3 Cost. sarebbe rispettata anche dal CDF. Altre istituzioni indipendenti, come i tribunali federali, sono già soggette alla vigilanza finanziaria del CDF nel quadro dell'articolo 8 capoverso 2 LCF. Nell'esercizio di questa vigilanza, il CDF rispetta già oggi l'indipendenza del giudice sancita nell'articolo 191c della Costituzione. Anche nei paesi limitrofi, Germania, Francia, Italia e Austria, la radiodiffusione viene controllata rispettando rigorosamente l'autonomia dei programmi. Tra l'altro, ciò avviene anche per la "British Broadcasting Corporation" (BBC), riconosciuta in tutto il mondo per la sua indipendenza. I punti cardine di questi controlli indipendenti si concentrano sui settori organizzazione, contabilità, materiale, infrastruttura e acquisti. È però anche esaminata ad esempio la questione se la radiodiffusione sia in grado di funzionare in caso di crisi.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 05.03.2024

SSR deve essere sottoposta al Controllo federale delle finanze
La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) deve essere sottoposta al Controllo federale delle finanze (CDF). Con 111 voti contro 77 e 5 astenuti, la Camera del popolo ha dato seguito a un'iniziativa parlamentare in tal senso dell'ex consigliere nazionale Marco Romano (Centro/TI).

La SSR, al pari di altre organizzazioni a cui la Confederazione ha affidato l'adempimento di compiti pubblici, dovrebbe essere sottoposta al CDF. È nell'interesse della SSR avere un controllo finanziario indipendente, ha dichiarato Gerhard Pfister (Centro/ZG), che ha difeso in aula il testo dell'ex collega.

Si tratta di una questione di trasparenza, che è importante poiché la SSR riceve finanziamenti pubblici, gli ha fatto eco Gregor Rutz (UDC/ZH). L'azienda di servizio pubblico riscuote infatti più di un miliardo di franchi all'anno di canone.

Le disposizioni attuali in materia di vigilanza finanziaria della SSR non comportano lacune flagranti e quindi il fatto di sottoporre la SSR al CDF sarebbe problematico in termini di indipendenza, ha sottolineato invano Min Li Marti (PS/ZH), intervenendo a nome della commissione che si opponeva al testo. La socialista zurighese ha inoltre precisato che il canone non è incluso nei conti dello Stato, perché lo Stato non deve intervenire nella programmazione.

Secondo Pfister, l'indipendenza giornalistica non è minacciata. I media privati che ricevono una parte del canone sono già soggetti al Controllo federale delle finanze. Inoltre, anche altri organismi indipendenti, come i tribunali, ne sono sottoposti.

"Anche nei Paesi limitrofi, Germania, Francia, Italia e Austria, la radiodiffusione viene controllata rispettando rigorosamente l'autonomia dei programmi. Tra l'altro, ciò avviene anche per la "British Broadcasting Corporation" (BBC), riconosciuta in tutto il mondo per la sua indipendenza", ha argomentato Romano nel suo atto parlamentare.

L'iniziativa passerà ora alla commissione competente del Consiglio degli Stati. Se anche questa approverà l'iniziativa, la commissione competente del Consiglio nazionale potrà elaborare un progetto di legge. Romano inizialmente e ora Pfister intendono modificare la Legge federale sulla radiotelevisione in tal senso.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 24.09.2024

SSR non sarà sottoposta al Controllo federale delle finanze
La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) non va sottoposta al Controllo federale delle finanze (CDF). Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati bocciando una iniziativa parlamentare dell'ex consigliere nazionale Marco Romano (Centro/TI). A detta dei "senatori", i meccanismi di controllo esistenti sono sufficienti.

Difendendo l'atto parlamentare, Peter Hegglin (Centro/ZG) si è chiesto perché mai la SSR non venga sottoposta a un maggiore controllo visto che riceve oltre un miliardo di canone all'anno. Per Fabio Regazzi (Centro/TI) si tratta di una disparità di trattamento nei confronti dei media privati che ricevono il canone, i quali sono già soggetti alla vigilanza del CDF. Il ticinese ha poi ricordato come anche altre istituzioni indipendenti, come i tribunali, sottostanno al CDF.

La proposta, ha aggiunto Brigitte Häberli-Koller (Centro/TG), permetterebbe di rafforzare la SSR mettendo a tacere o riducendo le critiche nei confronti dell'azienda. Occorre mantenere un occhio critico sugli investimenti della SSR, ha affermato Mauro Poggia (MCG/GE).

I meccanismi di controllo già esistono e sono efficaci, ha replicato Stefan Engler (Centro/GR) a nome della commissione. Esistono quattro livelli di vigilanza: all'interno della SSR, attraverso un controllo esterno, da parte dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) e per il tramite del Dipartimento delle comunicazioni (DATEC).

Per Andrea Gmür Schönenberger (Centro/LU) un ulteriore organo di controllo non apporterebbe alcun valore aggiunto, ma al contrario a un aumento della burocrazia. Diversi "senatori" contrari all'iniziativa parlamentare hanno inoltre espresso il timore che la misura metta a repentaglio l'autonomia dei programmi garantita dalla Costituzione.

Al voto l'iniziativa parlamentare Romano è stata respinta con 25 voti a 19. L'oggetto è così definitivamente archiviato.